Una campagna di Fabio Izzo
ContattiInserisci il tuo indirizzo email: ti invieremo una nuova password, che potrai cambiare dopo il primo accesso.
Controlla la tua casella email: ti abbiamo inviato un messaggio con la tua nuova password.
Potrai modificarla una volta effettuato il login.

Il tuo contributo servirà a sostenere un progetto ambizioso. Scegli la ricompensa o la somma con cui vuoi sostenerlo e seleziona il metodo di pagamento che preferisci tra quelli disponibili. Ti ricordiamo che il progettista è il responsabile della campagna e dell'adempimento delle promesse fatte ai sostenitori; sarà sua premura informarti circa come verranno gestiti i fondi raccolti, anche se l'obiettivo non sarà stato completamente raggiunto. Le ricompense promesse sono comunque garantite dall’autore.
C'era una volta l’Est vuol essere un documentario o una serie di documenari indipendenti per raccontare l’eredità emotiva, culturale e politica dell’Europa orientale dopo la fine del blocco sovietico. Il progetto nasce dall’universo narrativo del podcast, ma si sposta nel linguaggio visivo per dare volto e spazio fisico alle storie: non più solo voci, ma corpi, luoghi, silenzi, paesaggi. Al centro non c’è la grande storia, ma le vite quotidiane — persone comuni che hanno attraversato il passaggio tra due mondi: il socialismo e il capitalismo, il collettivo e l’individuale, il passato e un futuro ancora incerto. Il documentario non vuole spiegare l’Est Europa, ma farlo sentire. Si costruisce attraverso:
L’approccio è intimo e immersivo, vicino al linguaggio del podcast: la narrazione procede per accumulo emotivo, non per spiegazione didascalica.
Il documentario ( o la serie) si svilupper come un viaggio in più tappe, geografiche e interiori:
Il progetto si basa su un modello partecipativo:
Non un documenario sull’Est, ma qualcosa di costruito insieme.
Fabio Izzo è un regista e autore italiano nato ad Acqui Terme, con un percorso umano e artistico che attraversa l’Europa e le sue ferite più profonde. Dopo aver vissuto tra Italia, Finlandia e Polonia, ha sviluppato uno sguardo sensibile e radicale, capace di trasformare storie dimenticate in esperienze cinematografiche intense e necessarie.
La sua ricerca non nasce nei grandi set, ma nei margini: tra le persone, nei silenzi, nei luoghi segnati dalla memoria. Il suo cinema è essenziale, spesso costruito con pochi mezzi e molta verità, perché per Fabio raccontare significa prima di tutto ascoltare.
Nel documentario “L’viv–Napoli: The Music That Echoed Back”, realizzato senza sceneggiatura e con strumenti minimi, intraprende un viaggio solitario in Ucraina, tra le rovine della guerra e le tracce della memoria, cercando un senso nelle voci spezzate dal conflitto. Un’opera che ha già ricevuto riconoscimenti internazionali e che rappresenta pienamente il suo modo di fare cinema: intimo, urgente, umano.
Parallelamente, Izzo è anche uno scrittore pluripremiato e due volte candidato al Premio Strega, capace di raccontare la crisi dei valori contemporanei con uno stile profondo e inquieto.
Oggi il suo lavoro continua a muoversi lontano dalle logiche commerciali, sostenuto da una visione precisa: dare voce a ciò che resta ai margini, costruire ponti tra culture e trasformare il cinema in uno spazio di incontro reale tra le persone.
Sostenere un progetto di Fabio Izzo significa partecipare a un’idea di cinema indipendente, coraggiosa e necessaria. Un cinema che non cerca solo di essere visto, ma di essere sentito.






Commenti (0)