A campaign of Luca Corona e Davide Carabellese
ContactsForgotten your password? Enter you email address and you will receive a message with instructions to recover your password.
Controlla la tua casella email: ti abbiamo inviato un messaggio con la tua nuova password.
Potrai modificarla una volta effettuato il login.


Choose the reward or the sum of money to support the project. Select the payment system among the available ones. The author of the project will keep the whole sum of money even if at the expiry date the budget haven't been reached. The promised rewards are in any case guaranteed.
Il Nostro Progetto
Quante vite sono state sprecate in attesa dell’attesa?
L’Attesa è l’idea di un cinema che oggi fatica a nascere: un sogno che un tempo si respirava in tutta Italia, alimentato dalla passione e dalla necessità di raccontare una visione personale del mondo.
Siamo due giovani autori che sognano di percorrere la strada tracciata dal Neorealismo e dalla Nouvelle Vague, reinterpretandola con sensibilità contemporanea.
Il nostro film unisce profondità emotiva e forza visiva. Ambientato in una locanda sospesa fuori dal tempo, racconta di Totò, uomo di successo ma vuoto dentro, che torna nella sua città credendo di partecipare a un funerale. Scopre invece che Manuela – la donna che lo ha cresciuto – è viva, e questo incontro impossibile lo trascina in un viaggio di memorie, conflitti e rivelazioni.
Tre linguaggi visivi si alternano: la fissità teatrale degli interni, la fluidità degli esterni e la frammentazione onirica delle visioni. Questa contaminazione accompagna l’evoluzione dei personaggi, dalla rigidità iniziale alla liberazione finale.
I temi – tempo e sospensione, identità e memoria, ferite familiari e redenzione – sono universali, ma oggi assumono l’urgenza della cronaca. L’Attesa non racconta solo una storia: invita a vivere un’esperienza poetica, dove reale e simbolico si intrecciano.
Un anno fa eravamo due sceneggiatori in erba. Poi, una squadra si è unita a noi. Ora siamo a un passo dal girare, con tempi stretti e mezzi raccolti insieme.
Con questo crowdfunding chiediamo di unirvi a noi per completare il comparto tecnico e dare forma alle immagini che oggi vivono nella nostra mente. Sostenere L’Attesa significa credere in un cinema che osa, emoziona e resta nel cuore oltre l’ultimo fotogramma.
L’Attesa – Presentazione
1. Titolo e Logline
🎬 Titolo: L’Attesa
🧩 Logline:
“Quante vite abbiamo trascorso aspettando che la vita iniziasse davvero?”
2. pitch
L’Attesa, non una semplice locanda ma un luogo dove il tempo non scorre, bensì respira. Lì i silenzi parlano più delle parole, e ogni gesto è un rito. Totò torna dopo vent’anni di fuga, credendo di partecipare a un funerale... invece ritrova la vita che aveva lasciato in sospeso.
3. Sinossi
Totò è un uomo di successo, ma vuoto. Quando torna nella sua città natale, Molfetta, per una veglia funebre, scopre che la donna per cui è tornato – Manuela, figura materna e misteriosa – è ancora viva. Questo evento impossibile apre una crepa nel tempo e nella sua coscienza.
Accolto nella locanda simbolica chiamata "L’Attesa", Totò si ritrova sospeso tra presente e passato, visioni e memorie, parole non dette e desideri trattenuti. Accanto a lui: Francesca, l'amore che non è mai stato; Iris, figlia ferita e rabbiosa; l’Esattore, incarnazione del potere e del debito. Infine, un misterioso vicino di casa, un uomo semplice e concreto che, come una brezza leggera, riesce a stemperare per alcuni attimi il tumulto di Totò.
In un paesaggio fatto di silenzi, riti quotidiani e simboli profondi, Totò deve decidere se continuare a fuggire da sé stesso o affrontare il dolore che ha lasciato indietro. Perché a volte, il ritorno è l’unica via per salvarsi.
