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West Climbing Bank

Una campagna di
Massimiliano Goitom

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42%
  • Raccolti € 850,00
  • Obiettivo € 1.998,00
  • Sostenitori 22
  • Scadenza 72 giorni rimanenti
  • Modalità Raccogli tutto  
  • Categoria Comunità & sociale

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Massimiliano Goitom

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Il Progetto

WEST CLIMBING BANK TORNA IN PALESTINA!

E’ passato ormai un anno dal nostro primo incontro con Laylac, Associazione giovanile situata nel campo profughi di Deishesh, vicino a Betlemme, e dopo questo primo viaggio di ricognizione e conoscenza dei luoghi dell'occupazione siamo ormai pronti a preparare la seconda parte del nostro progetto: la scoperta e la chiodatura di nuove falesie vicino a Betlemme.

Al ritorno a gennaio, il nostro bagaglio, pesava sicuramente qualche kg in meno, avendo consegnato il materiale di arrampicata donato per l'Associazione, al contrario dei nostri cuori: arrampicare in Palestina non è un'attività così scontata, come abbiamo più volte ribadito nei nostri post e nel nostro diario di bordo; conoscere da vicino le difficoltà di chi vive un vero e proprio regime di apartheid, rende questo sport ancora più attrattivo e liberatorio che mai. Aprire delle vie (in gergo climber) nelle falesie di Battir, zona naturalistica ancora incontaminata vicino a Betlemme, vuol dire creare un’infrastruttura permanente che sia anche presidio politico contro l'occupazione israeliana. Siamo andati alla scoperta non solo della storia della Palestina, ma anche dei luoghi naturali dove si potrebbe arrampicare e dove, da qualche anno, qualcun’altro ha già iniziato vari progetti di chiodatura.

Ritornare questo inverno significa continuare a sviluppare questo tipo di lavoro, per permettere ai giovani e alle giovani palestinesi di usufruire liberamente di luoghi che gli appartengono, praticando uno sport che mette anche a dura prova le proprie capacità fisiche e di resistenza.

Ritornare questo inverno per aprire nuove vie rappresenta un modo per valorizzare quei luoghi che altrimenti rimarrebbero poco utilizzati a causa della stretta sorveglianza israeliana.

Ritornare questo inverno per continuare il nostro progetto ci permette di rafforzare le relazioni con le persone del campo profughi, e di scoprire altre realtà in giro per la Cisgiordania, per la creazione di uno scambio profondo e duraturo, che tenga sempre vive le coscienze.

Ritornare questo inverno in Palestina per chiodare delle falesie, vuole essere anche un incentivo a fare in modo che in futuro, grazie all'aiuto di tanti individui e vari progetti, si sviluppi davvero un "turismo sportivo" legato all'arrampicata, che dia una boccata di ossigeno alla Palestina e che al contempo faccia scoprire questa terra a quelle persone che, purtroppo, ancora non la conoscono.

Ritornare questo inverno nel campo profughi di Deishesh, ci fa lanciare la sfida ancora oltre, con l’obiettivo di incentivare la pratica dell'arrampicata soprattutto fra i giovanissimi, i bambini, che sono grandi "divulgatori" di entusiasmo a qualsiasi longitudine.

Per fare tutto questo abbiamo deciso di lanciare due iniziative;

Questa campagna di crowdfunding che ha l’obiettivo di raccogliere risorse per portare avanti le attività in Palestina, e può essere vettore di divulgazione del progetto affinché tutti possano esserne partecipi

La campagna "dona uno spit" (potete donare sempre qui!); che vuole da una parte incoraggiare tutti a contribuire, facendo passare il messaggio che una cifra minima può aiutare davvero, perché copre già il costo di un qualcosa che è necessario ai fini della chiodatura e che andrà direttamente sulle pareti di Battir, come un semplice spit. Dall’altra ha lo scopo di coinvolgere il mondo della scalata, le palestre e chi le frequenta facendo leva sulla passione per questo sport.

A tutte le iniziative pre-partenza troverete il nostro banchetto e ci sarà la possibilità di sotenerci.

per tutte le info consultare la pagina fb : https://www.facebook.com/westclimbingbank/

eng version:

A year has passed since the first time we travelled to meet Laylac, a youth association based in Dheisheh refugee camp, near Bethlehem. This first trip was a way to explore, climb and learn about the situation in West Bank and now it’s time to leave again, to realize the other part of the project: discover, bolt and climb the cliffs near Bethlehem.

On the way back home in January, our baggage was lighter, since we donated most of the climbing gear we brought with us, unlike our hearts; meeting people, hearing their stories and seeing for ourselves what it’s like to live in an apartheid regime was very intense. Climbing is not an obvious activity in these circumstances but it can be attractive and liberating.

Opening new routes on the cliffs of Batteer (a wild area near Bethlehem) was a means to create a permanent infrastructure which can be also a political presidium against the Israeli occupation.

We left for the West Bank to learn and understand Palestine’s history, to climb where someone has already bolted but also to discover walls and bolt something new.

Coming back this winter will mean improving these areas to allow young Palestinians to use their lands freely, by practicing a sport which tests mind and body.

Coming back this winter will mean activating places otherwise not used due to the close surveillance of the Israeli Army.

Coming back this winter will mean strengthening our relationship with people of the refugee camp and discovering other places in West Bank, were we can create a deep and long lasting exchange that can continue to develop after we have left.

Coming back this winter will mean encouraging the development of climbing tourism by bolting new crags. This objective is possible only with the collaboration of many people and many projects that aim to educate people about Palestine and to bring new opportunities to these lands.

Coming back this winter in the Dheisheh Camp we are motivated to take another challenge: to involve the youngest individuals, who are ambassadors of enthusiasm at every level.

The crowdfunding campaign aims to raise resources to carry out the activities in Palestine, and can be a means to disseminate the project so that everyone can participate.

The campaign "donate a spit" (Dona uno spit); on the one hand wants to encourage everyone to contribute, passing the message that a small amount can really help, because it already covers the cost of something that will go directly on the rock of Battir, like a simple spit . On the other hand, it aims to involve the climbing world, the gyms and those who attend them, relying on the passion for this sport.

Commenti (4)

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  • da
    dario  Dajeee, continuate così!
    • SB
      Simonetta  love and light, lunga vita ai ribelli Macho
      • EP
        Emanuele  free palestine
        • avatar
          Riccardo  S nera

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