Una campagna di Maria Anna Catalano Gennaro Varavallo
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Un progetto fotografico che va oltre le apparenze, le foto artiscamente elaborate, mettono in risalto la vivacità che ha animato una storica installazione, nata nel 1875 per volontà di una nobile donna che rimasta vedova e senza eredi, volle devolvere i suoi averi alla costruzione di una casa per poveri e malati. Venticinque anni dopo, nel 1910 un'ulteriore donazione rese possibile il completamento dell'opera.
La fondazione fino ad esaurimento delle somme ereditate fu gestita dalle suore degli Angeli che oltre all'assistenza ai poveri si prodigarono per istituire una scuola materna. Inagibile ormai da vent'anni, il comune che detiene la struttura a patrimonio, per il 2015 trova i fondi per una ristrutturazione e riqualificazione.
Trascendendo il realistico stato d'abbandono e degrado, l'artista Maria Anna Catalano docente di progettazione grafica, estorce alla polvere le tracce di vitalità lasciate da giovanili e sbarazzine esuberanze.
Un inatteso tripudio di coloro si erge a ponte tra un irridente vissuto ormai dimenticato e l'imminente rinascita.
L'elaborazione artistica meraviglia l'iride degli osservatori, con o senza colore le immagini suscitano un ventaglio di emozioni eccezionali. Centotrenta anni di storia, dalla nascita a quest'ultimo giorno, architetture ed arredi che hanno concluso un'era e le graffianti impronte dell'uomo nel maldestro tentativo di contrastarne il deterioramento, restano imprigionate in queste immagini, non solo la storia dell'omessa cittadina, ma l'intera anima del xx secolo.
Raccogliere i fondi per divulgare una concezione proattiva e propositiva del coraggio, della valorizzazione del passato e della determinazione per un futuro all'insegna del bello.
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