Una campagna di Artable Associazione Culturale
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Il 20 settembre succede per la prima volta. Vogliamo che non sia l’ultima.
Staging the Feast reinterpreta l’eredità del teatro d’avanguardia, dei banchetti futuristi, dei cabaret e dei café-concert, fino al non sense di “Non Stop”, il celebre programma di Enzo Trapani di fine anni ’70. Il confine tra artista e spettatore si dissolve: non si guarda, si vive, insieme.
Il 20 settembre, a Roma, il Teatro Tordinona aprirà le sue porte per ospitare pittura, performance, installazioni che prenderanno vita solo grazie a chi le vivrà insieme a noi. Poi lo spettacolo continuerà in strada, fino al cuore del centro storico.
Non vogliamo che resti un episodio isolato. Vogliamo che torni — ogni volta più libero, più folle, più vivo. E per farlo tornare abbiamo bisogno di te, da prima ancora che tutto cominci.
Chi siamo
Staging the Feast è un progetto a cura di Alessia Simonetti, con Isabella Vallelunga alla comunicazione e al supporto social e digitale — entrambe fondatrici di VIVA Project (IG: @vivaproject_). Realizzato con Teatro Tordinona e l’associazione culturale Artable. Con il patrocinio del Municipio I Roma Centro.
Gli artisti che stai per sostenere
Sostieni gli artisti che stai per scoprire: ogni giorno, a Roma, lavorano per portare avanti la loro ricerca.
Nonno Burro (2000), pseudonimo di Matteo Tamburro, si è laureato in Pittura alla RUFA. La sua ricerca unisce pittura figurativa, ironia, nostalgia e surrealismo, ispirandosi alla cultura popolare italiana, alla quotidianità e all’estetica degli anni Ottanta. Tra i suoi progetti principali: la mostra Contiene tracce di Burro (2023), Semi Veri (2022), COSMOSI vol. 3 (2023) e, nel 2025, un intervento site-specific per ROMADIFFUSA a cura di VIVA Project. Per Staging the Feast realizzerà un’opera pensata per lo sfondo del teatro, in dialogo con gli altri interventi. IG: @nonnoburro
Guglielmo D’Ugo (Roma, 2000) vive e lavora a Roma. Diplomato in Grafica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti nel 2025, sviluppa una pratica multidisciplinare che unisce diversi linguaggi e medium, con particolare attenzione alla creazione di spazi di interazione e partecipazione del pubblico. Si avvicina all’arte del mosaico attraverso il padre e matura diverse esperienze nel campo, tra cui quella di restauratore. Dal 2022 dopo un’esperienza di studi a Budapest, collabora con il collettivo internazionale Magyarkut. Tra il 2019 e il 2021 realizza due murales nel quartiere Quadraro, dove dal 2024 co-gestisce Lo Spizio, studio d’arte indipendente orientato alla ricerca collettiva sul territorio e sulla comunità. IG: @gug_liel_mo
Ilaria Maciocci (Roma, 2000) è artista visiva e danzatrice. Laureata in Grafica d'Arte all'Accademia di Belle Arti di Roma (2025), nella sua pratica intreccia immagine e movimento, con un'attenzione particolare al segno e agli attraversamenti della luce. Dal 2019 è membro dell'associazione Ostia Film Factory, APS attiva sul territorio con la quale ha lavorato nella scenografia e ha potuto approfondire il linguaggio audiovisivo in maniera autoriale. Dal 2022 fa parte di Magyarkút, rete internazionale di artisti che si ritrova ogni anno nell'omonima residenza in Ungheria. Nel 2024 apre al Quadraro Lo Spizio, studio d'arte collettivo che unisce la visione estetica al coinvolgimento della comunità. Attualmente studia e lavora a Roma nell'ambito della formazione primaria, attività che vive in dialogo con la propria ricerca. IG: @ilaria.maciocci
Carola Spina, nasce tra il 1940 e il 1998. Cresce in provincia di Latina e accresce fuori dalla provincia di Latina. Impara prima a ballare e poi a camminare. Studia teatro, danza, teatro-danza, storia del cinema e infine si stanca. Nel 2020 si iscrive alla RUFA al corso di Scultura e Installazione, attratta dal rapporto tra spazio, materia e movimento. Decide infine di stabilirsi lì fino alla laurea, conseguita nel febbraio del 2024. Attualmente passeggia alla ricerca di inciampi e sgambetti per cercare di mascherare e smascherare le screpolature dell’identità. Si infila negli abiti della nonna, nelle parrucche, nelle vecchie soffitte e nelle contraddizioni, che sono sempre e solo umane. Ma la sua attività preferita è pensare, pensieri che, se fosse in grado di scriverli, li scriverebbe, dunque li traduce in immagini, servendosi del medium che meglio rende giustizia all’idea, ad esclusione della pittura. Opera nel suo studio a Roma, ma preferisce lavorare a casa. IG: @macelleriaspina
La storia
Staging the Feast nasce dall’incontro tra il banchetto e il cabaret delle avanguardie storiche. Dai simposi dell’antichità al Cabaret Voltaire, dalle serate futuriste al non sense del “Non Stop” degli anni ’70: in ogni epoca il convivio è stato un laboratorio dove arte e vita si mescolano.
Il 20 settembre 2026 portiamo questa idea al Teatro Tordinona: uno spettacolo che nasce in sala e finisce in strada, con una performance musicale itinerante che accompagna il pubblico fino al cuore di Roma.
Staging the Feast fa parte di un progetto internazionale tra Italia e Irlanda, ideato insieme a Valeria Ceregini: questa è la prima tappa di un percorso che proseguirà a Dublino e tornerà a Roma, con artisti italiani e irlandesi.
Ma il 20 settembre non è un punto d’arrivo: è un pilota. Vogliamo che diventi un appuntamento fisso, in teatro e in altri spazi della città — un pubblico che torni, edizione dopo edizione, a far parte di questo rito collettivo. Ed è qui che entri in gioco tu.
Perché ci serve il tuo aiuto
Il biglietto di ingresso a teatro copre solo in parte i costi vivi della serata. Per far crescere Staging the Feast in un format ricorrente — con artisti diversi a ogni edizione, mantenendo la stessa qualità curatoriale che lo ha fatto nascere — serve un sostegno che vada oltre la singola serata. Ogni contributo, anche piccolo, decide se questo resta un episodio isolato o diventa un luogo a cui tornare.
Primo obiettivo: 1.800€
I fondi raccolti serviranno a:







Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Ridurre le diseguaglianze: ridurre le disuguaglianze all'interno e tra i paesi;

Città e comunità sostenibili:creare città sostenibili e insediamenti umani che siano inclusivi, sicuri e solidi.

Rafforzare le modalità di attuazione e rilanciare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile.
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