Una campagna di COORDINAMENTO PER IL PARCO DI PIETRALATA, NO ALLO STADIO
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VIVA IL PARCO DI PIETRALATA
Ripensare gli spazi urbani rendendoli più verdi,
sostenibili e accessibili
CHI SIAMO? – Presentazione del “COORDINAMENTO SÌ AL PARCO, NO ALLO STADIO”
Il Coordinamento “Sì al Parco, No allo stadio” è nato nell’ottobre 2022 dall’unione di diverse associazioni, comitati e semplici cittadini attivi nel IV e nel II Municipio, in particolare sul territorio interessato dall’assurdo progetto del nuovo Stadio della Roma a Pietralata.
Con la condivisione di differenti esperienze e professionalità e un continuo confronto, si è creato un gruppo attento e sempre più consapevole dei reali bisogni del territorio che invece, a livello politico, sono stati negati o strumentalizzati ad arte per celare, sotto l’etichetta della “rigenerazione” urbana, gli effettivi interessi di questo progetto, che sono riconducibili esclusivamente a una speculazione edilizia su terreno pubblico a beneficio di un privato e del futuro tornaconto politico di chi attualmente amministra la cosa pubblica.
LE NOSTRE ATTIVITÀ
L’analisi e la verifica puntuali dei dati e delle previsioni indicati nei documenti, nei progetti presentati e nelle affermazioni propagandate dall’amministrazione, mettono in evidenza le enormi incongruenze tra quanto viene raccontato e la realtà di quel che accadrebbe.
Il risultato di queste analisi e verifiche mostra infatti la reale faccia di questo progetto: cemento, impermeabilizzazione del suolo, distruzione di un’area verde e pubblica di 14 ettari incontestabilmente certificata come “BOSCO URBANO” (tutelato dall’art. 142, lett. g) del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio), traffico, inquinamento acustico, luminoso e dell’aria, mancato accesso alle cure di primo soccorso dell’Ospedale “Sandro Pertini”, ulteriori speculazioni edilizie e conseguente gentrificazione.
A questa visione distruttiva ci siamo sin da subito opposti presentando un progetto alternativo, a dimostrazione che la qualità della vita nel nostro quadrante passa esclusivamente attraverso la salvaguardia, lo sviluppo e l’accessibilità di questo enorme spazio verde pubblico, tanto più importante in quanto nell'area “atterreranno” comunque tutte le cubature ex SDO (edifici di Sapienza Università di Roma, Rome Technopole, nuova sede nazionale dell'Istat o commissariato) nonché il mastodontico comprensorio di grattacieli della Défense di RFI-Sistemi Urbani.
Sin dall’inizio la nostre azioni si concentrano nel rendere accessibili e consultabili alla cittadinanza tutte le informazioni inerenti il progetto in tutte le sue varie fasi amministrative, organizzando incontri, assemblee pubbliche di analisi e confronto, oltre a visite guidate dedicate alla conoscenza dell’area del Parco, della sua biodiversità e bellezza.
Contemporaneamente è stato necessario intraprendere varie azioni legali promosse di volta in volta dai diversi soggetti interessati (singoli cittadini e organizzazioni), supportate dal coordinamento anche attraverso raccolte fondi dedicate per far fronte alle ingenti spese che sono state sin qui affrontate sia per le azioni legali sia per le due perizie asseverate che abbiamo commissionato a due dottori agronomi e forestali che hanno certificato l’esistenza dell’area boscata da noi sempre rappresentata.
In assenza di dati scientifici aggiornati sull’area, abbiamo anche promosso studi vegetazionali e censimenti della fauna, eseguiti tra il febbraio 2024 e l’autunno 2025 da botanici e biologi di Sapienza Università di Roma e di istituti di ricerca nazionali. Tali studi hanno messo in luce le straordinarie qualità ambientali, ecologiche e paesistiche del Parco di Pietralata: un’elevata ricchezza di biodiversità vegetale e animale (con specie protette, anche migratorie); la presenza di habitat tutelati come prioritari dalla direttiva comunitaria (macchie a Laurus nobilis L.); la valenza di unico presidio, nel quartiere, di mitigazione sia del fenomeno delle isole di calore urbano (dati Copernicus) sia del run-off idrico in caso di alluvioni (grazie alle peculiari caratteristiche fisiche e idrogeologiche, anche di superficie); la preziosa quanto rara sopravvivenza, all’interno della città consolidata, di brani di paesaggio tipici della Campagna Romana.
