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THE LOOT BOX - Come guadagna davvero l'industria dei videogames

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THE LOOT BOX - Come guadagna davvero l'industria dei videogames

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THE LOOT BOX

Spending real money for fake money in videogames

The business of microtransactions

"Il Micropagamento è una transazione finanziaria che riguarda una somma di denaro molto piccola e di solito una avviene online".

"Le microtransazioni (a volte abbreviate in MTX) sono un modello commerciale in cui gli utenti possono acquistare beni virtuali tramite micropagamenti".

Wikipedia

Da dove siamo partiti?

Da qualche anno nell’universo dei videogame si parla sempre di più di microtransazioni, acquisti veri e propri attraverso moneta reale che avvengono in game , ovvero all’interno del gioco. Questi acquisti permettono ai videogiocatori o gamers di ottenere vantaggi, sbloccare contenuti e accedere a ricompense esclusive. All'interno di alcuni videogame è possibile "acquistare" con denaro vero una valuta virtuale da spendere nel gioco stesso.

Il tema è molto discusso all'interno della community dei gamers, spesso con opinioni discordanti , c'è chi vede le microtransazioni come una modalità di acquisto come un altra e c'è chi è preoccupato per questo fenomeno chè è in forte diffusione soprattutto tra i giovanissimi. Queste modalità tendono spesso a desensibilizzare gli utenti al valore del denaro.

Il "caso" Battlefront

Nell’ottobre del 2017 la nota casa di produzione di videogiochi Electronic Arts lancia il suo nuovo titolo di punta. Star Wars Battlefront II, videogioco ambientato nell'universo cinematografico creato da George Lucas.

Per la prima volta in assoluto un videogioco Triple A fa uso massiccio di microtransazioni per l'acquisto di contenuti aggiuntivi al suo interno. La reazione degli utenti divampa ben presto in una vera e propria rivolta all’interno della community. Grazie ad un thread su Reddit i gamer di mezzo mondo sommergono EA di segnalazioni e mail di protesta, fino a che la software house americana non è costretta a rimuovere i contenuti a pagamento presenti all'interno del gioco.

Il tema delle microtransazioni e delle Loot Boxes (casse premio dal contenuto casuale) salta agli onori della cronaca. I media, non solo specializzati, ne parlano ponendo l'attenzione soprattutto sulla componente sociale del fenomeno, portando al questione nel dibattito pubblico e dando il via a diverse discussioni ed interrogazioni anche a livello politico ed istituzionale.

Una questione sociale

L'11 giugno 2018 l'OMS pubblica l'undicesima edizione dell'International Classification of Diseases (ICD-11) introducendo per la prima volta il termine "disturbo del gioco" riconoscendo la dipendenza da videogiochi come una vera patologia.

Ciò solleva domande importanti sull'uso (e l'abuso) delle microtransazioni da parte dei videogiocatori (molte volte ancora minorenni).  La questione assume una certa importanza a livello politico e sociale, spingendo le istituzioni a interrogarsi e indagare sul fenomeno.

Cos'è The Loot Box?

The Loot Box è un documentario di inchiesta, diretto e prodotto da un team di gamer per passione e filmmaker di professione, provenienti da varie generazioni di videogiochi e che hanno assistito negli anni a questa grande trasformazione.

Il progetto si propone di approfondire il processo in corso, indagando sulla meccanica, sia dal punto di vista degli utenti che dei produttori di videogames. Vogliamo partire da una ricerca di tipo commerciale per approdare alla componente psicologica, sociologica e antropologica alla base di questo fenomeno, cercando di capire se e in quale misura il fenomeno è riconosciuto e affrontato a livello istituzionale.


Chi siamo? Fine Production

Nata nel 2018 dalla collaborazione e dall’esperienza pluriennale di Paolo Spadavecchia e Antonello Monno come freelancers in ambito audiovisivo, Fine Production è una casa di produzione che opera in diversi ambiti, dall’aziendale al pubblicitario, dal musicale al cinematografico e documentaristico.

All’interno dell’esperienza produttiva di Fine Production converge inoltre l’eredità e l’esperienza di Fisheye Production, associazione culturale e produzione indipendente della quale Paolo Spadavecchia è stato fondatore e all’interno della quale ha lavorato come producer in ambito documentaristico. Nelle produzioni Fisheye degli ultimi anni, infatti, appare già come produttore associato la stessa Fine Production (prima in forma di collettivo, successivamente come vera e propria società di produzione gemella).

Attualmente Fisheye Production non è più formalmente attiva, migrando i propri progetti e le proprie esperienze in Fine Production anche in ottica di una crescita ed uno sviluppo maggiore delle proprie attività produttive.
Di seguito una breve filmografia dei prodotti realizzati in collaborazione dalle due produzioni.

Filmografia recente:
Tornare a Casa di Ennio Donato (2016)
In selezione:
Istanbul International Architecture and Urban Film Festival (2017)
Film Net World Film Festival (2017)

Una Canzone Senza Finale di Paolo e Riccardo Sarà (2019) - ora in distribuzione
Anteprima nazionale:
Seeyousound Festival (2019)



Le nostre RICOMPENSE

Nonostante si parli di un mondo digitale e smaterializzato, anzi forse proprio per questo, abbiamo deciso di ricompensare il vostro sostegno solo ed esclusivamente con oggetti fisici!

Per TUTTI coloro che ci sosterranno ci sarà un'apparizione nei titoli di coda del film come "Sostenitori del Progetto", poi a seconda della vostra donazione riceverete una vera e propria Loot Box (cassa del "bottino"): più di una semlice scatola, una rappresentazione fisica del simbolo del nostro documentario con al suo interno le vostre ricompense ed in più una sorpresa. Abbiamo deciso infatti di rendere il nostro sistema di REWARDS unico nel suo genere.

Ogni sostenitore, a prescindere dalla tipologia di contributo con la quale ci sosterrà, all'interno della propria Loot Box troverà infatti un oggetto BONUS extra tra una delle ricompense messe a disposizione, in maniera del tutto casuale.

Ma ATTENZIONE gli oggetti bonus verranno inseriti SOLO se il progetto sarà sovrafinanziato di almeno € 1.000!



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