Una campagna di Casa della donna Pisa
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Liberǝ dalla violenza è il grido che portiamo in piazza, quello che ci auguriamo mentre ci stringiamo, e che traduciamo ogni giorno in relazioni e lotta.
Dopo la prima edizione, torniamo per il secondo anno a riempire di parole, suoni, immagini, corpi e relazioni le piazze e i luoghi del nostro territorio. A fianco delle donne, delle persone non binarie e trans* e di tutte le soggettività oppresse.
Lo scorso anno ci ha mostrato quanto bisogno ci sia di spazi dove parlare di violenza di genere con le parole dei femminismi e dei Centri Antiviolenza. Nel frattempo la posta in gioco è diventata ancora più alta: i femminicidi continuano, prevenzione e protezione sono definanziate, e l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole viene attaccata.

Nel novembre 2025 la Camera ha approvato all’unanimità una riforma del reato di violenza sessuale basata sul consenso libero e attuale. Al Senato il testo è stato stravolto: il consenso è stato sostituito dalla “volontà contraria”, spostando l’attenzione dalla prova del sì alla valutazione del no.
Noi continuiamo a dirlo: senza consenso è stupro.
Il consenso è una scelta attiva, libera e revocabile. Non è l’assenza di un no, non si presume e non si negozia. Riguarda il sesso e gli affetti, il lavoro, la medicina, i social, la scuola. Imparare a riconoscerlo, chiederlo e rispettarlo è un’educazione collettiva.

Nove comuni e un mese e mezzo di appuntamenti tutti gratuiti: convegni, seminari, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, proiezioni, laboratori e mostre. Li costruiamo con associazioni, scuole, amministrazioni e realtà del territorio, e ognuno affronta il consenso da un’angolatura diversa.
Portiamo il festival nei paesi, nelle piazze, nelle biblioteche, nei teatri e nei circoli, dove le persone vivono, lavorano e studiano. Per far sapere che i Centri Antiviolenza sono vicini, gratuiti, e che nessunǝ è sola.

Per realizzare il festival di quest'anno, i finanziamenti ricevuti non sono sufficienti a coprire tutte le spese.
Ti chiediamo di sostenere questo importante progetto perché pensiamo che riguarda la collettività, partendo dal presupposto che la violenza di genere è un fenomeno strutturale che ha radici profonde nella nostra società patriarcale e per essere “sconfitta” e' necessario un cambiamento culturale radicale.
Affinché si realizzi questo è necessario l’aiuto di tutte, tutti, tuttǝ!
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