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Progetto non finanziato

Italian british

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Italian British

ITALIAN BRITISH

 

PREMESSA:

Sono oltre mezzo milioni gli italiani residenti nel Regno Unito (prevalentemente giovani sotto i quarant'anni), praticamente un grande capoluogo di provincia che ha scelto di mettere le proprie radici in un Paese più ricco, soprattutto di opportunità lavorative.

Non esente da problemi sociali, la Gran Bretagna comunque, da sempre si distingue in Europa come uno dei principali territori in cui vige meritocrazia, linearità, senso civico.

 

Negli ultimi mesi, però, complice la crisi persistente su gran parte del vecchio continente, il Governo Britannico sta cercando di ridurre notevolmente il flusso di cittadini comunitari orientati a cercare nuove occupazioni nei propri territori e lo sta facendo indicendo, prima di tutto un referendum, in cui si chiederà ai propri cittadini se si vuole restare nell'Unione Europea ed in secondo luogo avvisando i paesi partner di non esagerare con l'esodo, perché, seppur previsto dal trattato di Schengen, questo sta mettendo in crisi la popolazione britannica dal punto di vista economico, lavorativo e burocratico.

 

Stime recenti dicono che quattro milioni di immigrati sono entrati nel Regno Unito nell’arco degli ultimi sette anni: di questi, gli europei sono solo una parte. Ciò che angoscia lo spirito britannico è però il fatto che l’immigrazione europea, italiana o spagnola, francese o portoghese, dai paesi dell’est o da quelli del sud, non sia controllabile con le regole attuali. Nessuna barriera. “People want grip. I get that. And I completely agree”, ha detto David Cameron (Primo Ministro Britannico in carica). La gente vuole presa, controllo. Le stesse ambasciate nazionali faticano a fornire dati precisi sul numero di loro connazionali presenti nel Regno Unito: le autorità britanniche, a maggior ragione, stentano ad avere un quadro esatto.

 

 

da "L'Internazionale"

"I giovani europei che sbarcano dall’ennesimo volo easyJet, che invadono Londra e altre città del paese con i loro curriculum accuratamente scritti, il loro inglese strascicato oppure spedito, causano il rebus politico del momento. Sono loro il problema che potrebbe decidere le prossime elezioni britanniche, e il destino dei rapporti tra Regno Unito ed Europa".

 

 

PROGETTO:

Il nostro lavoro è molto semplice da comprendere ed al tempo stesso ambizioso e complicato da mettere in pratica. Negli ultimi anni il tema delle migrazioni è diventato sempre più di attualità, non comprende più una sola parte d'Europa e non riguarda più il consueto scontro di due fazioni politiche. Con l'aumento dei flussi migratori, chiaramente, è tornata in auge l'onda xenofoba ed i movimenti razzisti e/o contrari all'ingresso nel proprio territorio di cittadini stranieri o extracomunitari, si sono evoluti e moltiplicati, ma quel che più preoccupa non è soltanto il discorso dell'ospitalità, ma la cattiva comprensione delle motivazioni che spingono una persona a lasciare il proprio Paese d'origine per cercare fortuna in altre nazioni.

 

Se dal punto di vista italiano si capisce facilmente che siamo nel cuore del Mediterraneo e che il nostro Paese è meta necessaria per molti rifugiati che chiederanno asilo o ospitalità in giro per l'Europa, è altrettanto comprensibile che noi stessi italiani, vittime di una crisi economica senza fine, stiamo migrando verso altri territori in cerca di fortuna, con la speranza di poter scalare la graduatoria meritocratica, di ambientarci, vivere e lavorare all'estero, prevalentemente nel cuore dell'UE, della quale siamo parte integrante a pieno titolo.

 

Tornando al nostro progetto, come scritto in precedenza l'obiettivo è molto semplice, vogliamo documentare le condizioni di vita degli italiani che hanno scelto il Regno Unito come meta lavorativa; raccoglieremo testimonianze, ci faremo raccontare storie personali, difficoltà di ambientamento, fatiche, delusioni e successi da queste persone, che in un giorno della loro vita hanno scelto di migrare e rimettersi in gioco, affrontando nuove sfide e nuove regole da rispettare.