4. Temi Universali
• Tempo e sospensione
• Identità e memoria
• Ferite familiari e redenzione
• La maternità
• La crisi dell’uomo produttivo
5. I Volti dell’Attesa
• Totò – il viaggiatore interiore
• Manuela – la sacerdotessa del passato
• Francesca – l’amore trattenuto
• Iris – la ferita che lotta
• Esattore – il volto grigio del potere
• Il Vicino/Tonin u fulmin – il custode della pace quotidiana
6. Note stilistiche
REGIA
A. Visione Autoriale
«L’Attesa» si configura come un film d’autore fortemente identitario, in cui la forma è linguaggio e il contenuto è suggerito più che dichiarato. Il progetto lavora sulla sospensione, sul silenzio e sull’allusione, rifiutando il racconto lineare in favore di una narrazione stratificata emotivamente. Il tempo è interiore, la regia mezzo per rendere visibile l’invisibile.
B. I tre Macrostili Registici
Il film costruisce la propria poetica visiva attraverso una dialettica registica che si divide tra tre livelli stilistici principali:
a) Scene all'interno della locanda “L'Attesa”
- Camera fissa, frontale, senza carrelli o movimenti.
- Composizione simmetrica e teatrale, con un’impostazione che richiama il quadro dipinto o il proscenio teatrale.
- Le inquadrature sono statiche, costruite con rigore formale.
- La recitazione è leggermente artefatta, sospesa, con ritmo rallentato.
- I dialoghi vengono eseguiti come partiture drammaturgiche, ma con possibilità di umanizzazione.
b) Scene esterne all’Attesa
- camera fluida, carrelli e movimenti morbidi.
- senso di oppressione e stress, dinamicità che accompagna una recitazione naturalistica.
c) Scene oniriche / flashback / visioni / AntiAttesa
- Montaggio ellittico, jump cut, sovrimpressioni, macchina a mano irregolare.
- Linguaggio visivo che rompe le coordinate spazio-temporali.
C. Contaminazione degli stili
A. Manuela – Portatrice dell’Attesa (Blocco A)
Manuela introduce lo stile statico (macchina fissa, montaggio lento, composizione simmetrica) ovunque compaia. Anche fuori dalla Locanda, la sua energia congela la grammatica visiva e rallenta la scena. Con Totò e Francesca impone rigidità.
Uniche eccezioni:
- le scene con l’Esattore, dove la presenza di lei segna un'apertura emotiva rappresentata dal movimento di lui;
- le scene con Iris in cui la resistenza elettrica e dinamica di lei “resiste” alla forza di Manuela sacerdotessa dell’Attesa.
B. Iris – Vettore del Caos Reale
Iris rappresenta il mondo reale B nella sua forma più disordinata e pura. La Camera in movimento instabile, montaggio più vivo, luce più vibrante. Ogni sua comparsa genera attrito con Manuela e rompe la sospensione dell’Attesa. È un corpo che destabilizza il linguaggio del film, che rappresenta la forza vitale e brutale del mondo reale.
C. Esattore – Fissità come Oppressione
Anche l’Esattore impone macchina fissa e geometria, ma con un effetto opposto a quello di Manuela: controllo, minaccia, inquietudine. La tremenda presenza del potere temporale, il cinico adempimento della burocrazia e la presenza del retaggio del patriarcato vengono rappresentati da grandangoli, inquadrature dissonanti e sghembe. Con Manuela subisce il movimento, invertendo il potere visivo.
D. La Tuttofare – Il Sabotaggio delle Regole
È l’unico personaggio che non rispetta la grammatica cinematografica. Rompe i raccordi, entra ed esce dal quadro senza logica, sfugge alla coerenza dei blocchi. È la crepa fertile, l’elemento che annuncia il collasso visivo finale. Lei è il personaggio a cavallo tra il nostro mondo e quello onirico.
