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Màt Sicuri - L'ultimo Diogene

Una campagna di
Francesco Dradi, Fabrizio Marcheselli, Antonio Cavaciuti

Contatti

Una campagna di
Francesco Dradi, Fabrizio Marcheselli, Antonio Cavaciuti

Màt Sicuri - L'ultimo Diogene

Campagna terminata
  • Raccolti € 430,00
  • Sostenitori 13
  • Scadenza Terminato
  • Modalità Raccogli tutto  
  • Categoria Film & cortometraggi

Una campagna di 
Francesco Dradi, Fabrizio Marcheselli, Antonio Cavaciuti

Contatti

Il Progetto

Aggiornamento. Al 12/11 la raccolta tramite crowdfunding ha raggiunto quota 2.000 € (con varie modalità: bonifici, contanti e paypal , quest'ultimo tramite PdB). Inoltre tre aziende del territorio hanno deciso di sostenere il progetto per cui abbiamo la certezza di realizzare il docufilm. La raccolta fondi continua, per permetterci di fare un prodotto migliore.

Tutte le info aggiornate su www.matsicuri.it

Matto o filosofo? Enzo Sicuri, parmigiano doc, era un senzatetto per scelta, nella sua città. Tutti, o quasi, lo chiamavano “Màt”, che in dialetto significa, appunto, matto. Ma Sicuri era una persona piena di interessi: adorava i libri e la musica lirica. Non aveva una casa, ma passava le sue giornate nel salotto della città, tra il Teatro Regio e piazza Duomo. Fautore, per così dire, di una raccolta differenziata ante litteram (riciclava cartoni che usava a mo’ di coperte), viveva con e per la natura, aveva come guida la libertà e di fatto rifiutava tutte le imposizioni del consumismo.

Il suo motto era “Nella vita si può fare a meno di tutto, tranne che dell’aria per respirare” e a quel motto è rimasto fedele fino al suo ultimo giorno. Una coerenza che la sua città ha voluto premiare tanto che a livello nazionale è l’unico clochard a cui sia stato dedicato un monumento, con nome e cognome, che si trova nel centro storico di Parma, in piazzale della Macina.

Nel trentennale della morte, Sicuri (1907-1988) rivive ora in questo progetto di docufilm che prende le mosse dall’audio inedito ed esclusivo dell’unica vera intervista concessa nella sua vita e vuole essere una riflessione sulla società attuale.

Gli autori sono i giornalisti: Francesco Dradi, Fabrizio Marcheselli, Antonio Cavaciuti.

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