La mancanza di un confronto e di un dialogo con le istituzioni, da sempre trincerate dietro la pretesa “necessità di un progetto privato per riqualificare l’area”, hanno già portato in questi anni all’istruzione di due cause promosse al Tribunale Civile di Roma e di numerosi ricorsi promossi al TAR, con l’obiettivo di bloccare l’iter intrapreso.
Nel frattempo, grazie ai nostri ricorsi, l’amministrazione ha dovuto far eseguire su tutta l’area di progetto una terza perizia che ha attestato l’esistenza, all’interno di tale area di progetto, di un bosco urbano di ben 3,47 ettari: una circostanza formalmente riconosciuta da Roma Capitale il 29 gennaio 2026.
A COSA SERVE QUESTA RACCOLTA FONDI?
Nonostante tutto, questo bosco urbano di fondamentale importanza per i benefici ecosistemici che fornisce e dunque per la salute pubblica, resta in pericolo: il progetto definitivo (PFTE) presentato dall’AS Roma il 23 dicembre 2023 e approvato dall’Assemblea Capitolina il 13 marzo 2026 prevede infatti la distruzione dell’intero bosco e di tutta la vegetazione del Parco (si tratta di almeno 1.111 alberi, con 8 nuclei così densamente boscati da non esser stati ancora censiti) e di tutta la fauna selvatica che vive nel bosco e nel Parco.
L’attuale raccolta fondi è destinata quindi a garantire un supporto economico al nuovo ricorso al TAR del Lazio che stiamo per presentare in opposizione alla volontà dell'amministrazione di consentire, nonostante tutti i riconoscimenti, la distruzione del Parco e del bosco urbano presente al suo interno nonché alle ulteriori azioni legali che dovessero risultare necessarie, nel prosieguo dell’iter amministrativo, per ottenere la salvaguardia dell’area del Parco di Pietralata e della qualità della vita nell’intero quadrante.
Il corretto utilizzo della somma raccolta verrà garantito attraverso un’apposita rendicontazione consultabile da tutti i sottoscrittori e le sottoscrittrici.
Invitiamo inoltre chiunque voglia sostenere la nostra battaglia per la salvaguardia del Parco di Pietralata a partecipare anche alla raccolta firme in favore del Parco promossa dal Comitato “Stadio Pietralata, no grazie” su https://www.change.org/p/salviamo-il-parco-di-pietralata-no-al-cemento?source_location=search
LA STORIA DEL PARCO DI PIETRALATA (O PARCO DI MONTI TIBURTINI)
L’area in cui si trova il Parco di Pietralata ricade all’interno del comprensorio ex SDO (Sistema Direzionale Orientale): un ambiziosissimo progetto di delocalizzazione del terziario ministeriale dal centro storico di Roma al quadrante est sancito dal Piano Regolatore del 1962-1965 e successivamente confermato a livello sia locale (in tutti gli strumenti urbanistici comunali e regionali successivi al Piano del ’65) sia nazionale (la legge 396/1990 “Interventi per Roma, Capitale della Repubblica” definiva lo SDO il primo degli obiettivi strategici individuati dallo Stato per la capitale).
Negli ultimi sei decenni – a fronte di zero realizzazioni (a tutt’oggi nel comparto ex SDO Pietralata l’unica edificazione realizzata è lo studentato della Sapienza ormai quasi ultimato) –, lo scenario di organizzazione amministrativa e urbanistica dello SDO, comprensivo di una generale riqualificazione urbana del quadrante est della città, è stato più volte modificato.
A partire dal Progetto Direttore per l’attuazione dello SDO (approvato dal Consiglio Comunale di Roma nel luglio 1995), si è fatto strada un nuovo e più realistico quadro di assetto urbanistico che anticipava, con la previsione di nuove direzionalità, una strategia di crescita urbana policentrica. Su questi presupposti, venne previsto uno sviluppo coordinato dei due poli direzionali di Pietralata e della stazione Tiburtina per garantire coerenza di finalità e obiettivi tanto al Progetto Direttore dello SDO quanto al Piano di assetto generale delle aree di FFS.
