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Salviamo la Tonnarella di Camogli

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Salviamo la Tonnarella di Camogli

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  • Raised € 2,720.06
  • Sponsors 24
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  • Type Donation  
  • Category Food & agriculture

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The project

La piccola pesca della tonnarella di Camogli

Nella notte tra il 25 e il 26 Aprile 2017, la Tonnarella di Camogli è stata distrutta da una nave pirata, arrecando oltre 200.000 euro di danni ai piccoli pescatori della Cooperativa di Camogli. La tonnarella di Camogli è un esempio virtuoso di pesca sostenibile ed ecologica: è l’unica rimasta in Liguria e una delle cinque tonnare attive in Italia. Inoltre, è tutelata dal Presidio Slow Food con l'obiettivo di sostenere l’attività dei pescatori, il cui numero si è ridotto sensibilmente.

A causa dell'incidente, quest’anno l’attività della tonnarella si è fermata. Per questo Eataly, online e nei negozi di Torino, Milano, Roma e Genova , sta portando avanti una raccolta fondi per aiutare questa piccola eccellenza a restare in vita. Ti raccontiamo la sua storia incredibile: magari te ne innamorerai anche tu!

La tonnarella nacque nel 1600 per pescare le specie pelagiche: ha un sistema simile a quello della tonnara ma con una struttura più semplice e di minori dimensioni. Inoltre, mentre le tonnare restano in mare solo poche settimane, le reti della tonnarella vengono calate in mare da aprile a settembre. Da allora, è diventata parte della tradizione e della cultura del piccolo borgo genovese, che vede impegnati gli uomini, ma anche le donne nelle operazioni di lavorazione delle reti, lavorate e intrecciate a mano durante l’inverno, partendo da fibra vegetale importata dall’India.

La rete più grande è il pedale, lunga più di 300 metri e tessuta con la canapa, per rendere le reti completamente biodegradabili alla fine della stagione di pesca. La rete vegetale, oltre a essere sostenibile, ha anche un'altra utilità: sulla sua struttura si sviluppa infatti una associazione di alghe e piccoli invertebrati che si trasforma in una fonte di cibo in grado di attirare i pesci.

Il pedale ha maglie molto larghe, in modo da non catturare i pesci piccoli, e costituisce lo sbarramento che i pesci incontrano una volta trasportati dalla corrente nei pressi della struttura, attraverso cui accedono al corpo principale della tonnara. Questo è costituito da una camera di raccolta molto grande e da una rete a sacco detta lea, realizzata in fibra di nylon. Da una piccola barca a remi chiamata vedetta , grazie a uno strumento detto specchio , i pescatori monitorano lo spostamento del pesce nella lea . Quando si ritiene che la rete sia piena, inizia la leva a mano, che si ripete solitamente tre volte al giorno: all’alba, in mattinata e nel pomeriggio. Questo sistema è particolarmente faticoso e costringe a giornate di pesca molto dure e lunghe, consente alla tonnarella di pescare buone quantità di sugarelli, palamite, occhiate, ricciole, cavalle, tombarelli, boghe, salpe, aguglie.

Aiutaci anche tu a salvare questa piccola pesca sostenibile, con una piccola donazione!

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