Una campagna di Sopravvissuta al femminicidio
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Ciao a tutti, sono Mary.
Oggi ho 40 anni e sono la mamma di un ragazzo di 17. Nel 2022 la mia vita è stata stravolta da un inferno: il mio ex compagno ha tentato di uccidermi chiudendomi in una stanza e appiccando il fuoco. Per salvarmi la vita, mentre lo scongiuravo di fermarsi, ho dovuto compiere un salto di 4 metri. Sono viva per miracolo, ma quel giorno tutto è andato distrutto. Io e mio figlio abbiamo perso ogni cosa, persino i vestiti, e siamo ripartiti da zero in una casa popolare data in emergenza.
Mio figlio, grazie a Dio, essendo giovane si è ripreso bene. Io, invece, porto nel corpo e nell'anima i segni profondi di quella violenza. Ho una grande placca nella schiena per la fratture di tre vertebre che mi rende rigida nei movimenti. Da quel trauma mi è sbocciata una fibromialgia con dolori cronici e un disturbo post-traumatico da stress. In tutti questi anni ho dovuto affrontare continui e faticosi spostamenti per fare visite mediche specialistiche tra Vercelli, Novara e Biella. A livello medico mi è stato riconosciuto solo il 46% di invalidità: una percentuale che purtroppo non mi dà diritto a nessuna pensione.
Nonostante la sofferenza e la mancanza di aiuti istituzionali, ho sempre continuato a lottare e a lavorare per mandare avanti la mia famiglia. Purtroppo, negli ultimi mesi, una grave riacutizzazione di idrosadenite suppurativa mi ha costretto a iniziare una terapia biologica avanzata. Essendo io farmacoresistente, questa cura ha avuto un effetto collaterale devastante: ha amplificato i dolori della mia fibromialgia del 1000%. Oggi ho dolori fortissimi ovunque, soprattutto alle gambe, e da qualche mese non riesco più a lavorare. Sto affrontando la domanda di aggravamento dell'invalidità, ma nel tempo la situazione è diventata pesante.
Abito in un piccolo paesino e muovermi senza un mezzo proprio è diventato impossibile: camminare fino alla fermata del pullman, salire i gradini e affrontare i viaggi è per me uno sforzo fisico consistente. La mia automobile è attualmente ferma: ho del lavoro dal meccanico per il motore ed è necessaria la messa in strada per potermi spostare in autonomia per fare le mie visite, ma soprattutto per poter sentirmi una persona normale.
Affido la mia storia a questa bacheca, cercando il supporto di più persone possibili tra i donatori interni del sito per mantenere la nostra casa, rimettermi in carreggiata e ritrovare la mia piccola autonomia. Ho deciso di procedere a piccoli passi partendo da ciò che mi ridarà la libertà di muovermi e curarmi.
Rimettere in strada la macchina significa per me poter andare alle visite mediche, fare le terapie e non restare isolata. La raccolta continuerà per affrontare le restanti necessità: i fondi necessari per le visite specialistiche, la gestione del dolore, il mantenimento della casa, per potere pagare delle cose accumulate in questo tempo di malattia e per tornare a sentirmi una persona normale.
Ringrazio immensamente di cuore chiunque leggerà queste righe e deciderà di sostenere il mio cammino verso la rinascita e l'autonomia.
Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Sconfiggere la povertà: porre fine alla povertà in tutte le sue forme, ovunque.

Buona salute: garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età.
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