Il Piano Particolareggiato Pietralata, approvato dalla Regione Lazio con deliberazione della Giunta 79/01, proponeva quindi una profonda riqualificazione del quartiere attraverso il completamento delle infrastrutture soprattutto viarie, la dotazione di parcheggi e servizi con la fondazione di un sistema di parchi urbani e locali per ricucire la cesura costituita dalla ferrovia. Per ampliare gli spazi verdi in un quadrante di cui il Progetto Direttore aveva riconosciuto la grave carenza pregressa di aree naturali, le nuove sedi per la Pubblica Amministrazione venivano concentrate a ridosso della stazione metro Quintiliani (linea B) su un’area di circa 230.000 mq.

Fig. 1 – Il Parco di Pietralata: render della previsione urbanistica a parco pubblico
Nel più recente, e tuttora vigente, Piano Regolatore Generale di Roma (2003-2008) lo SDO è stato quindi trasformato in un sistema di centralità direzionali, più rispondente agli obiettivi di decongestionamento del centro storico e di riqualificazione della periferia. L’articolazione delle nuove previsioni, infatti, avrebbe dovuto garantire una maggiore accessibilità dalle linee di mobilità su ferro, promuovendo le connessioni dei tessuti urbani consolidati e la sostenibilità ambientale.

Fig. 2 – render ufficiale del P.P. Pietralata approvato e finanziato
Questa operazione di riqualificazione, che interessava circa 200 ettari di territorio e insediamenti per oltre un milione di metri cubi, doveva garantire una elevata qualità architettonica dei nuovi interventi: infrastrutture, parchi, giardini, edifici pubblici, residenze, strutture terziarie, prevedendo, al contempo, la ricollocazione delle residenze e degli insediamenti produttivi espropriati.
Si prevedeva inoltre che il rapporto della nuova direzionalità con l’esistente quartiere di Pietralata dovesse essere prevalentemente pedonale. Per dare seguito agli accordi precedentemente stipulati e alle ulteriori previsioni contenute nella Variante non sostanziale al P.P. Pietralata (2012), nel 2013 il MIT finanziò la creazione di attrezzature e piste ciclabili previste nel Parco con una somma iniziale di € 2.086.000 che, a oggi, tuttavia, non sono MAI STATI UTILIZZATI nonostante siano sempre rimasti indicati nei bilanci triennali di Roma Capitale.

Fig. 3 – piste ciclopedonali nel Parco di Pietralata (stralcio dal CVU Pietralata)

Immagini del Parco in primavera
GLI ESPROPRI, L’ABBANDONO DA PARTE DELLA P.A. E LA CURA DEI RESIDENTI
Sulla base del Programma pluriennale per l’attuazione dei comprensori direzionali, approvato ai sensi dell’art. 8, l. 396/90, nell’ottobre 1994 vennero avviate le procedure di acquisizione per esproprio delle aree del comprensorio di Pietralata, che ospitavano borghi, case e terreni coltivati a scopi agricoli, con un impegno di spesa di circa 120 miliardi di lire, dei quali 65 a carico dello Stato.
Nei primi anni del 2000 è stata ultimata l’acquisizione dei terreni interessati dal progetto della Centralità Direzionale di Pietralata con una parziale immissione degli stessi nel patrimonio del Comune di Roma per dare seguito ai progetti previsti.
A questi espropri per “PUBBLICA UTILITÀ” hanno purtroppo fatto seguito ben 22 anni di totale abbandono e inerzia istituzionale, rappresentazione tangibile del disinteresse della Pubblica Amministrazione soprattutto verso l’area del Parco di Pietralata (o Parco di Monti Tiburtini), considerato l’ultimo tassello da sviluppare in un progetto che doveva prima vedere completate le opere infrastrutturali ed edilizie, per poi concentrarsi alla fine sull’area verde e sugli investimenti a questa dedicati (vedi i citati fondi per i percorsi ciclo-pedonali stanziati dal 2015 e a tutt’oggi mai spesi).
L’inerzia e la mancata cura istituzionale hanno portato molti abitanti dei diversi borghi presenti sul territorio a prendersi cura di circa 8 dei 14 ettari del Parco previsto, facendosi carico delle spese inerenti alla manutenzione ordinaria degli alberi, degli spazi verdi e alla generale pulizia dell’area.
