Una campagna di Alessandro Arrigoni Battaia
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Tre alpinisti italiani, una cima inviolata del Karakorum cinese. Aiutaci a portare a casa la prima salita di una delle ultime grandi cime dimenticate dell'Asia
PROGETTO
Chi siamo
Siamo tre alpinisti italiani non professionisti, soci del Club Alpino Italiano. Insieme abbiamo aperto nel solo 2025 tre nuovi itinerari sulle Alpi, tutti pubblicati sul blog di Alessandro Gogna: la prima salita invernale della parete ovest-nord-ovest del Pizzo Rabbi in Mesolcina, la variante «Psicoterapia Alpina» sulla cresta nord-nord-ovest della Dent Blanche (citata nella cronologia ufficiale delle prime ascensioni della cima), e la via «Confusione Irrazionale» alla parete sud-ovest della Croce di Ledù.
Alessandro Arrigoni Battaia (Milano) è Istruttore di Alpinismo del CAI e dirige i corsi di alpinismo della storica Scuola «A. Parravicini» del CAI Milano. Matteo Bedendo (Brianza Lecchese) è fotografo professionista, ha tentato nel 2016 una cima di 6.500 m in Karakorum e ha attraversato in autonomia il Changtang indo-tibetano. Marco Lecci (Trento) è alpinista di lunga militanza con la passione per gli avvicinamenti in bicicletta — Grenoble–Dolomiti in cinque giorni, Milano–vetta del Bernina in un giorno e mezzo.
Il progetto
Nel maggio 2026, il Club Alpino Italiano ha selezionato la nostra spedizione tra i tre progetti vincitori del Bando Spedizioni Alpinistiche 2026, assegnandoci un cofinanziamento di € 15.000 su un fondo nazionale di € 50.000. L'obiettivo è il Nakpo Kangri 6.956 m, una delle ultime cime di rilievo ancora inviolate del Karakorum, situata nella remota valle di Shaksgam (Repubblica Popolare Cinese), sul versante settentrionale della catena dei Gasherbrum.
Partiremo a metà agosto per circa 35 giorni di spedizione. Tenteremo la prima ascensione mondiale del versante ovest in stile alpino puro: senza ossigeno, senza portatori d'alta quota, senza corde fisse né campi alti pre-installati. Solo noi tre, la nostra cordata, e la montagna.
Perché questa cima
La valle di Shaksgam — quasi 200 km di lunghezza, con innumerevoli valli laterali ancora del tutto inesplorate alpinisticamente — è uno dei luoghi più simbolici e dimenticati dell'esplorazione himalayana. Il versante settentrionale dei Gasherbrum, di bellezza paragonabile al Baltoro ma incomparabilmente più remoto, è stato visto e fotografato da pochissime spedizioni nella storia.
Il nostro progetto si colloca in continuità ideale con le grandi spedizioni italiane di esplorazione del Karakorum settentrionale: la spedizione scientifica di Filippo De Filippi del 1913-1914 e, soprattutto, la spedizione del Duca di Spoleto del 1929 — alla quale partecipò un giovane Ardito Desio, futuro capo della vittoriosa spedizione al K2 del 1954. Nel 2029 ricorrerà il centenario di quell'impresa. Vogliamo riportare un piede italiano in quei luoghi prima che il centenario arrivi.
Cosa porteremo a casa
Oltre al tentativo di salita, abbiamo costruito il progetto attorno a tre obiettivi di documentazione che andranno a beneficio della comunità alpinistica italiana:
A cosa serve il vostro contributo
Il budget complessivo della spedizione è di circa € 45.000. Il cofinanziamento CAI copre € 15.000, mettiamo personalmente € 18.000 (€ 6.000 ciascuno), e per i restanti € 12.000 stiamo lavorando su sponsor tecnici, sezioni CAI, contributi privati e questa raccolta fondi.
Le voci più costose riguardano la logistica in Karakorum cinese (€ 35.000 per permessi, liaison officer, trasferimenti, cammelli battriani per l'avvicinamento) e i voli internazionali. Una parte importante riguarda la sicurezza — ossigeno di emergenza, comunicazioni satellitari, assicurazioni con copertura per evacuazione in elicottero in territorio cinese — voci sulle quali non possiamo fare economia.
Ogni contributo, anche piccolo, fa la differenza. Con € 20 paghi un giorno di vitto in quota per uno di noi; con € 100 contribuisci alle comunicazioni satellitari di un'intera settimana; con € 500 sostieni il prezzo di una giornata di liaison officer cinese.
Perché sosteneteci
Perché crediamo che l'alpinismo esplorativo non sia dominio esclusivo dei professionisti della montagna. Perché vogliamo dimostrare che una cordata di quattro italiani non professionisti, con il sostegno del CAI e della comunità alpinistica, può ancora andare a vedere cosa c'è nelle valli più dimenticate dell'Asia. Perché ogni euro investito qui torna sotto forma di pubblicazioni, fotografie, documentazione scientifica e racconti che resteranno alla comunità.
E perché, in fondo, vogliamo solo che voi siate parte di questa storia con noi. Al rientro, tutti i sostenitori riceveranno via email un resoconto dettagliato della spedizione e una selezione fotografica esclusiva del versante settentrionale dei Gasherbrum — una zona che pochissime persone al mondo hanno mai visto.
Trasparenza
Pubblicheremo a fine campagna un report di restituzione con il dettaglio di come sono stati utilizzati i fondi raccolti. I documenti ufficiali della candidatura CAI (Allegato 2 progetto e Allegato 3 budget analitico) sono già pubblici e disponibili a chi li volesse consultare — basta scriverci.
Grazie
Per il vostro tempo, la vostra attenzione e, se vorrete, il vostro sostegno. Ci rivedremo a ottobre 2026 con le storie di una montagna che fino ad agosto non aveva ancora visto la cima.
Alessandro Arrigoni Battaia, Matteo Bedendo, Marco Lecci
Spedizione Nakpo Kangri 2026 — Bando CAI 2026


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