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#Project_LeL: Le Lupe |Documentario video e lavoro fotografico

A campaign of
Matteo Fontana Matteo Franchi Francesco Rossi

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Matteo Fontana Matteo Franchi Francesco Rossi

#Project_LeL: Le Lupe |Documentario video e lavoro fotografico

Campaign ended
  • Raised € 136.00
  • Sponsors 6
  • Expiring in Terminato
  • Type Keep it all  
  • Category Documentaries and inquiries

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Matteo Fontana Matteo Franchi Francesco Rossi

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The project

Le Lupe | #Project_LeL

Abbiamo chiesto ad alcune donne di raccontarci perché hanno deciso di tornare alla Terra (o di restarci) , in controtendenza con l'esodo dalle campagne verso le città.
Molte lo fanno per inventarsi un lavoro ed un futuro, altre per seguire le proprie passioni, altre ancora per ritrovare una connessione con la natura, per tornare ad essere padrone del loro tempo o, semplicemente, come atto di rifiuto dei modelli di vita imposti dalla contemporaneità.

Quale che sia il motivo del loro Ritorno alla Terra , tutte queste storie di donne si incrociano con quelle dei lupi. Alcune seguono le loro tracce, altre invece sono costrette a conviverci loro malgrado.

Così, la metafora della Lupa diventa il paradigma che scegliamo di usare per legare le loro storie. Storie di una natura che sta dentro e di una che sta fuori: la prima, la loro natura intima , che le spinge a rompere gli stereotipi; la seconda, la natura fuori , con la quale si scontrano, che è bellissima e terribile, che le invita e le scaccia, che le accarezza e le morde.


Le Lupe: Marika

“To! To! Tooo!”
Il richiamo di Marika si diffonde nella piana, senza incontrare ostacoli, fino al confine tra i suoi pascoli e la macchia, che  segna il limite estremo del Parco Regionale della Maremma.
Da lì il bosco s’inerpica sul declivio arrotondato delle colline, su su fino alla sommità, dove s’intravedono i resti dell’abbazia di San Rabano. Poi oltre, discende sull’altro versante per sfumare nella sabbia.
Dopo c’è solo il mare.

“To! To! Too!”
Marika ripete il richiamo che le ha insegnato sua nonna, e nel farlo spalanca la bocca ed urla, lasciando intravedere il luccichio d’un piercing ed i suoi 24 anni.

Lei, sua nonna Marisa e la madre Gitana vivono e lavorano qui, nell’azienda di famiglia che sorge sulla frontiera che divide una natura inviolata da tutto il resto. Come tutte le frontiere anche qui s’incontrano due mondi e si contaminano: di giorno i turisti visitano il piccolo caseificio di famiglia e la notte i lupi escono dal bosco per lambire il ricovero notturno del gregge, dove trovano Ares, Athena e Kronos a fare la guardia.

“Sono qui perché ho un legame profondo con la mia famiglia. Lo so, mi sono messa un bel peso sulle spalle, ma questo è ciò che voglio fare.
Quando mio nonno è venuto a mancare ho interrotto gli studi per aiutare qui in azienda.
No, non mi vedo altrove.
Al pascolo sono sola, posso dedicarmi ai miei pensieri e nonostante la fatica sono libera e in pace. Non conosco turni di lavoro e non ho un capo. Qui rispettiamo solo i cicli della terra.”

Marika s’interrompe per ripetere il suo richiamo, e stavolta il gregge, lentamente, si avvia verso di lei.

“Il lupo? Per noi che viviamo del nostro latte è un problema, ma ci difendiamo come possiamo. Secondo la legge.
Con sacrificio abbiamo cambiato il nostro modo di fare allevamento e la notte non dormiamo più molto tranquilli.
Non si può fare altro, qui sappiamo che un lupo è un lupo.”

Le lupe: le tofane


Project LeL: Luisa Vielmi “A ventiquattro anni faccio le valige, salto in macchina e dalla provincia di Varese comincio a fare la spola tra la Toscana e le Marche, per scrivere la mia tesi sull’ululato del lupo.
Da quel giorno in poi sarò per sempre una zingara.”

