Una campagna di Ass. Cult. Casale Garibaldi
ContattiInserisci il tuo indirizzo email: ti invieremo una nuova password, che potrai cambiare dopo il primo accesso.
Controlla la tua casella email: ti abbiamo inviato un messaggio con la tua nuova password.
Potrai modificarla una volta effettuato il login.

Il tuo contributo servirà a sostenere un progetto ambizioso. Scegli la ricompensa o la somma con cui vuoi sostenerlo e seleziona il metodo di pagamento che preferisci tra quelli disponibili. Ti ricordiamo che il progettista è il responsabile della campagna e dell'adempimento delle promesse fatte ai sostenitori; sarà sua premura informarti circa come verranno gestiti i fondi raccolti, anche se l'obiettivo non sarà stato completamente raggiunto. Le ricompense promesse sono comunque garantite dall’autore.
Un pezzo di città rischia di essere cancellato.
Casale Garibaldi esiste dal 1988.
Nasce da un’occupazione di abitanti e comitati di lotta a Casilino 23.
Da allora è diventato uno spazio aperto e autogestito, attraversato da generazioni diverse: cultura, mutualismo, socialità, welfare dal basso, pratiche che ridisegnano il territorio.
Il Casale Garibaldi si trova all’interno di un parco, un bene comune urbano, che negli anni è stato reso fruibile alla cittadinanza, coinvolta anche nella sua cura attraverso progetti di piantumazione degli alberi.
Un luogo che ha sempre scelto di stare fuori dalle logiche di mercato, uno spazio che sperimenta nuove forme di difesa del lavoro precario.
Accessibile, inclusivo, costruito giorno dopo giorno da chi lo vive.
Dal 2017, alla scadenza della vecchia concessione, intorno al Casale si è stretto un vero e proprio assedio burocratico ad opera del Municipio V.
Nel 2022 il Comune di Roma approva la Delibera 104, che dovrebbe regolamentare in modo “democratico” la gestione del patrimonio pubblico, a partire dal riconoscimento degli spazi sociali con concessioni scadute.
Il principio è semplice:
chi già gestisce uno spazio e ha costruito un progetto riconosciuto nel tempo deve essere valorizzato, non escluso.
In particolare, per i procedimenti relativi ex articolo 42, vengono previsti due elementi chiave:
Nel nostro caso è successo il contrario.
Attraverso l’accesso agli atti abbiamo riscontrato diverse irregolarità nella procedura e nella valutazione finale. Il progetto del Casale costruito in quasi 40 anni di attività è stato ignorato.
Non si tratta soltanto di una scelta politica gravissima che lede lo spirito e la lettera della Delibera 104, ma anche un vulnus, dal punto di vista formale, che presenta criticità tecniche documentate.
Abbiamo cercato un confronto con Comune e Municipio per risolvere la situazione.
Nonostante le interlocuzioni, non è stato fatto alcun passo concreto per correggere queste anomalie. La giunta non si è assunta nessuna responsabilità politica e amministrativa.
Per questo il ricorso al TAR non è una scelta tra le tante, ma un passaggio obbligato per difendere il Casale.
Il ricorso comporta costi legali significativi, che uno spazio autogestito come il nostro non può sostenere da solo.
Questa campagna serve a sostenere queste spese.
Non è solo una questione che riguarda il Casale Garibaldi.
Riguarda il diritto di esistenza di spazi sociali, culturali e autogestiti in questa città.
In ballo c’è l’idea stessa di città pubblica e solidale.
Se passa questo precedente, nessuna esperienza simile è al sicuro.
I fondi raccolti (8000€) serviranno a coprire:
Contribuire significa difendere uno spazio costruito collettivamente.
Significa tenere aperto un luogo che da decenni produce relazioni, cultura e diritti.
Difendere il Casale significa difendere uno spazio sociale e una comunità territoriale, costruita nel tempo, che oggi rischiano di essere cancellate.
Difendiamo il Casale.
Riprendiamoci la città pubblica!
Commenti (0)