Una campagna di Eretica
ContattiInserisci il tuo indirizzo email: ti invieremo una nuova password, che potrai cambiare dopo il primo accesso.
Controlla la tua casella email: ti abbiamo inviato un messaggio con la tua nuova password.
Potrai modificarla una volta effettuato il login.

Scegli la somma con cui vuoi sostenere il progetto e il sistema di pagamento che preferisci tra quelli disponibili. L’autore del progetto riceverà subito la tua donazione.
Il 20 maggio, a Modena, pochi giorni dopo il tragico incidente in largo Porta Bologna, non si è consumato solo un episodio di provocazione fascista.
Si è resa visibile, ancora una volta, una dinamica ormai sempre più chiara: l’aumento della repressione contro chi si oppone al fascismo.
Mentre Forza Nuova scendeva in città per strumentalizzare la tragedia della domenica precedente e trasformarla in propaganda d’odio, un gruppo di cittadine e cittadini si è ritrovato spontaneamente per affermare, a suon di cori, una verità semplice: Modena è antifascista, e non c’è spazio per chi usa il dolore per diffondere razzismo e violenza.
La risposta è stata immediata e brutale.
Dopo le prime aggressioni fisiche da parte dei militanti neofascisti – pugni, calci, cinghiate – in risposta al grido “siamo tutte antifasciste!”, le forze dell’ordine hanno scelto con chiarezza da che parte stare. Non contro chi aveva attaccato, ma contro chi si era opposto. Due cariche, scudi e manganelli contro antifasciste e antifascisti. Nessun intervento deciso contro chi la violenza l’aveva portata in piazza.
Questo non è un incidente isolato. È un segnale politico.
È la conferma di un clima repressivo in crescita, in cui l’antifascismo viene criminalizzato e trasformato in reato.
Oggi sei compagnə affrontano denunce per “manifestazione non autorizzata” e “resistenza”.
Ma quella sera non c’era nessuna manifestazione organizzata: nessun palco, nessuno striscione, nessun corteo. C’era solo una presa di posizione collettiva contro la presenza fascista.
Queste accuse non riguardano solo sei persone.
Sono un messaggio rivolto a tuttə: chi si oppone, paga.
Per questo abbiamo bisogno di supporto.
Le spese legali sono alte, e vogliamo garantire a chi è statə colpitə tutta la difesa necessaria. Sostenere questa raccolta fondi significa non lasciare solə chi ha scelto di esporsi. Significa opporsi alla normalizzazione della repressione. Significa difendere il diritto di dire no al fascismo.
Non chiediamo solidarietà astratta. Chiediamo un gesto concreto.
Ogni contributo serve a costruire una risposta collettiva: perché quando colpiscono una persona, stanno colpendo tuttə.
Sostieni la difesa legale. Sostieni chi resiste.
Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Parità di genere: raggiungere la parità di genere attraverso l'emancipazione delle donne e delle ragazze.

Città e comunità sostenibili:creare città sostenibili e insediamenti umani che siano inclusivi, sicuri e solidi.

Pace e giustizia: promuovere lo sviluppo sostenibile.
Commenti (0)