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Il Progetto

Ciao!
Siamo Iulia e Paolo e ci piace fare i filmi (se no non li facevamo).

Questo filmo in particolare racconta la storia di una comunità di persone che ruota intorno al Centro Civico Michelini di Corticella, un quartiere nella periferia di Bologna.
Un’associazione culturale di amiche combattive, Serendippo, propone un progetto per raccontare per immagini la storia del posto, con l’intervento di street artist riuniti da varie parti del mondo.

Abitare un posto significa conoscerlo e riconoscersicivici.
È proprio nel concretizzare questa identità in un’immagine che è consistito il progetto di Serendippo, nella creazione di una collaborazione partecipativa con le realtà del posto e soprattutto con i suoi abitanti.

La nostra è stata un’avventura da molti punti di vista, a partire dalla scoperta della street art come soggetto per un documentario. Nel nostro racconto potrete vedere cosa abbiamo imparato da profani; quindi - se anche voi lo siete – vi incoraggiamo a esplorare. Noi ci siamo divertiti molto!

I temi attorno a cui ruota questa storia sono vari e appassionanti: quello che abbiamo capito è il modo in cui la fiducia può aiutare a superare le differenze tra le generazioni, insegnandosi ad avere pazienza per comunicare quello che si sa, imparando ad ascoltare senza pregiudizi. Il rispetto viene dall’empatia e dalla comprensione, non dalla costrizione.
La comunità si crea sulla finezza della propria comunicazione, nella comprensione delle sfumature di significato e nella volontà di capire il punto di vista dell’altro. Vivere meglio significa potersi esprimere liberamente, e poterlo fare sentendosi compresi e non limitati, anzi stimolati da chi la pensa diversamente.
Quello che permette a persone diverse e gruppi di persone diverse di confrontarsi è la presenza in spazi comuni. Quando si condivide uno spazio nascono delle regole non dette, delle zone di maggiore appartenenza, ma è anche l’occasione di incontro fra persone di gruppi diversi, di età diverse, di città e nazionalità diverse. Creare una zona di possibile scambio e delle occasioni per far avvicinare la diversità sul piano dell’esperienza è un modo efficace per ridare vita alle zone abbandonate a se stesse. Non che il centro civico fosse deserto, ma rispetto alla sua nascita come centro servizi sanitari stava vivendo un accenno di degrado da periferia. Dai tag preesistenti ai murales realizzati durante le due settimane di progetto, vogliamo raccontare la storia di come questa lingua ci parla su molti livelli e le reazioni delle persone che affrontano il cambiamento dell'ambiente.

Vogliamo raccontarvi la storia di una comunità crescente, che attraverso l'arte di strada ha trovato in quella strada un terreno comune per le sue storie. Nei posti in cui la gente si ferma a parlare si creano i bagliori di una comunità. Sentirsi chiamati in causa, fermarsi ad osservare come gli anziani signori davanti ai lavori, ammirare, criticare, suggerire, e perché no, rimboccarsi le maniche e mettersi a fare qualcosa pure noi.

Con questo spirito realizziamo il documentario, purtroppo solo nei ritagli di tempo fra un lavoro e un altro, perché lo stiamo finanziando con la nostra buona volontà. Per questo e per non finirlo nel 2025 vi chiediamo un supporto sotto forma di donazione a questa campagna: ci piacerebbe partecipaste al progetto se l’approccio vi convince e ci volete dare una mano. Ricambiamo con il frutto del nostro lavoro: la storia si racconta e si fa insieme dal basso.
Grazie grazie grazie mille a tutti!

Iulia e Paolo

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