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Per Grazia non Ricevuta - docufilm

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Luca Melis

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Luca Melis

Per Grazia non Ricevuta - docufilm

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1%
  • Raised € 190.00
  • Target € 15,000.00
  • Sponsors 7
  • Expiring in 40 days to go
  • Type Keep it all  
  • Category Documentaries and inquiries

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The project

Quando i due artisti, Joe Perrino e Giovanna Maria Boscani, ci hanno parlato del loro progetto ci siamo subito entusiasmati e abbiamo colto l'importanza di raccontare il loro viaggio attraverso le carceri. Con il progetto si intende sensibilizzare la società civile, attraverso i linguaggi dell’arte, sulle tematiche del mondo carcerario relativamente alle problematiche dei detenuti, con attenzione alla difficoltà che comporta ottenere la territorialità della pena (scontare la pena in carceri quanto più vicine ai luoghi di residenza dei familiari). Abbiamo necessità di 15.000,00 euro per completare il budget per la produzione e promozione del film e abbiamo pensato di offrire delle ricompense importanti, vere opere d'arte degli stessi artisti.

Chi siamo

Karel è una casa di produzione cinematografica indipendente fondata nel 1997 a Cagliari. Ciò che ci piace fare è raccontare storie che hanno la necessità di essere divulgate, storie che abbiano una forte connotazione sociale. Ci piace usare dei toni mai retorici, banali o scontati, senza trascurare la forma prettamente cinematografica che diamo ai nostri lavori.

L'idea

Evasione è un termine che si utilizza per indicare una temporanea fuga da una condizione di vita opprimente, sia di fatto che attraverso l’immaginazione. La voglia di evadere si manifesta anche in occasione di un viaggio. E il viaggio, sia esso reale o immaginario è espressione di uno stato della mente, una ricerca di assoluta libertà. Il viaggio di Giovanna Maria Boscani e Joe Perrino, attraversa i luoghi dove l’evasione è concessa solo se immaginaria: i luoghi di detenzione.

Il film

“Per grazia non Ricevuta” è il racconto del viaggio picaresco, a tratti surreale, ma sempre inesorabilmente lento, di due artisti, Giovanna Maria Boscani e Joe Perrino che, insieme, attraverseranno la Sardegna a bordo di un’Ape-Car. Partendo dall’istituto carcerario più a sud della Sardegna, il carcere di Uta, il viaggio di Giovanna e Joe toccherà le strutture carcerarie dell'isola dove i detenuti consegneranno agli artisti la loro richiesta di “grazia” sotto forma di ex-voto: disegni, scritti, oggetti, concorreranno a decorare l’Ape-Car. I detenuti saranno così parte attiva di un processo creativo che li vedrà protagonisti delle loro istanze e delle loro visioni. L’Ape-car assurgerà al ruolo di “stipe” e verrà trasformata da Giovanna Maria Boscani in una installazione artistica itinerante.

Il film è parte di un progetto artistico più ampio che mette in campo diverse specificità (teatrali, visive, musicali) e gravita intorno all’installazione artistica di Giovanna Maria Boscani.
Con il progetto si intende sensibilizzare la società civile, attraverso i linguaggi dell’arte, sulle tematiche del mondo carcerario relativamente alle problematiche dei detenuti isolani, con attenzione alla difficoltà che comporta ottenere la territorialità della pena (scontare la pena in carceri quanto più vicine ai luoghi di residenza dei familiari).
I momenti di socialità ed apertura all’interno del sistema carcerario sono finalizzati a costruire un flusso di informazioni interno/esterno che coinvolge sia l’istituzione carceraria che i detenuti e le loro famiglie con la libera espressione dell’arte.

Gli obiettivi del racconto

Il film non vuole essere una indagine socio-antropologica, ma “solo” cassa di risonanza per storie, desideri, ambizioni, sogni, che altrimenti rimarrebbero rinchiusi fra le mura degli istituti di pena. Inevitabilmente i contenuti sociali e antropologici saranno presenti ma non nella forma di una indagine scientifica.
Le storie dei carcerati, le loro speranze, saranno visti con gli occhi dei due artisti e filtrate attraverso la loro sensibilità.
Colpire "l'alto e il basso, la testa e la pancia, la bocca e il culo" senza regole, come in una rissa di strada; è questa la sfida di un progetto che vuole raccontare il sogno di libertà di coloro che non possono goderne attraverso lo sguardo lirico e poetico dei due personaggi, Giovanna Maria Boscani e Joe Perrino.

