Una campagna di Compagnia delle lance
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"Pèrsempren è la nostra versione delle Trachinie di Sofocle. Nasce da un anno di ricerca su che cosa dica a noi oggi – molto più di quanto potessimo immaginare. È uno strano mostro nato dall’unione di quattro corpi, quattro diversi occhi con cui guardare il mondo, quattro personali bagagli d’esperienza".
Il nostro obiettivo è ora di portare il risultato del nostro lavoro a festival e concorsi. Abbiamo molti costi da coprire (video, materiale di scena, affitti per le nostre prove e messe in scena, ...) e vi chiediamo un piccolo contributo per aiutarci a sostenere le spese e il nostro progetto!
Il budget che vorremmo raggiungere è di €700,00.
Pèrsempren nasce dallo studio e dalla riscrittura delle Trachinie di Sofocle, la tragedia di Deianira ed Eracle, rivisitata e attualizzata. Partendo dal testo greco abbiamo riflettuto, analizzato e ironizzato, alternando momenti di tragedia e di commedia. Abbiamo lavorato sulle tematiche che più ci interessavano e attraverso queste abbiamo raccontato una trama ricca di metafore, una storia che dicesse veramente qualcosa alle nostre orecchie del XXI secolo. Man mano ci siamo resi conto che a tenere le fila di tutto il lavoro erano i “mostri”. Nella tragedia c’è una forte distinzione tra i mostri e la razionalità/civiltà, rappresentata da Eracle, l’uccisore di mostri. Tuttavia non c’è il solito lieto fine: i protagonisti muoiono e sembrano trionfare i cattivi. Eracle, insieme a quanto rappresenta, entra in scena su una barella e i mostri sembrano guadagnare la loro rivincita. Allora ci siamo chiesti quali siano veramente i mostri e se ci sia una reale distinzione: forse siamo tutti uomini e potenzialmente mostri. Deianira ad esempio ha sempre attirato i mostri: che cosa c’è in lei che la rende per loro desiderabile? La terrorizzano, come racconta, o forse la attraggono? È una desperate housewife, abbandonata dal marito, che è innamorato di una più giovane di lei. Lui, lei e l’altra, che “l’altra” sia l’altra donna di lui o l’altra parte di lei. È gelosa, gioca l’ultima carta per riconquistarlo ma finisce per ucciderlo. Involontariamente? Inconsciamente? Fino a che punto siamo consapevoli di ciò che facciamo? Siamo colpevoli se non siamo consapevoli? Esiste una colpaoggettiva o è soggettiva? Deianira, dopo aver scoperto le conseguenze delle sue azioni, si suicida. Le donne tragiche si impiccano, perché anelano a sospendersi e volare, perché il collo è femminile, come il collo dell’utero, tra collane e veli, gli stessi con cui si danno la morte. Del resto le donne tessono, ordiscono trame. Perdono sangue regolarmente, quindi per loro non può essere morte, mentre gli uomini lo perdono se sono uomini veri, attraverso la spada. Mentre in questa tragedia Deianira decide di togliersi la vita proprio con la spada, ma nel fianco sbagliato, mentre Eracle viene ucciso da una tunica, urlando come solo una donna avrebbe fatto, d’altra parte raccontano sia stato lo schiavo di una donna. L’eroe, persa ogni dignità, chiede al figlio Illo di porre fine alle sue sofferenze e di sposare Iole, “l’altra” , la causa della morte dei suoi genitori. Iole nella tragedia non parla, ma per noi valeva la pena darle voce e l’abbiamo invece tolta ad Illo, il cui mondo infantile è però entrato nella nostra drammaturgia, perché è con le fiabe che i bambini vengono iniziati al mondo. È un giovane che cresce e diventa consapevole dell’indifferenza degli “dei” davanti a quanto accade, “dei” che si fanno chiamare padri ma poi restano dall’alto a guardare lo spettacolo. “Da bambini il cattivo era il mostro e la notte, se avevi paura, potevi dire di avere paura del mostro e, se tiravi su la coperta fino alle orecchie, il mostro non avrebbe più potuto farti nulla…ma non esistono mostri, soltanto uomini, e ora che siamo cresciuti la coperta è diventata troppo corta”.
L'idea nasce da Carlotta Giannuli e coinvolge nel tempo amici appassionati di teatro che si uniscono al progetto con l'apporto delle proprie conoscenze e capacità.
Uno spettacolo di Carlotta Giannuli e Compagnia delle lance
regia di Carlotta Giannuli
assistenza alla regia Nadia Brigandì
con Emanuele Caporale, Carlotta Giannuli, Lara Tomasi
voce fuori campo Cesare Frignati
consulenza classica Nadia Brigandì
grafica Marica Loparco
produzione Chiara Compagnoni
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