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SOSTIENI I NUOVI CUSTODI DEL PAESAGGIO TOSCANO

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Rete Sociale Fòrimercato

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Campaign ended
  • Raised € 130.00
  • Sponsors 9
  • Expiring in Terminato
  • Type Keep it all  
  • Category Community & social

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The project

Chi siamo:

Rete sociale Fòrimercato

Siamo la Rete Sociale Fòrimercato, un gruppo di donne e uomini uniti dai valori della solidarietà, del mutuo aiuto, dell’inclusione. Mettiamo in gioco le nostre idee, il nostro tempo e le nostre competenze. Lavoriamo per costruire uno spazio comune, reale e dell'immaginazione, in cui rispondere alla disgregazione ricostruendo tessuto sociale a partire dai bisogni delle persone.

Cos’è il progetto “I nuovi custodi del paesaggio toscano”:

I nuovi custodi del paesaggio toscano

Il territorio toscano è stato modificato per centinaia di anni dalla figura dei mezzadri che, costruendo muri a secco, modellando vigneti e uliveti, ripulendo fossi e fossetti e arginando le acque meteoriche, hanno realizzato e curato un paesaggio ammirato in tutto il mondo.

Oggi, per motivi sociali e storici, la figura del mezzadro non esiste più. Rimane però la necessità di una nuova presenza umana in grado di mantenere il paesaggio, le condizioni ambientali e i benefici del territorio agricolo con i suoi prodotti.

Siamo consapevoli che questa è una nostra profonda criticità e per evitare il rischio di un'omologazione delle produzioni con il conseguente annullamento della storia, della fatica, e del sacrificio di intere generazioni, perché non mettere in atto un'azione di “conservazione rivoluzionaria”?

Per fare ciò ci siamo chiesti:

Come mantenere un equilibrio del territorio?

Come evitare l'abbandono del territorio e la dispersione di culture e sapienze antiche?

Come rinunciare alla bulimia di benessere effimero che ci porta ad abbandonare l’importanza del rapporto fra essere umano e natura?

A queste domande abbiamo iniziato a rispondere confrontandoci con quella che viene considerata un’altra questione irrisolta del nostro tempo, quella dell’immigrazione, e abbiamo visto in questi due temi l’opportunità per la vecchia e la nuova comunità di costruire un progetto comune.


Vogliamo affrontare queste tematiche non solo con la solidarietà, perché questa non è sufficiente a cambiare una cultura regressiva incentrata sulla paura dello straniero, ma vogliamo costruire un progetto comune fondato su valori e diritti condivisi. Crediamo perciò necessario partire dai bisogni di noi indigeni del territorio toscano con un’alleanza con i futuri indigeni, per realizzare un nuova comunità.

Cosa abbiamo già fatto:

La nostra uliveta

Per tutto il 2017 abbiamo attivato un corso di potatura degli ulivi per 10 ragazzi richiedenti asilo e un corso di cucina in cui i partecipanti, oltre a rivedere con ingredienti del territorio ricette tipiche della loro terra, hanno recuperato antiche ricette tradizionali e antichi ingredienti toscani.
Da febbraio 2018 abbiamo ottenuto in comodato un’uliveta di 700 ulivi da curare e da cui poter produrre olio da redistribuire tra le socie e i soci della rete e ricavare reddito per ragazzi migranti e italiani disoccupati che lavorano in questo progetto. L’inizio dei lavori nell’uliveta ha svelato quanto davvero sia necessaria questa attività. In poche settimane ci siamo ritrovati ad avere offerte per comodati e manutenzione ulivete in varie zone della provincia e non solo.

Cosa faremo e perché abbiamo bisogno di voi:

La nostra uliveta

Tutto questo è stato realizzato solo ed esclusivamente grazie al volontariato dei soci e all’impegno dei ragazzi.

Il progetto de “I nuovi custodi del paesaggio toscano” nasce senza alcun tipo di finanziamento pubblico e per questo motivo ci occorre un aiuto “socioeconomico” dal basso da parte di singoli e realtà interessate. Le persone che portano e porteranno avanti il progetto stanno già lavorando per darsi una propria struttura cooperativa. Attraverso il crowdfunding chiediamo un sostegno economico a un percorso che porterà i ragazzi richiedenti asilo, gli italiani già coinvolti, e le altre persone che arriveranno, all’autonomia economica in un sistema lavorativo basato sull’autogestione e che rifiuta lo sfruttamento
Nel dettaglio le spese più urgenti sono:

  • Un trattore, usato, con estirpatore e frangizolle: 10.000 euro
  • Strumenti adeguati per lavorare (tagliaerba, decespugliatore, motoseghe, seghe ecc.): 2.000 euro
  • Attrezzature antinfortunistiche per i lavoratori: 500 euro
  • Un pulmino, usato, per garantire gli spostamenti dei lavoratori (comprese le pratiche assicurative, di passaggio di proprietà e di manutenzione per la messa in strada): 5.000 euro
  • Consumi di carburante per pulmino e per i mezzi agricoli: 1.500 euro
  • Costi di apertura della cooperativa: 5.000 euro

Per chi ci aiuterà a realizzare il progetto sono previste varie ricompense: forniture del nostro olio biologico, una cena o un pranzo per due persone presso l’Osteria del Leone di Lastra a Signa ecc.

Inoltre per sostenere questo progetto ogni giovedì sera a partire dal 5 aprile all’Osteria del Leone di Lastra a Signa si terrà una cena etnica organizzata dai ragazzi migranti.

Come fare per sostenere questo progetto:

Attraverso la piattaforma PDB:
- clicca su dona
- decidi l'ammontare
- ti registri a pdb (anche tramite registrazione con i social)
- vai sulla pagina di paypal ed inserisci i dati della carta di credito
- i soldi (al netto della commissione di paypal) vanno direttamente al promotore della campagna e vengono contabilizzati e visualizzati nella pagina progetto.

Oppure:

Direttamente attraverso un bonifico bancario all’IBAN : IT95V0359901899050188531921 Banca Popolare Etica
Causale: Donazione I nuovi custodi del paesaggio toscano

Oppure:

Partecipando alle cene etniche che ogni giovedì dal 5 aprile si terranno all’Osteria del Leone di Lastra a Signa e a tutte le altre iniziative su cui vi terremo informati.

Comments (3)

Per commentare devi fare
  • AV
    Alessandro Un'utopia concreta, continuiamo così.
    • MT
      Marco Tanto è da fare ma continuiamo a camminare!
      • GP
        Giovanni "Non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai"

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