I protagonisti

Nicola Macciò, in arte Joe Perrino
Cantante, musicista, produttore e attore, si muove da oltre 30 anni sulla scena musicale nazionale e internazionale attraversando generi e stili, pur restando legato alla Sardegna dove è uno dei protagonisti del panorama musicale e culturale. Una grande voce e una notevole presenza scenica, ha mostrato a più di una generazione di rockers (non solo) sardi come si sta sul palco.
Il suo esordio, era l’’82, con una band storica del punk-hardcore sardo, poi Joe Perrino and the Mellotowns. Il gruppo conquistò un importante contratto discografico, un tour con i Litfiba e una fama come nessun’altra rock band sarda prima. Poi Nicola partì per l'Inghilterra per affinare il mestiere dove è stato inventato. Con gli Horse London prima e gli A.D Show poi ( definiti da “ Melody
Maker “ e “ Kerrang “ il miglior gruppo di Londra) ha persuaso tanti londinesi che il frontman di una band inglese non dovesse essere necessariamente britannico. Tornato a Cagliari creò l’Elefante Bianco. Altre tournée, altri 2 dischi. E poi Rael, Operaio Romantico, Rolling Gangsters, “Canzoni di Malavita”. Una carriera segnata da una quantità di progetti e collaborazioni difficile da elencare, dal rock’n’roll più selvaggio alla sperimentazione pura. Tante le incursioni sui palchi dei teatri e i set cinematografici, per arrivare ad oggi con l’hard rock dei Grog e una rinnovata voglia di sperimentare che si esprime con il progetto “Canzoni d'amore a mano armata”, con un disco in uscita.
Le sue canzoni di malavita si rifanno a canti popolari di mala e si inseriscono nella tradizione della musica italiana anche contemporanea.

Giovanna Maria Boscani

Nata a Sassari , laureata all’ Accademia di Belle Arti, è artista e artigiana. La sua ricerca visiva richiama alla memoria tutto ciò che di più magnetico si riscopre nella cultura della Dia de los Muertos messicana e nella dimensione del sacro. Nei suoi lavori reinterpreta valori iconografici e culturali mescolando in una trama creativa diversi stili e ricreando un esuberante immaginario di
simbologie dal cromatismo acceso. Nelle sue opere: la calavera, il corazon, la santa muerte, così come icone sacre e figure del panorama musicale, politico e cinematografico internazionale prendono vita in un’unica inquadratura.
Artista dotata di particolare sensibilità e di un estro poetico tutto personale, Giovanna Maria Boscani trasforma i suoi lavori in santuari e crea originali gioielli di artigianato, liberando echi della propria storia personale” (Fioriture 2014).

Stato d'avanzamento del progetto

Le riprese del documentario sono terminate a febbraio del 2019 ed è iniziato il montaggio. Contiamo di terminare la produzione entro due mesi ed è per questo che è di grande importanza il sostegno che potrete dare al film, per consentirci di realizzare tutti i supporti per la distribuzione e per la promozione. Abbiamo bisogno del vostro contributo per la realizzazione dei supporti fisici (DCP) per la proiezione nei cinema, per la grafica dei materiali promozionali, per la stampa dei DVD e dei cofanetti, per la promozione e l'organizzazione degli eventi di presentazione nei quali sarà sempre presente l'instalazione artistica (l'Ape-Car).

Budget

costo di produzione  € 70.000,00
costo di promozione € 10.000,00

Piano Finanziario
Contributo bando Regione Autonome della Sardegna Legge Cinema 2017 € 40.000,00
mezzi propri € 25.000,00
Crowdfunding € 15.000,00

Per le riprese del documentario è stata necessaria una troupe di 14 persone per una durata di 10 giorni lavorativi, mezzi per il trasporto della troupe, del cast e dell'Ape car. Dato che il "viaggio" ha interessato tutta la Sardegna sono stati necessari inoltre pasti e pernottamenti fuori sede. La gestione della produzione ha così comportato una spesa per le sole giornate di ripresa di circa 35.000,00 euro. Una ulteriore quota del budget è destinata all'acquisizione dei diritti sulle musiche, al noleggio e ammortamento delle attrezzature utilizzate, ai costi di post-produzione. Una uteriore quota è coperta dall'apporto della nostra società e dal lavoro dei soci Luca e Davide Melis i quali ricoprono anche i ruoli rispettivamente di direttore della fotografia (Luca), autore, regista e montatore (Davide). Con il crowdfunding contiamo di coprire il gap ma per questo è auspicabile avere le risorse finanziarie per realizzare tutti gli strumenti necessari. In questo senso il vostro contributo sarà preziosissimo e allo stesso tempo possiamo offrire la garanzia che il progetto venga concluso e possa essere visto dal pubblico.

Premi

Nella foto un modellino di Ape Car decorata da Giovanna Maria Boscani

Il viaggio

Giovanna Maria e Joe si sono fermati davanti allo stagno di Marceddì ad Oristano per raccogliere da un insegnante gli ex-voto dei detenuti del carcere di Massama

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