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SOS Capovaccaio

Una campagna di
Associazione CERM Centro Rapaci Minacciati

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SOS Capovaccaio

SOS Capovaccaio

Campagna terminata
  • Raccolti € 752,00
  • Sostenitori 24
  • Scadenza Terminato
  • Modalità Raccogli tutto  
  • Categoria Ambiente & animali

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Associazione CERM Centro Rapaci Minacciati

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Il Progetto

L'operazione "SOS Capovaccaio" punta a liberare nel 2018 nel Parco Nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese, in Basilicata, almeno quattro giovani capovaccai nati in cattività al CERM Centro Rapaci Minacciati (in Toscana meridionale) allo scopo di rafforzare la residuale popolazione selvatica della specie, ormai sull'orlo dell'estinzione.

La popolazione di questo piccolo e pacifico avvoltoio, infatti, è diminuita di oltre l'80% negli ultimi 50 anni ed è ridotta a circa 12 coppie, confinate in tre regioni meridionali (Basilicata, Calabria e Sicilia).

The Association CERM Endangered Raptors Centre NGO needs your help to release at least four captive-bred Egyptian vultures in the Appennino Lucano National Park (in Basilicata Region, Italy) in the summer 2018 in order to restock the Italian population of the species, which is on the brink of extinction (only about 12 pairs left).

Per cercare di evitare la scomparsa del capovaccaio dal nostro paese, l'associazione CERM Centro Rapaci Minacciati si occupa da anni di riprodurre la specie in cattività, impiegando per lo più individui provenienti da centri recupero e non più adatti alla vita selvatica, per poi introdurre in natura i giovani nati (23 sino ad ora, la maggior parte dei quali liberati in Puglia, Calabria e Basilicata).

Nel 2018 al CERM sono nati ben otto giovani, un successo notevole vista anche l'estrema difficoltà con la quale la specie si riproduce in cattività, che si aggiunge a quello del 2017, anno nel quale ne nacquero sei.

In 2018 at the CERM 8 chicks are born which add to the 6 chicks obtained in 2017: a great success considering how difficult the captive breeding of the species is.

Le vostre donazioni saranno utilizzate per liberare in Basilicata almeno quattro dei giovani capovaccai nati al CERM tra il 2017 ed il 2018, un'operazione che altrimenti non sarà possibile effettuare a causa della totale mancanza di fondi dell'associazione.

Nella stessa zona venne effettuato un rilascio anche nel 2017: uno dei due animali liberati, Apollo, ha poi raggiunto l'area di svernamento sub-sahariana (il Niger) nell'ottobre dello stesso anno dopo un viaggio lungo più di 4.300 km.

Il vostro aiuto serve per fare qualcosa di concreto per il capovaccaio anche nel 2018, per non assistere con le mani in mano alla sua estinzione in Italia.

Il rilascio

Il rilascio di giovani capovaccai è un'operazione articolata, complessa e delicata, che necessita di attrezzature e materiali, di effettuare spostamenti e di impegnare molte ore giornaliere di lavoro. Le donazioni sono indispensabili per finanziare tutta o una parte delle attività da svolgere, il cui costo complessivo ammonta a circa 25.000 €.

Your donations will be used to release at least four young Egyptian vultures, a very delicate procedure which includes the preparation of the release site (aviary, feeding platform, etc.), the care and management of the individuals during the acclimatization phase (5-20 days depending on their age), their tagging with rings and tracking devices (to track their movements and migration), their monitoring after being released, the supply of food (expected amount 25.000 €).

L'operazione prevede:

• l'allestimento del sito di rilascio nel Parco Nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agru Lagonegrese (in Basilicata), con la preparazione di una voliera di ambientamento e l'installazione di una piattaforma-mangiatoia nei suoi dintorni;

• il trasferimento dei giovani capovaccai dal CERM al sito di rilascio (570 km);

• un periodo di ambientamento dei giovani che varia dai 5 giorni ai 20 giorni (più breve per i giovani nati nello stesso anno del rilascio, più lungo per quelli nati nell'anno precedente). In questa fase i giovani vengono costantemente accuditi e sorvegliati,

• la marcatura dei giovani con anelli ISPRA ed anelli di riconoscimento blu con codice alfabetico bianco;

• l'applicazione di dispositivi di monitoraggio a breve e lungo raggio (radio VHF e GPS/GSM datalogger), che permettono il controllo degli spostamenti dei giovani (migrazione inclusa);

• la liberazione;

• il monitoraggio degli spostamenti sia a vista (per eventuali interventi di supporto e soccorso) che mediante GPS/GSM datalogger. In genere il monitoraggio in loco dura 15 - 30 giorni mentre, una volta che gli animali abbiano iniziato la migrazione verso l'Africa, si prosegue con il monitoraggio remoto degli spostamenti, potendoli localizzare grazie ai dati GPS forniti dai datalogger;

• la fornitura di alimentazione supplementare nell'area di rilascio, per dare la possibilità ai giovani, privi del supporto dei genitori, di rendersi autonomi dal punto di vista alimentare.

