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Nonsololibri/TEATRO DELL'ANIMA

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Nonsololibri/TEATRO DELL'ANIMA

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  • Category Theatre & dance

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The project

I missionari Saveriani attraverso la loro rivista MISSIONE OGGI, ogni anno, organizzano nella loro casa di Brescia - il complesso monumentale San Cristo, risalente al 1400, composto da tre chiostri e da una chiesa chiamata la Capella Sistina di Brescia- eventi culturali, la cui natura è prettamente spirituale con una serie di presentazione di libri e una serie di spettacoli. Questi ultimi sono organizzati durante il periodo estivo e autunnale, e sono programmati sotto il titolo: TEATRO DELL'ANIMA . Le letture sceniche e gli spettacoli sono focalizzati su grandi figure missionarie: Matteo Ricci, di Bartolomé de las Casas presentati nel 2016, insieme a figure di spiritualità e di pensiero come don Lorenzo Milani e Davide Maria Turoldo, Paolo VI,  Madeleine Delbrel, Teresa di Lisieux, Michel De Certau, P:P:Pasolini, Martin Lutero, presentati nel 2017 e nel 2018

Quest'anno, nel mese di giugno TEATRO DELL'ANIMA presenta:


Mercoledì 12 giugno, ore 21,30:

L'amore di Maddalena di Anonimo francese del XVII sec .

Mercoledì 12 giugno:   L'amore di Maddalena di Anonimo francese del XVII sec.   Nel 1911, il poeta tedesco Rainer Maria Rilke stava camminando distrattamente lungo Rue du Bac, a Parigi, quando entrato in un'antica libreria iniziò a curiosare in un vecchio manoscritto che conteneva un sermone francese anonimo del XVII secolo. Il testo, L'amour de Madeleine era stato scoperto dall'abate Joseph Bonnet nella Biblioteca Imperiale di San Pietroburgo. Rilke acquistò il testo affascinato dalla bellezza letteraria che era caduta sotto i suoi occhi per puro caso, e che aveva toccato la sua intelligenza e mosso il suo cuore e lo tradusse in tedesco nella sua austera stanza di Rue de Varenne. Le sue parole a riguardo sono precise:"Un sermone straordinario, luminoso, di vera rilevanza spirituale". Nel 1911, il poeta tedesco Rainer Maria Rilke stava camminando distrattamente lungo Rue du Bac, a Parigi, quando entrato in un'antica libreria iniziò a curiosare in un vecchio manoscritto che conteneva un sermone francese anonimo del XVII secolo. Il testo, L'amour de Madeleine era stato scoperto dall'abate Joseph Bonnet nella Biblioteca Imperiale di San Pietroburgo. Rilke acquistò il testo affascinato dalla bellezza letteraria che era caduta sotto i suoi occhi per puro caso, e che aveva toccato la sua intelligenza e mosso il suo cuore e lo tradusse in tedesco nella sua austera stanza di Rue de Varenne. Le sue parole a riguardo sono precise:"Un serome straordinario, luminoso, di vera rilevanza spirituale".


Mercoledì 19 giugno ore 17,30:

La città si-cura. Uscira dal labirinto delle paure.

Il dossier verrà presentato alla città nella Sala Romanino. Separazioni, muri e confini: la sicurezza oggi viene contrabbandata con questa ricetta, eludendo sia la complessità dei fenomeni, sia la fatica del cambiamento, necessario e inevitabile, di per sé faticoso e fonte di incertezza.


Mercoledì 10 luglio ore 21,30

Chi ha ucciso mio padre.

Il figlio torna a casa, cerca di ravvicinarsi al padre, comprende quanto la sua rabbia sia annidata in un'ignoranza indotta dalla realtà in cui il padre è cresciuto, dalle politiche sociali francesi, e condanna con parole roventi chi ha negato a quest'uomo la possibilità di diventare altro. Un atto d'amore e di denuncia magistralmente interpretato da Matteo Baronchelli



Mercoledì 17 luglio 0re 21,30

Il figlio senza padre.

Un capitolo e mezzo dell'Ulisse di James Joyce

La signora del latte sale alla Torre Martello per venderne due pinte a Stephen Dedalus, il Telemaco dell’Ulisse di Joyce.  Tra queste due figura l’autore traccia un parallelismo di difficile interpretazione. Entrambi sono figli, entrambi scrutano il mare. Il primo, Telemaco, attende il ritorno del padre. Stephen Dedalus, invece, non ha alcun padre da aspettare. Il suo sguardo incontra solamente il postale mentre esce dall’imboccatura del porto di Kingstown. Al contrario di Telemaco, Stephen Dedalus è un figlio che non vuole padri


Mercoledì 24 luglio, ore 18,00

“Danser avec la mort”

Presentazione del libro a cura di Angelo Valsecchi e Lidia Muffolini.

