Una campagna di Cecilia Fasciani e Alberto Zanella
ContattiInserisci il tuo indirizzo email: ti invieremo una nuova password, che potrai cambiare dopo il primo accesso.
Controlla la tua casella email: ti abbiamo inviato un messaggio con la tua nuova password.
Potrai modificarla una volta effettuato il login.

Il tuo contributo servirà a sostenere un progetto ambizioso. Scegli la ricompensa o la somma con cui vuoi sostenerlo e seleziona il metodo di pagamento che preferisci tra quelli disponibili. Ti ricordiamo che il progettista è il responsabile della campagna e dell'adempimento delle promesse fatte ai sostenitori; sarà sua premura informarti circa come verranno gestiti i fondi raccolti, anche se l'obiettivo non sarà stato completamente raggiunto. Le ricompense promesse sono comunque garantite dall’autore.
[english version below]
Le recenti dichiarazioni dell’amministrazione di Donald Trump sull’ipotesi di un’acquisizione o di un’invasione della Groenlandia hanno portato improvvisamente l’isola al centro dell’attenzione internazionale. Questa è dovuta non solo alle recenti mosse della Casa Bianca, ma anche alle conseguenze del riscaldamento globale, con la scoperta di ingenti risorse minerarie sotto i suoi ghiacci e all'apertura di nuove rotte commerciali nell'Oceano Artico.
Inoltre la popolazione groenlandese, che conta circa 56.000 abitanti di cui la quasi totalità di origine inuit, è segnata da un passato coloniale poco discusso. Ad oggi, secondo i sondaggi più recenti, circa l’85% dei groenlandesi si oppone a qualsiasi ipotesi di acquisizione da parte degli Stati Uniti.
Questo nostro progetto nasce per raccontare la Groenlandia dal punto di vista di chi la abita, dando spazio alle voci inuit, alle loro vite e alle loro scelte, in un momento in cui l’Artico è sempre più al centro della competizione strategica globale.

Stiamo portando avanti questo progetto da oltre un anno, tra ricerca, studio del contesto, contatti sul territorio e costruzione di relazioni. La campagna di crowdfunding non è l’inizio, ma un passaggio necessario per rendere possibile la parte più complessa e delicata del lavoro: la permanenza sul campo.
Per comprendere davvero il momento storico che la Groenlandia sta attraversando, il documentario seguirà le storie di persone e comunità in luoghi diversi dell’isola, accomunati da condizioni di vita difficili, e sempre più esposti ai cambiamenti in corso.
Ai margini della costa est, a Tasiilaq e nei villaggi circostanti, il racconto partirà dalla vita quotidiana: seguiremo cacciatori e pescatori, persone che vivono ancora in stretto rapporto con il mare, il ghiaccio e le stagioni. Le tradizioni non sono un elemento simbolico, ma una pratica necessaria per orientarsi in un ambiente che cambia rapidamente. Attraverso queste storie, il film cercherà di raccontare cosa significa oggi restare, adattarsi, continuare a vivere in uno dei territori più isolati della Groenlandia.
A Kangerlussuaq, alla fine di un lungo fiordo sulla costa ovest dell’isola, seguiremo invece una realtà diversa ma altrettanto fragile, dove vive una comunità che negli ultimi anni ha visto ridursi drasticamente la propria popolazione. Qui il cambiamento climatico viene osservato e misurato ogni giorno. Racconteremo il lavoro del centro di ricerca scientifica, seguendo le persone che coordinano le attività sul territorio, insieme a scienziati, tecnici, lavoratori locali e guide che operano tra infrastrutture moderne e ghiacciai.
Il racconto si completerà a Nuuk, la capitale, dove incontreremo attiviste/i, studiosi/e e rappresentanti istituzionali per capire come le decisioni prese ricadano sulla popolazione nativa. Vogliamo capire come i groenlandesi si stanno preparando davanti alle minacce dell'amministrazione USA, quali sono le loro posizioni e le loro paure..

Raggiungere e lavorare in questi territori della Groenlandia è complesso e costoso. Le possibilità di spostamento sono poche, gli alloggi limitati, le distanze grandissime. Ogni giornata di lavoro richiede tempo e risorse.
Con questa campagna vogliamo coprire una parte fondamentale del progetto: non solo il viaggio ma anche la permanenza, ossia la possibilità concreta di restare abbastanza a lungo da costruire relazioni e fiducia.
Sostenere questo documentario significa permetterci di dedicare il tempo adeguato al lavoro giornalistico e documentaristico.

