Una campagna di Vita Activa Nuova
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Trieste conosce bene il problema delle parole: dove posarle, in quale lingua pronunciarle, a chi appartengano. Nel corso del Novecento ha cambiato cinque volte la nazionalità dei suoi abitanti senza che questi si spostassero di un passo — l'italiano, lo sloveno, il tedesco, il serbo, il greco, il dialetto istriano stratificati nello stesso paesaggio, nello stesso corpo delle persone. In una città come questa, tradurre non è mai stata un'operazione tecnica. È sempre stato un atto di riconoscimento: dell'altro, della distanza, e di quanto quella distanza possa diventare — se attraversata con cura — uno spazio di incontro anziché di esclusione.
La Fiera dell'Editoria transfrontaliera e del Mediterraneo — Parole tra i luoghi è nata da questa consapevolezza. Promossa da Vita Activa Nuova APS, è una manifestazione culturale indipendente che da tre anni raccoglie a Trieste editori, traduttori, scrittrici, docenti universitari, lettori e cittadini per tre giornate dedicate alla letteratura che attraversa i confini geografici, linguistici e disciplinari — non come metafora, ma come pratica concreta, come mestiere, come scelta etica.
Multiculturalismo e Traduzione è il tema scelto per l'edizione 2026. Un tema che arriva carico del peso del presente. La storia della traduzione è, in larga parte, una storia di donne: dall'Ottocento in poi, il lavoro di traduzione — commerciale, letterario, narrativo, poetico, saggistico — è stato portato avanti in misura determinante da donne cresciute in famiglie plurilingui, capaci di abitare più lingue con una naturalezza che il contesto culturale dell'epoca preferiva non riconoscere come competenza. Un contributo che la memoria ufficiale ha sistematicamente omesso, e che la Fiera intende rivisitare e far emergere dall'oblio. Inoltre, nel momento storico in cui l'intelligenza artificiale ridisegna i confini di ogni professione, la traduzione è uno dei territori più esposti e più fraintesi. Le macchine traducono, è vero — velocemente, a basso costo, senza fatica. Ma non portano con sé la memoria di una lingua, il peso di una parola che in un'altra lingua non esiste, la scelta — sempre politica — di quale equivalente preferire, di cosa si perde e perché vale la pena perderlo. La traduzione è un'arte della relazione; e la relazione non si può delegare.
Per questo la Fiera 2026 costruirà un programma che affronta queste domande senza eluderle: tavole rotonde sul mestiere del tradurre nei diversi ambiti — letterario, poetico, diplomatico, economico — e un forum specifico sulle implicazioni etiche, giuridiche e creative dell'AI nella traduzione, con esperti di linguistica dell'Università di Trieste, partner accademici come la Freie Universität Berlin e l'Università di Ljubljana, e le reti internazionali del TriesteBookFest. Ci sarà spazio per le lingue cosiddette piccole — il friulano, il greco e per le lingue ‘lontane’ come il giapponese — con un evento dedicato alla traduzione del quadrilingue Stagjons, haiku par furlan di Christian Romanini, in un confronto tra sistemi linguistici che non potrebbero sembrare più lontani, e invece si toccano. Verrà anche presentato il nuovo programma UNESCO sul multilinguismo e la lingua madre elaborato al Congresso mondiale di Ottawa.
E ci sarà, come novità assoluta, una lezione-concerto con il Gruppo napoletano ARDESIA: giovani artiste, musiciste e filosofe che lavorano all'incrocio tra suono, pensiero e genealogie femminili, che intrecciano musica e filosofia per dare voce a ciò che spesso non è stato detto — o è stato detto in lingue che la storia ha preferito non tradurre. Perché le lingue non vivono solo nei libri, e il corpo è il primo traduttore.
Le prime due edizioni della Fiera, finanziate dalla Regione Friuli Venezia Giulia nell'ambito della divulgazione umanistica, hanno avuto un'accoglienza che ha superato ogni aspettativa: ampia copertura su media locali e transfrontalieri, reti di collaborazione concrete tra editori di diversi paesi, produzioni editoriali inedite come risultato tangibile di un dialogo avviato in fiera e continuato nel tempo. La terza edizione è stata dichiarata idonea dalla Regione ma esclusa dal finanziamento per esaurimento del budget disponibile. Il progetto non ha avuto torto: semplicemente, le risorse pubbliche sono finite prima.
Vita Activa Nuova APS ha scelto di non interrompere una continuità che ha già dimostrato il suo valore. L'organizzazione è interamente volontaria: nessun membro di VAN percepisce un compenso per il lavoro che porta avanti questo progetto. Quello che ci muove è la convinzione — non ingenua, ma verificata nell'esperienza — che dalla collaborazione attiva e altruistica possano crescere progetti e reti solidali capaci di durare. Ma i costi vivi esistono, e senza risorse non si fa una fiera.
È qui che entriamo in gioco insieme.
I fondi raccolti copriranno i costi reali e necessari della manifestazione:
— Allestimento e logistica degli spazi per tre giorni di eventi nella Sala Xenia della Comunità Greco Orientale di Trieste; — Rimborsi spese e contributi per relatori, traduttori e artisti ospiti provenienti da fuori regione; — Produzione del programma, del catalogo e dei materiali di comunicazione; — Costi tecnici per lo streaming con la Freie Universität Berlin e per gli eventi speciali; — Una quota di € 500,00 è destinata specificamente ad ARDESIA, il gruppo napoletano di giovani artiste musiciste e filosofe che realizzeranno la lezione-concerto finale: un atto poetico e sonoro che chiuderà la Fiera intrecciando musica, pensiero e femminismo, e che merita di essere sostenuto come progetto autonomo, non come accessorio di un programma; — Garanzia che tutti gli eventi restino gratuiti e accessibili a chiunque voglia partecipare.
Perché la cultura indipendente ha bisogno di chi la abiti, non solo di chi la consumi. Perché i libri che attraversano le lingue ci portano qualcosa sull'umano che nessun algoritmo ci tradurrà mai. Perché Trieste è ancora un luogo dove queste cose si possono dire ad alta voce — in più lingue, davanti a pubblici diversi, senza che nessuno debba giustificare il fatto di essere in mezzo.
La tua donazione non finanzia un evento. Sostiene un modo di stare nel mondo.
€ 30 — Un carnet di 5 segnalibri personalizzati, illustrati dalle nostre illustratrici.
€ 50 — Un volume a scelta dal catalogo di Vita Activa Nuova, più il carnet di segnalibri.
€ 100 e oltre — Tre volumi a scelta dal catalogo di Vita Activa Nuova, il carnet di segnalibri, e l'inserimento nella Galleria dei Sostenitori sul sito dedicato alla Fiera: un riconoscimento pubblico e duraturo di chi ha scelto di esserci.
Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Parità di genere: raggiungere la parità di genere attraverso l'emancipazione delle donne e delle ragazze.

Ridurre le diseguaglianze: ridurre le disuguaglianze all'interno e tra i paesi;

Pace e giustizia: promuovere lo sviluppo sostenibile.
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