Una campagna di angela ceschia
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1917 – Lettere dal Fronte è un cortometraggio cinematografico ambientato durante la Prima Guerra Mondiale, che sceglie di raccontare il conflitto attraverso le persone e le parole, non attraverso lo spettacolo delle battaglie. Il film nasce dalla volontà di restituire voce ai soldati semplici, a chi la guerra l’ha vissuta nelle trincee, tra il fango, il silenzio e l’attesa. Le lettere diventano il filo narrativo principale: lettere scritte, dettate, lette ad alta voce, a volte mai arrivate a destinazione. Lettere che raccontano la nostalgia di casa, la paura, la speranza, l’amicizia e il sacrificio. La storia si muove tra passato e memoria, intrecciando il racconto del fronte con ciò che resta dopo la guerra: i ricordi, le assenze, le parole che sopravvivono agli uomini. Non è un film di guerra nel senso tradizionale: non ci sono eroi, non ci sono vittorie. C’è l’umanità fragile di chi è stato travolto da un evento più grande di lui. Il progetto prende forma da una sceneggiatura già sviluppata, pensata per essere essenziale, intima e realistica, con una forte componente visiva e una narrazione che utilizza anche la voce fuori campo come strumento di racconto e di immersione emotiva. 1917 – Lettere dal Fronte vuole essere un film sulla memoria collettiva, sul valore delle parole scritte in condizioni estreme e sulla necessità di ricordare non solo cosa è accaduto, ma a chi è accaduto. Il cortometraggio verrà girato interamente in Friuli Venezia Giulia, territorio profondamente legato alla storia della Prima Guerra Mondiale e in particolare al fronte carsico. Le riprese coinvolgeranno luoghi naturali e aree selezionate che permettono una ricostruzione credibile dell’ambiente di trincea, senza ricorrere a scenografie artificiali complesse. Una parte fondamentale del lavoro sarà infatti la costruzione fisica della trincea, realizzata appositamente per il film, rispettando criteri storici e visivi coerenti con l’epoca. Il progetto prevede la collaborazione con gruppi storici e associazioni di rievocazione, che metteranno a disposizione competenze, materiali, uniformi e supporto storico, contribuendo a rendere il racconto autentico e rispettoso della realtà dell’epoca. Le ambientazioni saranno essenziali ma fortemente evocative: trincee, postazioni di fortuna, spazi aperti segnati dalla guerra. Tutto sarà costruito e scelto per servire la storia, senza eccessi, puntando su realismo, atmosfera e verità visiva. Girare in Friuli Venezia Giulia non è solo una scelta logistica, ma una scelta narrativa e simbolica: è su questi territori che la storia raccontata dal film ha realmente lasciato segni profondi, ancora visibili oggi. Per ci sceglierà di donare potrà vedere lo stile cinematografico che verrà adottano in un nostro lavoro precedente
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