Questi “borghetti”, che oggi ospitano un totale di circa 60 famiglie, sono parte integrante della storia dell’intera area nell’ultimo secolo. Al termine della Prima guerra mondiale, molti reduci combattenti ricevettero in assegnazione dallo Stato porzioni di terra, con l’obiettivo di favorirne la bonifica e l’utilizzo agricolo/pastorale. Intorno al 1930 diverse persone si trasferirono con le proprie famiglie nell’area dell’attuale Parco di Pietralata, vivendo in abitazioni costruite dal Genio Civile all’interno dei lotti di terreno a loro assegnati. Con la crescita dei nuclei famigliari, alcune fabbriche si trasformarono in casali intorno a cui crebbero dei piccoli borghi, ancor oggi esistenti e abitati.
La cura e la manutenzione di questi appezzamenti di terreno erano quindi demandate agli assegnatari che crearono grandi lotti agricoli dove, all’occorrenza, veniva anche lasciato pascolare liberamente il bestiame proveniente dall’Abruzzo nel periodo della transumanza. Decorsi 15 anni dalla loro assegnazione, i lotti di terreno concessi dallo Stato divennero di proprietà mediante il versamento di una somma di denaro.
Ancora oggi alcuni di questi borghi, sopravvissuti agli espropri e agli abbattimenti, sono abitati e curati dai discendenti di quei nuclei familiari, che ne hanno preservato la memoria storica e paesaggistica garantendone al contempo la fruibilità e la progressiva riappropriazione e lo sviluppo di una folta presenza arborea e arbustiva.
GLI STUDI E LE PERIZIE COMMISSIONATI DAL COORDINAMENTO
L’esistenza del Parco e di un bosco urbano al suo interno è stata per lungo tempo negata dall’amministrazione capitolina che per quasi un anno ha preferito non dare seguito alla formale istanza di ricognizione dell’area boscata presentata nell’aprile 2024 dal legale delle associazioni e dei comitati del Coordinamento “Sì al Parco, No allo Stadio”.
Perciò, nell’autunno 2024, una delle associazioni che compongono il coordinamento – il Comitato popolare “Monti di Pietralata” – ha commissionato al dott. agr. Massimiliano Frattale una perizia agronomica asseverata sull’area del Parco.
Lo studio del dott. Frattale, sostenuto da analisi effettuate in situ, dalla recensione dei dati cartografici e da un’indagine storica sulle ortofoto (nel range temporale 2001-2024), ha rilevato la conoscenza, già da parte dell’équipe di Sandro Pignatti, professore emerito di Ecologia all'Università di Roma “La Sapienza”, della presenza puntuale di bosco nell’area del Parco di Pietralata, nonché di un mosaico vegetazionale appartenente in prevalenza al c.d. Populetum-Salicetum nonché di boscaglie a Laurus nobilis L. tutelate dalla Direttiva 92/43/CEE Habitat, già riscontrate nella relazione vegetazionale corredata di rilievi fitosociologici redatta nel febbraio 2024 da un team di botanici della “Sapienza”.
Successivamente (marzo 2025) il Comitato popolare “Monti di Pietralata” ha promosso un ulteriore studio urbanistico-agronomico dell’area, effettuato dal dott. agr. Corrado Falcetta che ha confermato tutti i dati contenuti nella precedente perizia asseverata integrandoli in una valutazione più ampia sul contributo ecosistemico del bosco urbano di Pietralata: «un sistema vivente complesso e permanente, tale da sviluppare un ecosistema in grado di autorigenerarsi».
Lo studio del dott. Falcetta ha evidenziato anche significativi profili paesaggistici: «tale vegetazione spontanea costituisce un elemento proprio e tendenzialmente stabile, originariamente caratteristico del paesaggio» (cfr. Cons. Stato, sez. IV, 4 marzo 2019, n. 1462). Tali vincoli ambientali «sono inderogabili e dunque non sono cedevoli, neppure rispetto a quei provvedimenti amministrativi che, nel perseguire interessi pubblici di vario tipo, potrebbero entrare in conflitto con i medesimi».
Tutta la documentazione citata è disponibile su: https://drive.google.com/file/d/1VHiDOem_FVTHwSvSdM0ShR9RVdAVEqfS/view?usp=sharing
Grazie ai nostri ricorsi, l’amministrazione ha dovuto far eseguire su tutta l’area di progetto una terza perizia che ha attestato l’esistenza, all’interno dell’area di progetto, di un bosco urbano di ben 3,47 ettari: una circostanza formalmente riconosciuta da Roma Capitale il 29 gennaio 2026.