La Danza Macabra di Iseo, affrescata agli inizi del Cinquecento, alla base dell’abside della chiesa di San Silvestro – sede della Confraternita dei Disciplini della Santa Croce – è una preziosissima testimonianza di questa iconografia e dei rapporti esistenti tra letteratura e arti figurative, in quanto ripresa dalle raffigurazioni adornanti un libro d’ore francese del XV secolo.


mercoledì 11 settembre ore 17,30, Libreria paoline

Perché non se ne stanno a casa loro

Presentazione del libro di Rosario Scarsella. Qualche mese fa, Alex Zanotelli

chiedeva, a toni forti, ai giornalisti di far conoscere i tanti volti dell'Africa, terra di numerose culture e lingue da cui provengono molti di coloro che vengono percepiti come i disturbatori alle nostre frontiere. Il ritornello sempre più frequente è: «Perché non se ne stanno a casa loro?». Ma cosa significa «casa loro?». E poi siamo

davvero così sicuri che l'Africa si stia riversando in Europa?

E in che condizioni vive chi resta?


sabato 12 ottobre ore 20,30

L'ultimo invasore disarmato nel Giappone del '700.

L'abate Giovanni Battista Sidotti è un missionario clandestino, la cui missione è quella di inseguire il desiderio di parlare con l’imperatore giapponese per convincerlo che i missionari non sono l’avanguardia delle potenze occidentali che intendono conquistare il Giappone. Che il Cristianesimo ha una sola legge, quella di amare il prossimo. Per realizzare il suo proposito egli infrange la legge giapponese che vieta l’accesso degli stranieri sul suo territorio. Per Sidotti, quella legge è come il rapinatore che ti aspetta per strada, ti punta il pugnale alla gola e ti impone la sua regola: - O la borsa o la vita -. Sidotti non può rinunziare alla borsa e cioè al proprio desiderio. Che ne sarebbe della tua vita senza la borsa, senza lo scopo che da un senso alla tua vita?


mercoledi 20 novembre, ore 17,30 Libreria Paoline

Giuditta

Presentazione del libro di Flavia della Vecchia. Dinanzi alla prova, per Giuditta, va riconfermata la fiducia nell'intervento divino, ma non in chiave fatalistica. Invece di rimanere inerte, lei si pone, infatti, in prima linea nella mischia. Non invoca un intervento soprannaturale e confida invece nell'assistenza divina, sfruttando le doti di cui Dio l'ha fornita: bellezza e saggezza. Gli uomini – maschi – vedono nella sua bellezza una preda per le loro bramosie. Giuditta se ne serve invece per sottometterli alla sua strategia vittoriosa. In effetti, nessuno esce indenne dall'incontro con lei, né i capi del popolo, né i soldati assiri che, pensando di usarla come bottino per il generale, le consentono di accedere direttamente all'obiettivo che si è prefissata, né Oloferne che sfodera tutte le arti della seduzione, ma rimane vittima delle sue stesse macchinazioni.


mercoledì 27 novembre ore 17,30 Libreria Paoline

Una voce dal silenzio. Esperienze di conversione nell'Asia di oggi, di    Tiziano Tosolini

L’idea di un Dio vittorioso, onnipotente, ma isolato dalle vicende umane, viene ad essere sostituita dall’immagine di un Cristo kenotico , dal volto materno, che si pone accanto alle persone e ne condivide la sofferenza — sia essa quella dei credenti perseguitati, o quella dei missionari costretti a scegliere se abiurare o meno per salvare altre persone poste sotto tortura.


Martedì 3 dicembre 2019 - Sabato 29 febbraio 2020

Il grido della Terra. Amazzonia

Esposizione fotografica per conoscere l'enciclica Laudato si’ di Papa Francesco
in 12 pannelli a colori di facile allestimento.
« Un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull'ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri»



EVENTO 2019

Perché Pasolini avverte la necessità di progettare un film sul personaggio più complesso ed ambiguo della cristianità a quattro anni di distanza dal “Vangelo secondo Matteo”? Perché il Cristo del Vangelo di Matteo, risponde Pasolini,  è venuto per andarsene, e quando è ritornato, è tornato per dirci che se ne sarebbe nuovamente andato, lasciando ai suoi seguaci il compito di domandarsi: che ne facciamo di lui e delle sue parole?


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