Una campagna di Swami Camilli
ContattiInserisci il tuo indirizzo email: ti invieremo una nuova password, che potrai cambiare dopo il primo accesso.
Controlla la tua casella email: ti abbiamo inviato un messaggio con la tua nuova password.
Potrai modificarla una volta effettuato il login.

Il tuo contributo servirà a sostenere un progetto ambizioso. Scegli la ricompensa o la somma con cui vuoi sostenerlo e seleziona il metodo di pagamento che preferisci tra quelli disponibili. Ti ricordiamo che il progettista è il responsabile della campagna e dell'adempimento delle promesse fatte ai sostenitori; sarà sua premura informarti circa come verranno gestiti i fondi raccolti, anche se l'obiettivo non sarà stato completamente raggiunto. Le ricompense promesse sono comunque garantite dall’autore.
Fino a dove puoi spingerti per fuggire da ciò che hai vissuto?
SINOSSI
Claudio e Luca come tutte le sere si ritrovano allo skatepark e, armati di bombolette, cercano la superficie migliore da imprimere. Inaspettatamente però, la serata si trasforma in tragedia, rovinando per sempre le sorti di entrambi. Nei giorni successivi Claudio, chiuso nella propria stanza, tenta di anestetizzare il senso di colpa incastrandosi in un circolo di droga che sfocerà in uno stato di paranoia e allucinazione che lo porteranno a precipitare sempre di più. I vecchi video presenti nell’Handycam di Luca diventano l’unico ricordo tangibile, mentre il confine tra realtà, memoria e allucinazione è sempre più labile.
IL TEMA
Il film esplora il rapporto tra dipendenza, senso di colpa e memoria, raccontando l’impossibilità di elaborare un lutto quando si rifiuta la realtà.
Ciò che la storia vuole indagare è la presa al potere di alcune scelte, ritenute da noi stessi valide, ma che in realtà sono inconsciamente figlie dell’autodistruzione.
Non è certo la cocaina tema e concetto principale della storia, quanto piuttosto il rifugio che diventa per Claudio, nella sua incapacità nell’accettazione ed elaborazione del lutto.
La memoria è il luogo più intimo e importante per un individuo: archivio e bagaglio di persone, emozioni ed esperienze, che abbiamo vissuto e ci hanno resi quello che siamo; il corpo ne è il contenitore, che nel caso di Claudio, funge da “oggetto di tortura”, ciò su cui lui stesso inconsciamente si sfoga e/o cerca inutili cambiamenti.
Claudio è quindi alla ricerca di una costante fuga che possa sopprimere l’assenza dell’amico, simbolo della leggerezza, della fragilità, dell’umanità ed il bene che in qualche modo gli apparteneva, e che ormai sono andate perdute.
Tutto si chiude in un circolo vizioso: più si fugge dalla memoria, dal ricordo e le conseguenti responsabilità, più queste si avvicinano a noi.
Commenti (3)