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Il 1989 non è un anno qualsiasi. In quei lunghi 365 giorni il mondo decise di voltare pagina, di cambiare il volto della storia, il proprio volto, ma soprattutto di entrare nella storia e nei suoi libri. Dalla caduta del muro di Berlino, alla guida della Polonia del sindacato Solidarnosc di Lech Walesa, dalla rivoluzione di velluto in Cecoslovacchia, ma anche ai terribili massacri di piazza Tien An Men in Cina, mentre i Pink Floyd suonavano su una chiatta, trasformata in un palco, davanti a Piazza San Marco, in un concerto gratuito, davanti a una folla stimata in 200.000 persone.
In questo mondo in movimento, ci sono loro: un gruppo di ragazze giovanissime che fanno la storia anche loro, vincendo la medaglia di bronzo agli Europei di Volley del 1989 in Germania, prima medaglia in assoluto per l’Italia, apripista per l’Italvolley in rosa di oggi. Manuela Benelli, Liliana Bernardi, Sabrina Bertini, Helga Chiostrini, Cinzia Flamigni, Barbara Fontanesi, Mirna Marabissi, Fabiana Mele, Patrizia Prati, Fanny Pudioli, Sabina Turrini, Alessandra Zambelli. I nomi di queste fantastiche ragazze, allenate da Sergio Guerra e dal suo secondo Rodolfo Giovenzana, risuonano in questo documentario (scritto e diretto da Francesco Zarzana e Barbara Fontanesi) che vogliamo realizzare e che le vede protagoniste, nel ripercorrere l’atmosfera di quel gruppo pieno di talento e di talenti e di quel fantastico bronzo che scrisse tutti i nomi delle giocatrici nella storia del volley. Ma “Le ragazze dell’89” è anche una storia di lotte per far valere i diritti delle donne e delle atlete, spesso confinate in un ruolo subalterno rispetto ai colleghi uomini, una storia di sacrifici, di sudore, di privazioni, ma anche di gioie condivise in un mondo, appunto, che stava cambiando. Loro erano lì, a cambiare la storia del volley italiano e in questo film tornano protagoniste. E se i ricordi con il tempo si affievoliscono, ricordare questa impresa, tramite il linguaggio dell’immagine audiovisiva, ha lo scopo non solo di fare memoria storica ma ha anche lo scopo educativo di tramandare alle giovani generazioni una storia di ragazze, piene di valori, di educazione e rispetto per l’avversario, mentre si stavano per affacciare alla vita di donne. E a Stoccarda, nell’Hanns-Martin-Schleyer-Halle dove si giocò quella storica finale per il bronzo contro la Romania, battuta con un netto 3-0, le ragazze di quella fantastica Nazionale sono di nuovo attese.
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