Se raggiungiamo l’obiettivo, potremo muoverci tra diverse aree della Groenlandia e realizzare il documentario, proseguendo il progetto nel modo in cui è stato pensato: dedicando il tempo necessario alla cura delle relazioni.
Condivideremo il percorso passo dopo passo e restituiremo il progetto a chi lo ha reso possibile, assicurando a questo lavoro una distribuzione ampia e significativa.
Dal viaggio nasceranno anche reportage giornalistici e un podcast, per raccontare e approfondire storie, contesti e voci che non troveranno spazio nel montaggio finale del documentario.
Chi ci sosterrà farà parte di questa storia: non solo nei titoli del risultato finale, ma anche nel viaggio stesso.

Grazie.
Le illustrazioni originali sono di Melissa Rossi
The recent statements by Donald Trump’s administration regarding the possibility of acquiring or invading Greenland have suddenly brought the island to the center of international attention. This is due not only to recent moves by the White House, but also to the consequences of global warming, with the discovery of significant mineral resources beneath its ice and the opening of new commercial routes in the Arctic Ocean.
Moreover, Greenland’s population - about 56,000 people, almost all of Inuit origin - is marked by a largely unaddressed colonial past. Today, according to the most recent polls, about 85% of Greenlanders oppose any hypothesis of acquisition by the United States.
This project was created to tell the story of Greenland from the point of view of those who live there,giving space to Inuit voices, their lives, and their choices, at a time when the Arctic is increasingly at the center of global strategic competition.
We have been working on this project for over a year, through research, study of the context, contacts on the ground, and the building of relationships. The crowdfunding campaign is not the beginning, but a necessary step to make possible the most complex and delicate part of the work: time spent in the field.
To truly understand the historical moment Greenland is going through, the documentary will follow the stories of people and communities in different parts of the island, united by difficult living conditions and increasingly exposed to ongoing changes.
On the eastern edge of the island, in Tasiilaq and the surrounding villages, the story will begin with everyday life: we will follow hunters and fishers, people who still live in close relationship with the sea, the ice, and the seasons. Traditions are not a symbolic element, but a necessary practice for navigating an environment that is changing rapidly. Through these stories, the film will seek to show what it means today to stay, adapt, and continue living in one of Greenland’s most isolated regions.
In Kangerlussuaq, at the end of a long fjord on the west coast of the island, we will instead follow a different but equally fragile reality, where a community has seen its population drastically reduced in recent years. Here, climate change is observed and measured every day. We will tell the story of the work carried out at the scientific research center, following the people who coordinate activities in the area, alongside scientists, technicians, local workers, and guides operating between modern infrastructure and glaciers..
The narrative will be completed in Nuuk, the capital, where we will meet activists, scholars and institutional representatives to understand how decisions made at the political level affect the native population. We want to understand how Greenlanders are preparing in the face of threats from the U.S. administration, what their positions are, and what they fear.
Reaching and working in these parts of Greenland is complex and expensive. Transportation options are limited, accommodations are scarce, and distances are vast. Every working day requires time and resources.
With this campaign, we aim to cover a fundamental part of the project: not only the journey, but also the stay - namely, the concrete possibility of remaining long enough to build relationships and trust.
Supporting this documentary means allowing us to dedicate the appropriate amount of time to journalistic and documentary work.
If we reach our goal, we will be able to move between different areas of Greenland and complete the documentary, continuing the project as it was conceived: by dedicating the necessary time to nurturing relationships.
We will share the journey step by step and give the project back to those who made it possible, ensuring broad and meaningful distribution.
The trip will also result in journalistic reportages and a podcast, to tell and explore stories, contexts, and voices that will not find space in the final cut of the documentary.
Those who support us will be part of this story - not only in the end credits, but in the journey itself.
Thank you.
The original illustrations are by Melissa Rossi
Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Ridurre le diseguaglianze: ridurre le disuguaglianze all'interno e tra i paesi;

Lotta contro il cambiamento climatico: adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze.

Pace e giustizia: promuovere lo sviluppo sostenibile.
Commenti (0)