Con l’accento lombardo, diluito dai chilometri percorsi, Luisa racconta i suoi cambiamenti di pelle, il suo “salto della barricata” quando da ricercatrice “lupaia”, come la chiamavano scherzosamente i pastori, inizia a lavorare alla mediazione dell’inevitabile conflitto tra questi ultimi ed il lupo.

“E’ molto difficile farsi accettare in questo contesto, in primo luogo per i pregiudizi legati agli stereotipi di genere, ma anche perché, in un ambiente dove la tradizione riveste un ruolo importante, chi propone un cambiamento viene spesso osservato con sospetto.”

Oggi Luisa è l’anima tecnica di DifesAttiva, un’associazione di allevatori con base in Maremma, che ha gli obiettivi di aiutare le aziende a valorizzare i loro prodotti e limitare i danni da predazione, diffondendo la cultura della prevenzione anche attraverso l’introduzione dei cani da guardiania nelle greggi.
La sua però è una posizione scomoda, tra lupi e pastori, al centro di un dibattito pubblico sul tema che è estremamente polarizzato e strumentalizzato da alcune frange della politica locale e dai settori più estremisti del mondo animalista.

Project LeL: Luisa Vielmi


Le Lupe: Paola Fazzi

“Il lupo è un animale fantasma, probabilmente mi è stato dietro e mi ha osservata per decine e centinaia di giorni, ma io l’ho visto solo poche volte.
I rari momenti in cui riesco a vederlo sono il coronamento degli sforzi fatti sul campo: mesi interi di ricerca, seguendo le sue tracce, da sola, nel caldo d’estate o sulla neve d’inverno, alzandomi all’alba e stando fuori fino al tramonto.
E quando lo vedo sono sempre stupita ed agitata, perché non so dopo quanti secondi sparirà nel nulla. Mi succede di trovarmelo davanti così, all’improvviso, senza realmente capire cosa stia accadendo. Ed ogni volta non so se tentare di filmarlo col mio telefono o restare lì, guardandolo semplicemente negli occhi. Gustandomi il momento.”

Paola fa una pausa. Di fronte a lei il “suo ufficio”, una vallata tra le Alpi Apuane che ribolle di foschia. Il suo sguardo scivola lento sul bosco scuro sotto di lei, risalendo poi il crinale fino alla vetta calva e bianca straziata da una cava di marmo.

“Ad un anno mia mamma mi ha tolto il ciuccio. Ha detto che era stato il lupo a portarlo via.“

Distoglie gli occhi dal paesaggio, si volta ed il suo viso abbronzato s’accende in un sorriso.

“Questo probabilmente è stato il trauma infantile mai superato che mi ha spinta a diventare biologa.”

Le Lupe: Wolf Howling, Paola Fazzi


Le Lupe | #Project_LeL

Documentario video e lavoro fotografico di Matteo Fontana, Matteo Franchi e Francesco Rossi

Progetto e Produzione

Project_LeL è uno spin-off dal reportage sul conflitto tra uomini e lupi “Con i Lupi alla Porta”, realizzato da Matteo Franchi e Francesco Rossi , e pubblicato sul numero di Febbraio 2018 di National Geographic Italia.

Durante la realizzazione del precedente lavoro ci siamo stupiti di quante donne lavorassero in questo settore, come allevatrici, pastore, ricercatrici ecc. ed abbiamo deciso di dar loro l’oppotunità di raccontare a tutti le loro storie.
Da quest’idea, e dall’incontro con Matteo Fontana , videomaker con esperienza decennale, nasce Project_LeL , che darà vita sia ad un documentario video che ad un lavoro fotografico, con l’obiettivo di sfruttare le specificità di entrambi i media per sviluppare due narrazioni parallele ed integrate che si completino a vicenda.

Project_LeL , a differenza di “Con i Lupi alla Porta”, non è un lavoro sul conflitto tra esseri umani e lupi , ma una raccolta di storie di donne forti che hanno fatto una scelta di vita contro corrente e che sono legate tra loro dalla coesistenza (pacifica o meno) con il lupo. Storie di donne sul confine tra la civiltà e la natura, quella più selvaggia, che sa essere insieme bella e ostile .