E. Il Vicino/Tonin u fulmin – il custode del normale
Il Vicino è colui che ha deciso di stare. L’uomo del presente, sganciato da ogni possibile traccia di nostalgia e da suggestioni sul futuro. Se Iris è la portatrice de caos del reale, lui è la marea calma del mondo ordinario. La macchina da presa si poggia morbida su di lui, per tutto il tempo necessario a cogliere l’attimo. Totò attraverso i loro incontri trova l’angolo in cui non è necessario riflettere, lavorare od agire per qualche fine.
F. Totò – Il Campo di Battaglia
Totò è attraversato da tutti gli stili. Quando è con Manuela, è ingabbiato nella fissità. Con Iris, si libera e si muove. Nel tempo, assorbe gli stili degli altri, fino a diventare punto d’equilibrio. Nel finale, egli è l’unico in grado di reggere l’immagine ferma senza subirla.
In un processo simile ma non uguale anche Francesca seguirà lo stesso percorso, con la differenza che la sua poetica dolce e sussurrata permetterà un equilibrio meno netto e statico. Concluderà la sua corsa con un movimento lieve e morbido, simulando la sua rivoluzione silenziosa.
G. Finale – Collasso e Rinascita
Nel climax visivo e narrativo, tutti i blocchi estetici si fondono: il caos, la rigidità e la sospensione si contaminano. La regia diventa libera, infedele ai propri codici. Solo nell’ultimo quadro, la macchina torna fissa: ma stavolta non è più costrizione, è pacificazione visiva e simbolica.
D. Interazione Tra Stile, Recitazione E Ambienti
Ogni spazio determina un tipo di recitazione:
- All’Attesa: teatrale, stilizzata ma con umanizzazione.
- All’esterno: naturalistica, viva.
- Onirico: libertà espressiva, frammentazione verbale.
E. Progressione Drammaturgica
Dialoghi più brevi verso il finale.
Scene tra Francesca e Totò passano da lirismo a minimalismo.
Il climax tra Manuela e l’Esattore è gestito per dettaglio, non per retorica.
Il finale è simbolico, visivo, con pochissime parole.
MONTAGGIO
Il montaggio asseconda fedelmente l'impostazione registica:
a) All’Attesa
- Tagli diradati, inquadrature lunghe, piani sequenza statici.
- Tempo congelato, lo spettatore è costretto a restare.
b) Fuori dall’Attesa
- Tagli frequenti, ritmo sostenuto, alternanza crescente verso il climax.
c) Visioni e flashback
- Jump cut, dissolvenze, inserti criptici.
MUSICHE
Musiche tradizionali:
- Marce funebri molfettesi come U Conziasegge usate in modo extradiegetico.
- Funzione liturgica e straniante e mai direttamente narrativa.
Canzone originale:
- Cantata da Manuela a cappella, imperfetta e umana.
- Solo nel finale avrà un accompagnamento musicale.
Finale musicale:
- Unisce reale e simbolico, funzione catartica e poetica.
🎞️ Totò attraversa tutti questi mondi visivi, incarnando il punto d'equilibrio.
7. Destinazione: Cuore dello Spettatore
🎯 Festival nazionali e internazionali
📡 Distribuzione su piattaforme curate (MUBI, RaiPlay) e proiezioni in cinema selezionati
8. L’Immaginario echi di grandi maestri
🎞️ Ispirazioni visive e narrative:
- Tarkovskij per la spiritualità sospesa
- Wong Kar Wai per i non-amori
- Rohrwacher per la magia del reale
- Jarmusch e Wenders per il senso del viaggio interiore
“Il mio sonno più bello l'ho lasciato nel letto che non ho scelto.” – Manuela

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Buona salute: garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età.

Utilizzo sostenibile della terra: proteggere, ristabilire e promuovere l'utilizzo sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire le foreste in modo sostenibile, combattere la desertificazione, bloccare e invertire il degrado del suolo e arrestare la perdita di biodiversità.
Comments (32)