Una campagna di Municipio Sociale TPO - Associazione di volontariato Ya Basta Bologna ODV
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Il 27 gennaio era previsto un live al TPO. Ci è stato chiesto di rimuovere la bandiera palestinese dal palco. Per noi non era una possibilità: quella bandiera è parte della storia del TPO da sempre, fin dai tempi di viale Lenin, e racconta di legami, carovane e di un posizionamento politico che non è mai stato occasionale. Abbiamo quindi deciso di annullare il concerto.
Cultura, mutualismo, transfemminismo, antifascismo, autogoverno, rivoluzione. Queste sono solo le ultime delle tante parole che abbiamo deciso dovessero accompagnare il nome del nostro municipio sociale attraverso le sue trasformazioni, e così come siamo convinte che non ci sia rivoluzione senza arte, musica, chi la compone e chi ci lavora, siamo orgogliose di accogliere fra le nostre mura una comunità che si è dimostrata ancora una volta solidale. Perché non c'è musica né rivoluzione senza comunità. Perché entrare al TPO è sempre un gesto politico.
Da oltre due anni siamo in piazza contro il genocidio del popolo palestinese, nelle manifestazioni, nelle assemblee e nelle mobilitazioni pubbliche. Al TPO le scelte simboliche e politiche nascono dalla sua comunità e dalla sua storia. Difendere queste scelte significa difendere il senso stesso di questo spazio.
Nelle piazze come nel nostro spazio, però, sappiamo che ogni gesto di rottura ha un costo: può essere penale, come le denunce che stanno ricevendo moltə di noi quando eravamo in migliaia per le strade contro il genocidio, ma può essere anche economico, come i 5000€ che dovremo sostenere per le spese della serata (e quindi obbiettivo di questo crowdfunding).
Per affrontare le spese di questi giorni e continuare a garantire l’agibilità e l’autonomia del TPO, per sostenere lo spazio e le persone che attraversano nella scegliere da che parte stare abbiamo attivato questo crowdfunding.
Sappiamo che quanto accaduto sta girando moltissimo tra tutte quelle realtà artistiche che hanno attraversato il TPO. La guerra civile globale contro i Re del mondo pensiamo che riguardi anche la musica, anche in questo paese, che ha la sua regina Giorgia Meloni, a cui vorremmo dare una grossa spallata insieme. Per questo rilanciamo l'appello uscito dall'assemblea O re O libertà ad artistə ed esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo ad aderire all’iniziativa per una giornata di protesta internazionale a Roma, il 28 marzo, con un concerto finale, così come quella che si sta organizzando a Londra dal nome Together.
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