Durante la realizzazione del progetto ci sposteremo in varie zone d'Italia, dalla Maremma Toscana al Trentino , passando per Alpi Apuane , Appennino Tosco Emiliano e da tutti i luoghi in cui troveremo donne disposte a raccontarci le loro scelte di vita. Per conoscere a fondo le loro vicende passeremo molto tempo con loro, in modo da coinvolgerle attivamente nella realizzazione del progetto .
Le riprese saranno effettuate con attrezzature professionali cinematografiche , senza compromessi in termini di qualità per realizzare immagini che coinvolgano lo spettatore e lo aiutino a vivere le stesse esperienze che stiamo vivendo noi.

Project LeL: Matteo Fontana, Matteo Franchi e Francesco Rossi



Donne che parlano di donne

Abbiamo deciso di lasciare che fossero le donne a parlare. Seguendo questa logica abbiamo scelto il testo di Clarissa Pinkola Estès, per il voice over del trailer del progetto, ed abbiamo deciso di coinvolgere attivamente le nostre protagoniste,
rendendole di fatto le coautrici di questo lavoro.


Perché la scelta del lupo come filo conduttore del progetto?

“Le storie degli uomini e dei lupi sono intrecciate da sempre, la nostra società si è evoluta con la presenza elusiva ma costante del lupo. Il cane era un lupo ed è uno dei primi animali che abbiamo addomesticato.
Il lupo è un pezzo fondamentale della nostra cultura e, nel bene e nel male, è forse uno degli animali più evocativi con cui l’uomo sia mai entrato in contatto. Il lupo ha avuto un ruolo importante anche nell’evoluzione del pensiero, sfruttato nelle metafore dei filosofi e nei detti popolari, da il nome ai luoghi e popola leggende ed opere d’arte, lo si trova nelle favole e nelle biografie dei santi.”

Marco Lucchesi, Biologo
Da “Con i Lupi alla Porta”
di Matteo Franchi e Francesco Rossi

La metafora del lupo, declinata al femminile nell’immagine della Lupa, oltre all’eleganza e alla grazia, ci parla di forza e di intimo contatto con la natura selvaggia , che è esattamente ciò che caratterizza la scelta che sta alla base delle storie che abbiamo raccolto.
Ma ci parla anche della crudezza della natura, di quanto possa essere difficile vivere a stretto contatto con essa.
Oltre alla dimensione ideale, giocata sulla metafora che scegliamo di usare per intrecciare queste storie, il lupo è effettivamente parte delle vite delle protagoniste, a volte come presenza minacciosa sullo sfondo, altre come oggetto di ricerca.

“Siamo pervase dalla nostalgia per l’antica natura selvaggia. Ci hanno insegnato a vergognarci di un simile desiderio. Ma l’ombra della Lupa ancora si appiatta dentro di noi, nei nostri giorni, nelle nostre notti.
Ovunque e sempre, l’ombra che ci trotterella dietro va indubbiamente a quattro zampe.”

Liberamente tratto da
“Donne che corrono coi lupi”
di Clarissa Pinkola Estès


Le Lupe: Maremma


Ringraziamo: il produttore inglese Jared Sweetman per averci fornito la musica; Alessia Piccinetti per averci prestato la voce; Luisa Vielmi e DifesAttiva per averci ispirato con la sua storia ed averci aiutato nel lavoro svolto fino ad ora; Paola Fazzi perché ci ha insegnato tutto quello che sappiamo sul lupo; Marco Lucchesi, perchè è il biologo più simpatico che conosciamo e perché ci ha offerto un tetto e un'ottima colazione, durante le riprese in Apuane; Marika e tutta la famiglia Francioli (Azienda le Tofane), per l'ottimo pecorino.


Contatti:

Mail: projectlupe@gmail.com
Matteo Franchi: +39 339 23 62 184 Instagram
Matteo Fontana: +39 320 60 61 152 Instagram | Vimeo
Francesco Rossi: +39 347 70 000 325 Instagram | Sito Web

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Scarica il PDF con la presentazione del progetto: Alta qualità (54 MB) | Bassa Qualità (2 MB)

www.project-lel.it

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