Nonostante ciò l’amministrazione intende consentire la totale distruzione dell’area verde come dimostra la seguente tabella contenuta nel PFTE presentato dall’AS Roma il 23 dicembre 2025. È da notare che l’eventuale compensazione dell’area boscata di competenza regionale è ipotizzata ma non inclusa nel PFTE:
Tab. 2.2.2 Dati progetto del verde – bilancio alberi

LE ALTRE EDIFICAZIONI PREVISTE NELL’AREA E IL CARICO URBANISTICO COMPLESSIVO
L’importanza ecosistemica del bosco urbano di Pietralata appare del tutto insostituibile per l’intero quadrante non appena si considerino da un lato le carenze pregresse di spazi naturali, anch’esse ampiamente note da tempo (già nel 1995 il Progetto Direttore dello SDO definiva «irrinunciabile» la destinazione a parco pubblico proprio dell’area che oggi è minacciata di totale distruzione per consentire la costruzione di un colossale progetto privato), dall’altro l’entità della somma delle edificazioni di tutti i progetti che sono già stati approvatati e che dunque saranno costruiti in terreni circostanti il Parco di Pietralata:

Con l’eventuale costruzione dello stadio dell’AS Roma si arriverebbe a 1,4 milioni di metri cubi di cemento che andrebbero a sommarsi alla già intensiva edificazione del quartiere (uno dei più densamente popolati di tutta Roma: 6000 abitanti per kmq contro una media cittadina di 2100) privandolo dell’ultima area verde ancorar-esistente: il Parco di Pietralata.

Fig. 4 – render della Défense di RFI Sistemi Urbani
È previsto un aumento della densità abitativa e lavorativa nell’area con flussi di circa 55.000 persone che quotidianamente andranno ad aggiungersi alle persone che già vivono e lavorano a Pietralata, impattando fortemente sulla viabilità, il trasporto e la facilità di accesso al pronto soccorso del “Pertini”.
Da questo punto di vista, i render dei progetti qui riprodotti consentono di rendersi conto dell’impatto notevolissimo che i grattacieli e gli altri edifici approvati avranno su tutta la vita del quadrante in termini di ulteriore carico urbanistico, accesso ai servizi, congestione del traffico, inquinamento (anche acustico), ecc.
Pertanto – a prescindere dallo stadio – tutte le altre edificazioni citate garantiscono, grazie alla destinazione di decine di milioni di euro di fondi pubblici (in parte già stanziati e in attesa di essere spesi a breve: vedi il Rome Technopole finanziato con fondi PNRR e quindi pronto, almeno parzialmente, entro la fine del 2026), un totale riassetto dell’area grazie alla creazione di nuovi servizi, viabilità, piste ciclabili, piazze e aree di intrattenimento culturale: non è affatto vero quindi che il nuovo stadio dell’AS Roma sia l’UNICA occasione di rigenerazione e rilancio del quartiere.
In tale contesto è sin troppo evidente che tanto la cittadinanza del nostro quartiere quanto l’utenza dell’ospedale “Pertini” (che è un hub sanitario non solo per il quadrante est della città ma anche per tanti comuni dell’area metropolitana) ha bisogno non di artificiali «sensazioni del verde» (reale obiettivo ammesso dai progettisti dell’AS Roma nel dibattito pubblico), bensì dell’istituzione a Parco di quell’importante area verdegià esistente che è anche l’unico presidio, grazie ai suoi benefici ecosistemici, di mitigazione delle isole di calore urbano e di run-off in caso di alluvioni.
IL PROGETTO MADE IN USA A PIETRALATA (FRIEDKIN GROUP)
Il 3 ottobre 2022 la AS Roma S.p.A. ha presentato a Roma Capitale, in qualità di soggetto proponente, uno studio di fattibilità per la realizzazione e gestione in project financing di un nuovo stadio di calcio da 62.000 spettatori, campi da calcio/padel, un anfiteatro e diverse centinaia di parcheggi a raso o interrati: il tutto disposto su 21 ettari.
