Una campagna di Angelica Valbonesi
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Riecheggiano nella città del tempo voci,
uomini di carta inabissati dalla corrente cantano
nella speranza di ritrovare un senso al degrado.
Una donna si risveglia in un mondo sospeso e corrotto, dove ogni incontro rivela una natura primitiva e imprevedibile: meglio affrontare le proprie pulsioni e ritrovare la connessione con il corpo oppure scappare e continuare ad aggrapparsi ad un Dio sconosciuto?

Mi chiamo Angelica Valbonesi ho 21 anni, nasco come aspirante attrice che però, durante tre anni di formazione, si è persa in un passatempo masochista: esprimersi attraverso l’immagine.
Costretta da questo impulso primordiale sto cercando di realizzare un cortometraggio, non come opera conclusiva del mio percorso alla Blow Up academy quanto più come necessità impellente, che se non viene soddisfatta a breve termine rischia di non avere più fame e spinta generatrice.
Questo progetto ha due matrici principali La pianista del regista austriaco Michael Haneke e La città incantata del regista/animatore giapponese Hayao Miyazaki.
Due Film apparentemente inavvicinabili che sono diventati genitori disfunzionali nel mio processo creativo.
Negli ultimi mesi poi, altri componenti familiari si sono aggiunti:
Moloch e Mather and son di Aleksandr Sokurov sono i nonni che mi hanno educato alla religione e alla contemplazione.
Infine Raw di Julia Ducournau, Touch Me Not di Adina Pintilie e Trash Humpers di Harmony Korine sono gli zii che mi hanno insegnato il trattamento del corpo e della fame.
Questa allegra famiglia ha insinuato in me una serie di poesie che nel giro di un anno sono diventate la bozza di una sceneggiatura.

“Aggrappatori” è un cortometraggio che attraversa uno spazio diviso. Da una parte un mondo pulito e asettico dove ognuno ha il proprio ruolo, il volto nascosto e un tubo che collega il corpo a un Dio accomodante a cui aggrapparsi.
Dall’altra parte invece, un mondo immerso nella natura, brutale e violento che costringe ogni essere alla sua parte più primitiva e perversa. Un mondo in cui non ci si può aggrappare a niente se non alla propria natura.
Tra i corpi asettici del primo spazio c’è una donna che prende coscienza e si ribella scoprendosi il volto. A causa della sua insubordinazione viene catapultata nella seconda realtà, quella carnale.
In questo luogo nuovo, naturale e vivo si scontra con altri corpi che si muovono feriti, in cerca di sostegno.
Un uomo-cervo dominato dalla fame, una bambina in lotta con il suo sentimento materno, due uomini che nel contatto cercano una religione e un uomo-pesce che spia la natura altrui.
Questa nuova violenza è un avvicinamento alla vita o è l’inizio di un eterno precipitare?
I fondi raccolti serviranno per:
Nella rara eventualità che venga raccolto qualcosa in più mi piacerebbe offrire una pizza (non surgelata) alla troupe che ha sfacchinato gratuitamente per questo progetto solo perché mi vuole bene .
Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Parità di genere: raggiungere la parità di genere attraverso l'emancipazione delle donne e delle ragazze.

Ridurre le diseguaglianze: ridurre le disuguaglianze all'interno e tra i paesi;

Pace e giustizia: promuovere lo sviluppo sostenibile.
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