Una campagna di Elena Vecchi e Giorgia B. Soncin
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Ci sono saperi che il tempo non è riuscito a cancellare. Hanno attraversato generazioni nel silenzio, custoditi da mani sapienti, tra preghiere, segni e antichi rituali.
Con il Docufilm Madri del Segno indagheremo il nostro territorio d’origine per costruire un percorso narrativo e documentario dedicato alle pratiche della tradizione locale: segnature, figure di medichesse e curatrici.
Vogliamo preservare una tradizione orale fragile, restituendole una forma di memoria condivisa e accessibile. Il progetto nasce dal desiderio di ricongiungerci con un retaggio culturale invisibile, legato ai saperi delle nostre “antenate”, parte fondamentale dell’identità dei territori.
Valorizzeremo questo patrimonio nella sua dimensione storica, sociale e antropologica attraverso un lavoro sul campo e la raccolta di testimonianze dirette.
L’opera indagherà la segnatrice come "Reggitrice del Sacro", estensione della rezdora emiliano-romagnola: colei che non solo amministra l'economia della casa, ma gestisce l'ordine invisibile della comunità.
Non si tratta di una narrazione sul soprannaturale, ma di un’analisi sulla resistenza della civiltà contadina, sulla forza del dialetto come lingua madre e sulla persistenza di un bisogno umano primordiale: il contatto e la cura in un'epoca di crescente isolamento tecnologico.

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