Una campagna di Daniele Palmacci (regista)
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SINOSSI
Estate, primi anni 2000, due amici, l’Ometto e Zippancul tentano di rubare dei fichi attraversando alcuni terreni di una zona rurale dell’Agro Pontino.
Tentano, ma proprio non ci riescono.
É semplicemente un fatto naturale visto che l’Ometto, il ladro, é mezzo monco; invece Zippancul, sempre appostato a debita distanza per sorvegliare l’arrivo di presenze sgradite, è zoppo.
Presi da un impeto di incoscienza, decidono di rubare il prezioso fico del Brigante Mastrilli, in quella che sarà l’ultima bella Stagione della loro vita.

CONCEPT
Quelle occasioni di giubilo, quegli eventi carichi di gioia e confusione… confusione che, però, si interrompe quando tuo nonno o tuo padre raccontano storie della loro giovinezza lontana anni luce e migliore dell’oggi.
Sono sempre le stesse, quelle storie, ma ogni volta che vengono raccontate, qualcosa cambia incredibilmente.
Fanno sempre ridere, quelle storie, ma lasciano dietro di loro qualcosa e quel qualcosa si chiama malinconia.
Ecco, un po ' per colpa della vita, quelle storie ho smesso di sentirle ma mai di pensarle.
Per questo nasce l’Ometto, dalla necessità di pensare ancora un poco a quelle storie vedendole insieme a te.
NOTE DI REGIA
L’Ometto è una dichiarazione d’amore nei confronti dei bei momenti ormai andati.
Nasce dal bisogno di rendere omaggio alla mia città, Terracina, mettendoci dentro tutto quello che costituisce il sottobosco folkloristico della città stessa.
Aneddoti veritieri, storie per sentito dire, esoterismo e surrealismo.
Un fatto, quello che viene raccontato nell’Ometto, che accade in luoghi in cui sembra che nulla possa mai accadere. Sono in parte i luoghi della mia infanzia: il campetto della parrocchia, le strade di campagna e la chiesa di San Silviano.
Luoghi immobili, essiccati dal sole e inondati dalla noia, dove chi ci vive ha il proprio mondo e mal sopporta chi lo invade, come se fosse un pianeta altrui che collide con il proprio.
L’amicizia, l’amore, la rabbia, la malinconia la fanno da padrona ma non spadroneggiano mai.
Rideremo insieme ai nostri due amici, Ometto e Zippancul e come quest’ultimo ci ritroveremo ad affrontare lo scorrere del tempo e tutto ciò che ne comporta.
L’Ometto è una delle tante storie che non capivamo da bambini ma che, man mano crescendo, si è trasformata da una risata incosciente ad un sorriso amaro.
NOTE DI PRODUZIONE
Le riprese si svolgeranno proprio nelle zone rurali di Terracina, zone in cui il racconto è ambientato, nello specifico in quella comunemente denominata “San Silviano”.
Luoghi come il campetto della parrocchia, la chiesa e le strade di campagna, si trasformeranno in un teatro a cielo aperto, un modo per dare loro vita nuova ed imprimerli nell’immaginario di coloro che saranno il pubblico de l’Ometto.
Verranno coinvolte persone del posto, dai miei coetanei ad adulti che in qualche modo hanno formato la mia persona e hanno influenzato la mia fantasia negli anni.
Oltre loro, è coinvolto nel ruolo di Zippancul da anziano, Mimmo De Rosa, autore, attore teatrale terracinese e mio insegnante alle scuole medie.
Avendo condiviso con lui il palco di uno spettacolo, credo che il suo coinvolgimento, non è soltanto dovuto alla sua bravura e alla capacità nel restituire un particolare archetipo dell’immaginario locale, ma è anche la chiusura di un cerchio personale.
La città sarà quindi protagonista in tutto e per tutto sia davanti che dietro la macchina da presa.

BIO DEL REGISTA
Nato nel 2002 e originario di Terracina, dopo aver svolto il regolare percorso scolastico, Daniele Palmacci decide di intraprendere gli studi in Scienze della Comunicazione, facoltà poi abbandonata prematuramente per intraprendere il proprio percorso nel mondo del cinema.
Inizia, nel 2022, gli studi in Teorie e Tecniche dell’Audiovisivo presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, nel frattempo scrive e dirige “Noctem Fidei” (cortometraggio, 2023), “Viaggio di ritorno” (cortometraggio, 2023), “Ver Sacrum” quarto episodio di una miniserie dal titolo omonimo (cortometraggio 2024), tre mini spot (2024) per una start-up a tema violenza di genere; inoltre firma la sceneggiatura di “Saranno stati due secondi” (cortometraggio, 2025) finalista come miglior sceneggiatura alla seconda edizione di “24 Frame al secondo”. Condivide la scrittura e la regia di due videoclip musicali, “Billy Bat” (2024) e “Complotto x” (2025), per Smog Riot e Kylo Blessed, due giovani autori musicali emergenti.
Attualmente lavora all’interno del Reparto Editoriale di Twister Film, casa di produzione per cui ha svolto vari lavori all’interno del cinema, dello spettacolo e dell’advertising.
Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

Ridurre le diseguaglianze: ridurre le disuguaglianze all'interno e tra i paesi;

Città e comunità sostenibili:creare città sostenibili e insediamenti umani che siano inclusivi, sicuri e solidi.
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