La nuova “variante”, con cui il Comune di Roma intende modificare la destinazione d’uso dell’area, prevede l’utilizzo di 48.000 mq destinati alla costruzione del Ministero dell’Ambiente e dell’Agricoltura e altre strutture pubbliche (ISPRA, ENEA, ecc.), che verrebbero portati a 52.000 per creare l’area di superficie della nuova struttura Stadio, la quale andrebbe a cementificare completamente i 14 ettari di area verde e pubblica. Nel maldestro tentativo di giustificare agli occhi dell’opinione pubblica questa operazione, diverse personalità politiche hanno più volte descritto l’area del Parco di Pietralata come degradata, abbandonata, piena di discariche abusive, individuando nell’intervento di un soggetto privato l’unica soluzione percorribile per la riqualificazione e il completamento delle opere pubbliche mai effettuate.

Fig. 5 – area di progetto del nuovo stadio dell’AS Roma con i cosiddetti “Parco” Centrale e “Parco” dello Stadio (dal progetto di fattibilità, 2025)
L’operazione è in realtà una mera attività di speculazione politica ancorché edilizia, che porterebbe alla totale paralisi di diversi quadranti limitrofi all’area dello Stadio con il rischio di causare un impedimento all’accesso sicuro alle cure sanitarie dell’Ospedale “Sandro Pertini”, posto a circa 500m di distanza in linea d’aria dall’eventuale zona Stadio.
COSA CAMBIEREBBE CON IL PROGETTO STADIO?
L’area di sedime dello stadio, denominato sul progetto PARCO DELLO STADIO, comprensiva del patio (area di massima sicurezza) e dei percorsi pedonali, andrebbe a cementificare e a impermeabilizzare quasi totalmente i 14 ha del Parco di Pietralata, senza reintegrare in alcun modo il verde previsto, che verrebbe così ridotto a poche centinaia di metri quadrati di aiuole poste ai bordi dei percorsi pedonali; al contempo, l’area in cui inizialmente era prevista l’edificazione del Ministero dell’Ambiente e dell’Agricoltura, denominata nel progetto PARCO CENTRALE, verrebbe utilizzata per la creazione di campi da padel o calcetto con la costruzione di un anfiteatro.

Fig. 6 – area di sedime del nuovo stadio dell’AS Roma (dal progetto di fattibilità, 2022)
QUALI SONO LE PRINCIPALI CRITICITÀ EMERSE
A seguito di un’attenta analisi della documentazione prodotta da AS Roma nella conferenza di servizi preliminare (2022-2023) e dei pareri resi da 29 Enti a chiusura della stessa (consultabili su http://www.urbanistica.comune.roma.it/prg/aggiornamenti/stadio-roma-pietralata.html), sono emerse molteplici problematiche che sono state racchiuse dal Coordinamento in un contro-dossier di oltre 100 pagine, che è stato consegnato al Comune di Roma nell’incontro conclusivo del Dibattito Pubblico all’Acquario Romano (30 ottobre 2023) ed è consultabile cliccando sul seguente link:https://drive.google.com/file/d/1dxGob2L22Rq5NsJbBAbu67Oap9xpcrqD/view?usp=sharing
Le perizie agronomiche asseverate, le relazioni vegetazionali e i censimenti dell’avifauna e chirotterofauna del Parco sono disponibili su: https://drive.google.com/file/d/1VHiDOem_FVTHwSvSdM0ShR9RVdAVEqfS/view?usp=sharing
Infine, recenti analisi delle modalità abitative di Pietralata e dei quartieri circostanti (Casalbertone, Centocelle) hanno evidenziato da un lato la risibile marginalità di eventuali aumenti del valore degli immobili, dall’altro le gravi conseguenze su una popolazione di abitanti composta, per oltre il 25%, di affittuari/e ovvero della categoria più esposta, assieme agli inquilini/e delle case popolari, all’aumento del costo della vita e alla gentrificazione
UN FUTURO DIVERSO E INCLUSIVO È POSSIBILE! LA NOSTRA VISIONE DEL PARCO DI PIETRALATA
Il progetto “Pietralata s’è allagata”, elaborato in sinergia con il nostro coordinamento e con la cittadinanza di Pietralata da studentesse e studenti del Master in “Futuro vegetale. Piante, innovazione sociale e progetto” è stato presentato nel 2024 presso l’Università degli Studi di Firenze sotto la supervisione dei proff. Anna Lambertini, Antonio Girardi, Elisa Azzarello e Tessa Matteini.