 

Quello che andremo a sviluppare sarà un breve documentario contenente interviste, impressioni e aneddoti, realizzeremo un vero e proprio reportage fotografico, mettendo al centro dell'attenzione il lavoratore nei propri contesti di vita e renderemo i nostri connazionali protagonisti, portando in giro attraverso questi lavori, la loro esperienza. 

 

ITALIAN BRITISH avrà dunque il compito, attraverso le foto (oltre 30) e 75 minuti (circa) di filmati, di raccontare la vita oltre Manica di tanti cittadini italiani che, in difficoltà nel proprio Paese, hanno preso i loro bagagli per affrontare una nuova esperienza di vita. COSA SUCCEDERA' SE LA GRAN BRETAGNA DECIDESSE DI USCIRE DALL'UNIONE EUROPEA? QUALI SAREBBERO LE CONSEGUENZE PER I NOSTRI CONNAZIONALI CHE STANNO SCEGLIENDO DI RIDISEGNARE LA PROPRIA VITA OLTRE CONFINE? Proveremo a raccontarvi tutto con il nostro Docu-Reportage!

 

FINALITA':

L'obiettivo di ITALIAN BRITISH è quello di mettere al centro delle attenzioni il lavoro e l'apporto professionale prodotto dai nostri connazionali all'estero, in particolar modo nel Regno Unito, un Paese in cui le regole sono alla base di tutto e come vedrete, gli italiani non solo le rispettano, ma contribuiscono a farle rispettare agli altri, onorando le norme basilari di convivenza. Tra le nostre finalità, al primo posto c'è quella di realizzare una rete di giovani che possano documentarsi e informarsi sulle concrete possibilità lavorative in UK e nel resto dell'UE, realizzare un ponte tra i cittadini italiani già operanti all'Estero e quelli ancora residenti nel nostro Paese. Il fine, dunque, di questo lavoro, è quello di sensibilizzare ed informare i candidati in cerca di una occupazione all'estero sulle concrete condizioni sociali che andranno ad incontrare e sulla reale fattibilità dei propri progetti futuri.

 

TARGET: 

Il Docu-Reportage si rivolge prevalentemente ai giovani; per queste motivazioni intendiamo proiettarlo nelle scuole medie, scuole medie superiori, università, nell'ambito di conferenze, workshop, iniziative proposte dalle associazioni di settore con scopi d'inclusione sociale.

Il nostro lavoro non ha particolari scopi economici, ma vuole essere testimonianza viva e continuativa di un fenomeno in forte espansione e di cui ancora poco si parla.

 

SQUADRA:

Michele Centorrino (COORDINAMENTO & DIREZIONE ARTISTICA) nato a Roma nell’estate del 1981, è Coordinatore della Commissione Cultura e Turismo del Forum Nazionale dei Giovani, Direttore Editoriale della webzine TurboArte.it tra le altre cose. Impegnato dunque in politica e nel mondo della cultura, cerca costantemente di creare reti e opportunità per i creative maker, affinchè si affermino nuovi modelli di sviluppo sociale.

 

Emiliano Bartolucci (REGIA & FOTOGRAFIA) è un fotografo romano del 1976, paesaggista, autore di molte esposizioni personali; tra i suoi lavori più importanti (prevalentemente realizzati in Nord Europa), molti sono dedicanti all'ambiente; altri sono reportage, fra i principali uno dedicato ai conflitti in Irlanda del Nord.

 

Roberta D'Orsi (FOTOGRAFIA & MAKE UP) è una stilista di Taranto del 1978, tra le sue maggiori esperienze moltissimi lavori di grafica e digital design. Negli anni recenti ha lavorato per uno studio fotografico e si è dedicata ad alcuni progetti musicali.

 

Valerio Ventura (OPERATORE DI RIPRESA) è un musicista romano del 1988, chitarrista di ottimo valore ed esperienza, negli ultimi anni si è dedicato con ottime qualità alla realizzazione di videoclip musicali come operatore di ripresa e di montaggio.

 

Giulia De Simone (TRADUZIONI) è una musicista romana del 1992, cantautrice, chitarrista ed insegnate, negli ultimi anni ha ampliato la sua conoscenza della lingua inglese mediante traduzioni tecniche di alto livello.


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