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Viaggio in Messico La voz de los de abajo - luglio 2018

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Il Progetto

Da oltre 20 anni camminiamo domandando a fianco degli zapatisti, cercando ostinatamente di scalfire quel muro di ingiustizie che è il capitalismo, in tutte le forme che assume all’interno dei nostri territori. Negli ultimi mesi abbiamo osservato da vicino la scelta – coraggiosa e fuori dagli schemi – dell’EZLN e del CNI di candidare una donna indigena alle elezioni presidenziali messicane previste per il 1° luglio 2018, una scelta che ha spinto ad interrogarsi buona parte della società e dei movimenti messicani, ma non solo. La sfida lanciata dagli indigeni messicani al mal gobierno di Peña Nieto in realtà parla a tutti coloro che, nei propri territori, vengono attaccati e repressi da politiche neoliberali e criminali. La volontà di usare le elezioni come megafono per parlare a tutti i popoli del mondo e spingerli a organizzarsi ed unirsi nella lotta è stata la vera motivazione che ha spinto il CNI a scendere in campo per le presidenziali.

Il cammino elettorale di Marichuy, la vocera del CNI, si è interrotto il 19 febbraio, termine ultimo deciso dal governo messicano per raccogliere le firme necessarie ai candidati indipendenti per apparire sulla scheda elettorale. Com’era prevedibile, i los de abajo sono stati ostacolati in ogni modo e il risultato è stato che non sono riusciti a raccogliere le firme utili alla candidatura.

Ma il cammino degli indigeni non si ferma. Come ha sempre detto Marichuy, non è mai stata una decisione per ottenere i voti necessari per avere il potere, bensì per ricostruire dal basso e per chi sta in basso organizzazione, per ricominciare a costruire il mondo nuovo.

Ciononostante, le elezioni sono da sempre un momento importante anche per chi è altrove e oltre la contesa elettorale, perché l’ascesa di uno piuttosto che di un altro candidato porta a delle conseguenze per l’intera società. In Messico lo abbiamo visto nelle ultime due tornate elettorali: i brogli che hanno permesso a Felipe Calderon (PAN) prima e a Peña Nieto (PRI) poi di salire al potere hanno causato quella che è stata definita “guerra al narco”, ma che è in realtà è una guerra agli ultimi, una guerra civile che ha provocato oltre 200 mila morti e oltre 35 mila desaparecidos “ufficiali”, di fatto militarizzando l’intero territorio e rendendolo un vero e proprio cimitero.

In queste nuove e attesissime elezioni, che vedono tra i favoriti nei sondaggi Andres Manuel Lopez Obrador (già due volte sconfitto dai sopra citati brogli degli avversari), del partito Morena di centro sinistra, il timore di nuovi brogli è dietro l’angolo: Peña Nieto, infatti, come ultimo “regalo” del suo mandato, ha fatto approvare la Ley de Seguridad Interior che consegna poteri illimitati all’esercito permettendo di reprimere qualsiasi manifestazione di protesta. È una sorta di avvertimento: durante le elezioni le cose andranno come devono andare, chi protesterà ne subirà le conseguenze.

Nonostante questo, nonostante le elezioni, in basso a sinistra, tra le montagne del Chiapas continuerà la costruzione dell’autonomia degli zapatisti, nel costante tentativo di risvegliare le coscienze e di creare organizzazione dal basso, con sempre nuove storie e nuovi mondi.

Il viaggio dell’associazione Ya basta! Êdî bese! in Messico incrocerà questo cammino che attraverserà le giornate post elettorali, raccontando le reazioni della società civile e dei movimenti all’elezione di uno o dell’altro candidato, che darà voce a coloro che continueranno a lottare e ad opporsi creando forme alternative di vivere.
Nel nostro cammino attraverso il paese inoltre ridaremo forza anche a quella voce che viene dalle montagne del sud-est messicano. Una delle tappe del viaggio sarà la manutenzione di Radio Despertar nell’ambito del progetto ¡Que corra la voz! La radio comunitaria è uno strumento fondamentale per diffondere le informazioni tra le varie comunità facenti parte del Caracol Hacia la Esperanza de La Realidad.

Il viaggio è previsto per i primi venti giorni di luglio, a breve ulteriori info nel nostro sito www.yabastaedibese.it oppure scriveteci a info@yabastaedibese.it

Diamo voce alla ribellione!

¡Que corra la voz!

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