Il capovaccaio

Il capovaccaio ( Neophron percnopterus ) è il più piccolo delle quattro specie di avvoltoi europei (grifone, gipeto ed avvoltoio monaco sono le altre tre) e, senza ombra di dubbio, è anche quella dall'aspetto più singolare e "simpatico", decisamente lontano dallo stereotipo dell'avvoltoio.

Un elegante piumaggio bianco e nero, una faccia bizzarramente gialla e le zampe rosa caratterizzano gli adulti, dotati di un'apertura alare di 155-170 cm, mentre i giovani si distinguono per il piumaggio marrone macchiato di color cannella e per la faccia e le zampe grigio-cerulee.

Il capovaccaio frequenta di preferenza aree aperte pascolate e coltivate, nelle vicinanze di pareti rocciose, indispensabili per la nidificazione. In genere depone due uova, meno frequentemente una e tre in casi molto rari.

E’ principalmente necrofago, dunque la sua dieta è costituita soprattutto da animali morti sebbene comprenda anche escrementi e placente, ragione per la quale questo avvoltoio segue spesso greggi e mandrie in attesa dei resti di qualche parto. Proprio dalla sua abitudine di aggirarsi a terra tra il bestiame deriva il nome volgare italiano della specie, “capovaccaio”, di origine toscana.

In Europa il capovaccaio è una specie prevalentemente migratrice, che sverna nell'Africa sub-sahariana e si trasferisce in Europa tra marzo e ottobre, periodo nel quale le coppie portano a compimento la riproduzione. I giovani migrano in Africa a fine estate e, solitamente, vi trascorrono circa tre-quattro anni prima di fare ritorno in Europa.

Il declino del capovaccaio in Italia

Fino agli anni '50 del XX secolo il capovaccaio era distribuito in Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia e poteva contare su circa 150 coppie (100 delle quali nella sola Sicilia). In Dalla metà del XX secolo in avanti la popolazione è andata incontro ad un rapido declino che ne ha determinato la progressiva contrazione dell'areale ed una drammatica riduzione demografica.

Nel 1970 erano censite 71 coppie distribuite in Toscana, Lazio, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia mentre nel 2008 si contavano solo 8-9 coppie (-80% in 42 anni).

Attualmente il capovaccaio è la specie avifaunistica più minacciata d’Italia e corre un elevato rischio di estinzione: si stimano circa 12 coppie nidificanti, distribuite in tre sole regioni del Meridione (Basilicata, Calabria e Sicilia). In Puglia, le ultime nidificazioni sono registrate in provincia di Taranto negli anni 2003, 2013 e 2014.

Nella Lista Rossa dei Vertebrati Italiani la specie è indicata come “In Pericolo Critico”.

L'associazione CERM

L'Associazione CERM ONLUS è composta da un piccolo gruppo di appassionati che si adoperano per aiutare il capovaccaio (maggiori informazioni su www.capovaccaio.it).

The Association CERM undertakes practical conservation measures in the attempt of supporting the Egyptian vulture in Italy, such as: management of the CERM captive breeding Centre (42 individuals), release into the wild of captive-bred fledglings/juveniles (23 individuals released up to now), management of supplementary feeding points in sensitive areas.

In particolare l'associazione:

• gestisce 42 capovaccai che sono ospitati presso il Centro Rapaci Minacciati di Rocchette di Fazio (GR, in Toscana meridionale) e che costituiscono un prezioso serbatoio genetico, unico al mondo (dall'inizio del programma di riproduzione in cattività sono nati 50 individui);

• effettua operazioni di rilascio di giovani nati in cattività, per rafforzare la popolazione selvatica italiana (23 giovani capovaccai liberati, principalmente in Puglia e, in minor numero, in Toscana, Basilicata, Calabria e Sicilia, 16 dei quali erano nati al CERM);

• fornisce alimentazione supplementare ad alcune coppie di capovaccaio per favorirne ed aumentarne il successo riproduttivo.

Quando le risorse finanziarie lo hanno consentito i capovaccai liberati dall'associazione CERM sono stati muniti di radio satellitari GPS o di datalogger GPS/GSM. Questi dispositivi hanno permesso, tra l'altro, di sapere che:

Arianna, nata al CERM e liberata in Puglia nel 2006, ha trascorso quattro anni in Africa (soprattutto tra Mali, Niger, Mauritania) per poi fare ritorno in Italia nel 2010, dove è stata osservata e fotografata non lontano dall'area di rilascio;

Sara e Tobia, nati al CERM e liberati nel 2015 rispettivamente in Puglia e Calabria, sono giunti nelle aree di svernamento africane (Niger e Mali) e, nell'estate 2018, girovagano tra Algeria e Tunisia.

Commenti (4)

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    Luisa  Non mollate, il vostro lavoro è importantissimo!!!
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      Davide  Ciao Guidoooo
      • RN
        Ravenik  abbiamo bisogno di voi!

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