Una campagna di Marta Genova
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Il 12 novembre 1999 un aereo della compagnia siciliana Si Fly, impegnato in un volo umanitario diretto da Roma a Pristina, in Kosovo, si schiantòcontro una montagna. Morirono tutte le 24 persone a bordo.
Tra loro c'era Katia Piazza, una giovane assistente di volo palermitana di 24 anni.
Una tragedia che molti hanno dimenticato, ma che appartiene alla nostra storia.
Il cielo sbagliato – La giustizia della memoria è un libro-inchiesta che ricostruisce quella vicenda attraverso testimonianze, documenti, indagini e atti giudiziari di oltre vent'anni fa..
Una storia che attraversa l'Italia e il delicato scenario internazionale del Kosovo del 1999, coinvolgendo nella ricostruzione il ruolo della NATO, delle Nazioni Unite, dell'Aeronautica militare britannica e delle autorità italiane e francesi.
Il libro è già scritto e contiene una ricostruzione giornalistica della vicenda, delle responsabilità affrontate dalle indagini e dai processi, delle vicende umane delle vittime e delle domande che questa tragedia continua a sollevare.
Contiene anche elementi che non sono mai emersi sulla stampa.
Sono Marta Genova, giornalista.
Questa storia è entrata nella mia vita nel 2006, quando mi fu chiesto, dal giornale per cui lavoravo, di scrivere poche righe in occasione della commemorazione di quella strage e in ricordo di Katia. Ma quelle poche righe non mi bastavano. Volevo sapere che cosa fosse accaduto, come fossero andate le indagini e se fosse stata fatta giustizia.
Negli anni quella storia non mi ha mai abbandonata e a rafforzare la volontà di scriverne fu l'ostruzionismo che trovai quando provai a fare le prime domande.
Poi, nel 2020 ho incontrato il fratello di Katia, Ino. Da allora ho approfondito la ricerca, recuperando anche i fascicoli giudiziari e ricostruendo una vicenda molto più complessa di quanto immaginassi.
Da quel lavoro è nato il libro.
Da quasi due anni cerco una casa editrice disposta a pubblicarlo. Ho ricevuto rifiuti, silenzi e anche proposte che prevedevano un mio contributo economico, che ho scelto di non accettare.
Non ho rinunciato a trovare un editore. Ma ho deciso di provare anche una strada nuiva e indipendente. Lo devo a questa storia. E un po' anche a me.
Il fabbisogno stimato è di circa 7.000 euro e servirà per:
Revisione editoriale e correzione del testo
Editing professionale del manoscritto, revisione della struttura narrativa, uniformazione dei testi, correzione delle bozze e controllo finale prima della pubblicazione.
Verifica documentale e consulenza legale
Controllo dei riferimenti agli atti giudiziari, alle testimonianze e alle fonti utilizzate, con particolare attenzione alla correttezza delle informazioni, alla tutela della riservatezza e ai profili giuridici della pubblicazione.
Fotografie e documenti d'archivio
Preparazione delle immagini, digitalizzazione e ottimizzazione dei documenti, verifica delle autorizzazioni necessarie alla riproduzione e completamento delle appendici documentali.
Impaginazione e progettazione grafica
Realizzazione del progetto grafico interno, organizzazione dei capitoli, delle fotografie, delle note e delle appendici. Creazione professionale della copertina, del dorso e della quarta di copertina.
Preparazione e pubblicazione del libro
Realizzazione dei file per la stampa e, se tecnicamente adeguato al contenuto, per l'edizione digitale. Verifiche di qualità, copie di prova, eventuali correzioni e predisposizione degli elementi necessari alla commercializzazione.
Promozione e diffusione dell'inchiesta
Produzione di materiali di comunicazione, attività di promozione online e sui mezzi d'informazione, presentazioni e iniziative per far conoscere il libro e raggiungere i potenziali lettori.
Spese tecniche e imprevisti
Commissioni legate alla raccolta fondi, eventuali spese amministrative e un margine per necessità tecniche non prevedibili prima della lavorazione definitiva.
*Se durante la campagna un editore decidesse di pubblicare il libro sostenendone le spese editoriali, i contributi non ancora utilizzati saranno destinati alla promozione e alla diffusione dell'opera.
La raccolta è a donazione libera, senza ricompense. Eventuali copie omaggio potranno essere inviate se le condizioni editoriali ed economiche lo consentiranno. Aggiornerò i sostenitori sull’andamento del progetto e sull’utilizzo dei contributi.
Vorrei che questa inchiesta arrivasse ai lettori e contribuisse a conservare la memoria delle 24 vittime.
Credo nel valore della memoria e nel diritto di continuare a cercare risposte.
Vorrei che questo libro fosse realizzato con la cura che merita il lavoro giornalistico, ma soprattutto con il rispetto dovuto alle persone che hanno condiviso con me le proprie storie, ai familiari e a chi, quel 12 novembre, non è più tornato a casa.
Anche un piccolo contributo può aiutarmi a renderlo possibile.






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