Una campagna di Malerba srls
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Siamo Anna e Morena, e Malerba è la risposta a un'urgenza che abbiamo vissuto sulla nostra pelle.

Anna è pugliese. Viveva a Torino e ha scelto la Sicilia per costruire qualcosa. Morena è siciliana. Dopo anni all'estero, è tornata. Due percorsi opposti, uno stesso desiderio: un luogo dove certi corpi, certe voci, certi libri possano esistere senza dover chiedere scusa.
Questo luogo che abbiamo immaginato ora ha un nome. Si chiama Malerba.
La malerba cresce ovunque. Anche dove nessunə la vorrebbe, perché dà fastidio. È forte e resistente: tu la strappi via, lei rinasce. Per questo abbiamo scelto di chiamarci Malerba: saremo una presenza non convenzionale.
Una libreria caffetteria indipendente, transfemminista, queer e decoloniale nel centro storico di Catania.

Non un locale neutrale. Uno spazio che prende posizione: nei libri che sceglie, nelle voci che ospita, in chi si sente al sicuro ad entrarci. Un posto dove leggere, studiare, lavorare, stare. Un luogo che non ti chiede di spiegarti per esistere.
Scegliere il centro storico non è una concessione alla visibilità. È una scelta politica: portare questo spazio dove la città si racconta, dove passano i turisti e le turiste, gli studenti e le studentesse, chi abita il quartiere da sempre e chi ci arriva per la prima volta.
E poi c'è lo spazio esterno.
La via che ci accoglierà ci permetterà di viverla con tavolini e sedie. Crediamo che una città si abiti con i corpi, con i dialoghi, i pensieri e lo scambio. È il motivo per cui qualcuno che non ci cercava si ferma, legge il nome, entra.

Una libreria indipendente con una selezione curata: narrativa, saggistica, fumetti, libri per bambinə con uno sguardo transfemminista, queer, decoloniale, intersezionale. Voci che le librerie mainstream faticano a mettere in evidenza, perché non è redditizio farlo.
Un caffè dove fermarsi, lavorare, stare. Non solo consumare: abitare lo spazio.
Un programma culturale costruito insieme alla comunità: presentazioni, letture, laboratori, incontri. Uno spazio che ospita, non solo vende.
Un presidio concreto: ci siamo formate con la rete antiviolenza per offrire un primo supporto reale a chi ne ha bisogno. La cura non è un'estetica. È una pratica quotidiana, in un luogo preciso, ogni giorno.

Lavoriamo a questo progetto da mesi.
Siamo partite da quella che era solo un'idea, un'intuizione, e l'abbiamo resa un progetto reale. Abbiamo attraversato imprevisti, investito risparmi, studiato. Abbiamo ottenuto la concessione del bando Resto al Sud 2.0: il fondo europeo a sostegno dell'imprenditoria nel Mezzogiorno. Ci troviamo a buon punto, ci manca un ultimo pezzo ed è quello che vi chiediamo ora.
Ogni euro ha una destinazione precisa. Ve la diciamo perché crediamo che chi mette qualcosa di suo abbia il diritto di sapere dove va.
€ 3.000: Lo spazio esterno
In pieno centro a Catania, avere uno spazio esterno significa riprendersi un pezzo di città. Questi fondi servono per la concessione del suolo pubblico e per allestire un esterno che sia un invito a fermarsi, a leggere, a esistere. È il nostro modo di dire che la cultura deve stare in mezzo alla gente, sul marciapiede, sotto il sole di Catania.
€ 10.000: I primi mesi
Uno spazio nuovo impiega del tempo prima che i conti reggano da soli. Affitto, forniture, utenze: questi costi arrivano dal primo giorno, i ricavi no.
Questo margine ci dà la possibilità di costruire Malerba con un certo tipo di certezze. Di scegliere i libri giusti invece dei più venduti. Di aprire con un programma culturale invece di rimandarlo a quando ci saremo stabilizzate.
€ 2.000: Costi di piattaforma e imprevisti
Produzioni dal Basso trattiene una percentuale sulla raccolta. Il resto va agli imprevisti, perché ogni progetto reale ne ha almeno uno.
Malerba non nasce per essere un compromesso.
Se deve esistere, deve nascere con le persone che lo abiteranno. Ogni contributo è un atto concreto. Un modo per dire: questo luogo serve anche a me, e io ci metto qualcosa di mio.
Chi contribuisce non finanzia un'idea: entra a fare parte di Malerba prima ancora che le porte si aprano. Quella presenza ha un peso reale, e noi non la dimentichiamo.
Le fasi del progetto sono le seguenti:
Se credi che aprire luoghi sicuri sia un atto politico. Se pensi che Catania abbia bisogno di un luogo culturale, senza dover dare conto di chi sei.
Allora questo è il momento di esserci.
Scegli la ricompensa che senti tua. Se vuoi, condividi: ogni persona che arriva su questa pagina attraverso di te è qualcuno che non avremmo raggiunto da sole.
Le ricompense le trovi qui sotto. Il link lo hai già davanti.
Grazie.
- Anna e Morena
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