Una campagna di Edizioni Alegre
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Ci siamo messi in testa che la lotta di classe si può fare anche coi libri. E abbiamo scoperto – a suon di denunce e licenziamenti – che la cosa può irritare i padroni anche più di un sit-in o una manifestazione. A quanto pare, secondo loro le persone prive di capitale culturale non possono organizzare Festival letterari, che son cose adatte alla gente raffinata. E poi il conflitto di classe non può rientrare nell’immaginario collettivo, sia mai che diventi contagioso.
Noi allora, senza chiedere permesso, lo rifacciamo.
Dopo le prime tre edizioni in cui abbiamo ripercorso il passato (le genealogie), il presente (le geografie) e il futuro (le prospettive) della letteratura di classe lavoratrice, adesso siamo nella fase più complicata, per la mobilitazione della ex Gkn e per il Festival che ne è strumento di lotta: il vecchio mondo sta morendo e quello nuovo tarda a comparire.
In questa logorante “transizione” – la parola-chiave di questa edizione del Festival – nascono i mostri che indeboliscono la vertenza, ma possono anche emergere nuove energie capaci di completare la transizione. Transizione ecologica dell’impianto, come nei piani della reindustrializzazione dal basso, ma anche transizione verso un mondo nuovo. Diverso da quello orribile che ci propina riarmo, guerre, genocidio, repressione del dissenso, deportazioni di migranti, sessismo e devastazione ambientale. E che ci obbliga a vendere la nostra forza lavoro al prezzo più basso del mercato.
È in questo stato di sospensione, in questa speranza di un movimento collettivo, tra la caduta e il salto della lotta operaia più lunga della storia, che proponiamo di convergere nel quarto Festival di Letteratura Working Class dal 10 al 12 aprile a Campi Bisenzio, organizzato anche quest’anno da Edizioni Alegre, Collettivo di fabbrica Gkn, Soms Insorgiamo e Arci Firenze, e diretto da Alberto Prunetti.
Le storie della classe lavoratrice questa volta arriveranno dall’Argentina e dal Messico, dalla Svezia e dalla Finlandia, Dal Pakistan e dalla Palestina, dalla Francia e dall’Italia.
Di fronte a un Consorzio regionale che avrebbe dovuto dichiarare la pubblica utilità dell’area industriale dell’ex Gkn, e che in un anno invece non ha deliberato nulla, faremo il festival «senza chiedere permesso», ispirandoci al titolo di un documentario dedicato all’operaio Pietro Perotti, autore del libro I cessi di Mirafiori. Così come senza chiedere permesso, attraverso l’azionariato popolare, gli operai del Collettivo di fabbrica provano, con mezzi di fortuna e contro tutto, a far partire la reindustrializzazione.
Al contrario di tanti festival di questo paese, il Festival di Letteratura Working Class si organizza senza chiedere sponsor di aziende o di banche. L’unica nostra risorsa è la mobilitazione collettiva: per riuscire a sostenere tutti i costi organizzativi abbiamo bisogno della partecipazione attiva di chi condivide con noi questa esigenza politica e culturale.
Vi proponiamo, come gli scorsi anni, un crowdfunding per aiutarci nell’organizzazione, che è in realtà anch’esso un’occasione di acquisire e diffondere cultura working class: ogni vostra donazione avrà infatti come premio un numero corrispondente di titoli usciti finora nella collana working class di Alegre.
Tutto quel che riusciremo a raccogliere coprirà unicamente le spese organizzative del festival. E ci permetterà di continuare a lottare. Senza chiedere permesso.






Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Buona occupazione e crescita economica: promuovere una crescita economica inclusiva, sostenuta e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti.
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