La proposta progettuale recepisce la destinazione d’uso dell’area a verde pubblico, come previsto dal Piano Particolareggiato, e concepisce un’infrastruttura verde – in parte già esistente – che sia in grado di rispondere all’esigenza di spazi outdoor e di aggregazione della comunità residente, e dispensi servizi ecosistemici per l’intero quadrante. Infatti, per le sue caratteristiche paesaggistiche e geo-morfologiche tale infrastruttura verde risulta fondamentale per la gestione dei fattori di rischio ambientale: mitigazione ondate di calore; assorbimento inquinanti (biossido di azoto, metalli pesanti e idrocarburi); contenimento dei fenomeni di ruscellamento e alluvione, al contempo approvvigionamento delle falde sotterranee, con conseguente riduzione della congestione della rete fognaria ecc.
Il bosco urbano presente sull’area costituisce un habitat di interesse, tutelato dalla Direttiva 92/43/CEE, e un presidio di biodiversità in un contesto fortemente urbanizzato. La collocazione dell’area del Parco risulta strategica per la ricucitura ecologica con la Valle dell’Aniene (poco più a nord): la previsione di un ambiente mediamente umido al suo interno costituirebbe un elemento chiave a supporto delle specie migratorie che frequentano la Valle. Inoltre, date le numerose presenze e testimonianze di rilevanza storica, archeologica, naturalistica e letteraria, nello studio preliminare per il Parco vengono individuati punti d’osservazione, d’interesse e percorsi tematici da sviluppare successivamente con i cittadini residenti, al fine di garantirne un’adeguata narrazione.
L’area rientra nel contesto urbanistico dell’ex-SDO di Pietralata, in particolare l’area destinata dal Piano Particolareggiato a Parco Urbano di 14ha e le zone limitrofe a destinazione direzionale e terziario (oggi decaduta), nuova sede Istat e Rome Technopole. Queste ultime due, aventi già destinazione d’uso, sono state integrate per coerenza progettuale come aree verdi a uso pubblico. Tuttavia, il parziale mantenimento a verde (con annesse funzioni) delle aree interessate dal progetto non risulterebbe incompatibile con la realizzazione dei due poli, che ne gioverebbero in termini di funzioni ecologiche e apporti alla comunità.
Un'ipotesi di variante progettuale da sviluppare riguarda l'area centrale, quella prevista dall'ex-SDO a uso direzionale. L'area, infatti, data la vicinanza all'Ospedale “Sandro Pertini”, si presta alla ricezione di nuove strutture ospedaliere o di ricerca; tale destinazione risulterebbe del tutto compatibile con la convivenza di aree verdi ospitanti giardini terapeutici, percorsi fisioterapici e di riabilitazione all'aperto, offrendo così un'opportunità unica per la progettazione delle nuove strutture ospedaliere secondo le nuove Politiche di Sostenibilità Ambientale e d'ingegneria sanitaria a emissioni zero.
In generale, la definizione delle varie aree e della loro previsione e indicazione di massima deriva dagli obiettivi sociali e naturalistici alla base della genesi del progetto. Dal punto di vista naturalistico, le azioni principali seguono infatti le linee guida delle Nature-Based Solutions, proponendo in particolare il mantenimento delle aree fondamentali, l’inserimento di rain gardens, la creazione di aree prative allagabili e interventi di riforestazione per ampliare (non sostituire) le aree boscate esistenti.

Fig. 14 – Veduta aerea di uno dei punti d’interesse del parco: la Cava di Pozzolana rossa. Nel cuore della fitta coltre boschiva si distinguono ulivi centenari e il cosiddetto “vascone”, un fontanile di inizio Novecento, il cui interesse storico-artistico è testimoniato nelle opere di Pier Paolo Pasolini ma anche in filmati televisivi d’epoca (vedi ad es. il filmato Vacanze romane 1963 Borgata Pietralata, disponibile su Rai Teche)
Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Città e comunità sostenibili:creare città sostenibili e insediamenti umani che siano inclusivi, sicuri e solidi.

Lotta contro il cambiamento climatico: adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze.

Utilizzo sostenibile della terra: proteggere, ristabilire e promuovere l'utilizzo sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire le foreste in modo sostenibile, combattere la desertificazione, bloccare e invertire il degrado del suolo e arrestare la perdita di biodiversità.
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