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  • Categoria Eventi & festival

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Il Progetto

LA NOSTRA VISIONE

Il termine Festival racchiude in sé alcuni significati: l’idea della festa e dell’evento speciale. Organizzare un festival non è una iniziativa originale – ma neanche semplice – e a Monterotondo, città metropolitana di Roma Capitale, ancora non c’era un festival letterario.

#Librinfestival è sicuramente originale nella durata – circa otto mesi – e nella formula che premia i mestieri del libro. Cinque le categorie in concorso:

miglior autore, miglior libro, miglior editore, miglior redazione titolo, miglior cover grafica .

Prevista una menzione speciale della giuria che, per questa terza edizione, è stata assegnata alla memoria dell'editore

Tullio Capocci delle Edizioni Ponte Sisto .

La giuria popolare assegna i premi l'ultima settimana di settembre e vengono consegnati nei primi giorni di ottobre nel corso della Cerimonia di premiazione.

La Casa della Pace Angelo Frammartino di Monterotondo ha ospitato la cerimonia di premiazione della terza edizione di #Librinfestival.

L’idea di un festival letterario ha molto a che fare con l’idea di mettersi in gioco, di sperimentare le proprie potenzialità creative. È evidente che la passione per i libri e la lettura sono alla base della scelta di fare un festival letterario, ciò non toglie all’idea del festival, una sua insita filosofia.

Questo “senso”, questa visione è molto presente anche nella scelta dei testi da proporre e negli editori da intercettare. E parlando di visione intendiamo la possibilità di guardare oltre, focalizzare gli obiettivi e aprire una finestra che si affacci sul futuro. Anche la scelta di indirizzarci verso una piccola e media editoria ha un senso preciso, anche politico in senso lato, fuori da dinamiche puramente commerciali.

Nel Logo, che rappresenta l’idea del festival, è contenuta questa visione. #Librinfestival è partito da lì, da un albero. L’immagine che identifica #Librinfestival è un albero i cui frutti simbolici sono i libri, là dove l’albero rappresenta l’idea della vita nella sua ciclicità, nella sua stagionalità: così #Librinfestival ha durata annuale, rinnova le sua proposte seguendo lo stesso ciclo produttivo delle case editrici che annualmente rinnovano il proprio catalogo.

Ogni anno nuovi rami, nuovi frutti, nuove proposte, nuovi contenuti, nuovi messaggi ma sempre vigili e con i piedi per terra per non trasformare questa visione in una “fata morgana” un miraggio irraggiungibile e vacuo. E l’albero per mantenersi sano e in vita ha bisogno di cure costanti, giornaliere di nutrimento, acqua, luce, potature che nel caso di #Librinfestival si traducono in contatti, letture, scelte, comunicazione, investimenti, rinnovamento, tutte attività che necessitano anche del sostegno di quanti credono in questa visione che va oltre la materialità del libro.

Attrarre i lettori e soprattutto il non lettore a seguire le presentazioni è un altro impegno che ci siamo prefissate. Per sollecitare la curiosità intorno a un autore/autrice spesso sconosciuti ai più, così come i loro editori, è necessario individuare un tema universale. Il tema, che sia intimista o di attualità, deve parlare al lettore, deve incuriosire o deve rispondere al bisogno che il pubblico ha di sapere, di conoscere e riconoscersi. Anche per questo non facciamo differenza di generi, tutti i generi possono parlare alle nostre corde, anche quelle più profonde o trattare un’attualità che ci interessa approfondire.

Una parte importante è anche l’ascolto del pubblico, cercare di intuire queste esigenze e dopo averle intercettate tradurle in storie da raccontare o meglio da far raccontare. Crediamo anche nel potere educativo di un festival come il nostro, un modo per essere parte attiva di un processo, un metodo, una cosa nuova di cui sentirsi responsabili, con il confronto e la partecipazione.


La giuria popolare di #Librinfestival con Rosa Teruzzi vincitrice ex equo insieme a Ruska Jorjoliani nella categoria miglior libro – al centro con le organizzatrici Silvia Di Tosti e Giusi Radicchio.

L’organizzazione delle presentazioni è molto curata e ha una parte fondamentale in questa impostazione di condivisione, i luoghi sono sempre diversi e anche qui il coinvolgimento dei gestori è importante, anche loro, così come altre figure che girano intorno al festival, sono invitati a sposare una causa, così come la giuria è invitata a presentare gli autori, a cimentarsi con la conduzione.

Quindi un festival che non si consuma in pochi giorni, ma crea nei cittadini un’abitudine e un’attesa. E quando questa abitudine si concretizza intorno ai libri a noi sembra un buon risultato, quasi eccezionale. Da non sottovalutare l’aspetto di microeconomia che gira intorno ad un seppur piccolo festival letterario.

Non sappiamo se ancora tutto questo sia stato percepito in questi termini, noi stesse ci stupiamo ogni volta e tentiamo di alzare il tiro della sfida, perché l’evoluzione è importante, permette di allargare il raggio di azione e gradimento, con la scelta di un autore, con la difficoltà di lettura di un testo, con la delicatezza di un tema, o il cambiamento nella formula.

Per concludere possiamo dire che la carta vincente di questo progetto rimane la FESTA , l’atmosfera di leggerezza calviniana che permette a tutti di stare sullo stesso piano, dove la cultura non è lo spartiacque tra chi sa e chi non sa, ma dove tutti sentono di sapere e di acquisire conoscenze.
Crediamo che alla base ci sia questo, far stare bene le persone, e farlo utilizzando il libro come veicolo di benessere. Come fosse una seduta in una Spa. E di solito chi ci va ci torna.

La premiazione è stata l'occasione per il lancio della Quarta Edizione di #Librinfestival, al momento già nel vivo della gara con la terza presentazione che si terrà il 30 novembre 2018 .

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Commenti (2)

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  • GR
    Giusi  Grazie Antonella, la giurata di cui non si può fare a meno :))
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      Antonella  #Librinfestival, il festival di cui c'era bisogno!

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