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IMBAVAGLIATI ha bisogno del tuo aiuto!

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Desiree Klain

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  • Category Community & social
  • Obiettivi
    10. Ridurre le disuguaglianze
    16. Pace, giustizia e istituzioni forti

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The project

>> CLICK HERE FOR ENGLISH VERSION <<

Il Festival di Giornalismo Civile Imbavagliati rischia di chiudere: dacci una mano a farlo vivere! 


Dal 2015 il Festival di Giornalismo Civile “Imbavagliati”, ideato e diretto da Désirée Klain, dà voce a quei giornalisti che nei loro paesi subiscono il bavaglio della censura e la persecuzione di regimi dittatoriali, ma nonostante questo continuano a parlare, raccontare, denunciare, mettendo a rischio la propria vita.
Il simbolo forte e senza tempo di questo progetto giornalistico è la Mehari di Giancarlo Siani
, il giornalista napoletano assassinato dalla camorra nel 1985 con lo slogan “Chi dimentica diventa il colpevole”.
Oggi però il festival, in mancanza di fondi, rischia la chiusura.

In un contesto in cui non è più necessariamente il giornalismo mainstream a fornire un racconto più veritiero ed approfondito dei fatti ma è il giornalismo indipendente, ci sembra importante e fondamentale fare tutto affinché questo appuntamento unico in Italia non muoia.

La guerra in Ucraina dimostra la vitalità e la forza del giornalismo indipendente : decine di freelance sul posto ogni giorno rischiano la vita ma sono gli unici capaci di fornire un resoconto dettagliato di quanto accade.

Purtroppo sui freelance e sugli indipendenti pende la spada di Damocle del precariato. Anche noi viviamo questa condizione e per questo vi chiediamo un aiuto, un supporto per continuare a produrre del buon giornalismo mantenendo al tempo stesso l’indipendenza, cosa difficile di questi tempi. 

Il Festival Imbavagliati in questi anni ha garantito ventimila presenze, una rassegna stampa di oltre mille testate nazionali e internazionali, decine di speciali dedicati, tra gli altri, su quotidiani come Repubblica, il Corriere della Sera, il Manifesto, Il Fatto Quotidiano.
Da sette anni Imbavagliati è l’unico appuntamento in Italia consacrato alla tutela della libertà di stampa e della libertà di parola nel mondo.
In questi sette anni ci sono stati ospiti da mezzo mondo e soprattutto da quei paesi in cui fare giornalismo è rischioso: Turchia, Iran, Siria, Russia, Ucraina, Cina, Afghanistan, Algeria, Kurdistan etc.

Quest’anno abbiamo avuto, tra i numerosi invitati, Wafa Ali Mustafa, attivista siriana, Waad Al-Kateab, regista siriana candidata agli Oscar con il film capolavoro “For Sama”, Oksana Chelysheva, giornalista russa sotto minaccia, Alexander Nevzorov, ex parlamentare russo, attualmente dissidente e condannato da Mosca con le recenti leggi bavaglio e Najeeb Farzad, attivista afghano rifugiato in Italia dopo la risalita al potere dei talebani.



Questi ospiti, come quelli di tutte le edizioni precedenti che potrete leggere sul nostro sito www.imbavagliati.it, dimostrano la forza e la potenza di questo festival. Un festival che però oggi rischia di chiudere.

Insieme al Festival, rischiamo di essere costretti ad abbandonare il progetto di fornire aggiornamenti costanti sugli attacchi alla libertà di stampa nel mondo.
Grazie all’enorme rete internazionale di attivisti e giornalisti che abbiamo creato negli ultimi anni, vorremmo infatti ampliare il nostro sito e i servizi che attualmente offre ai lettori.
In questo modo, Imbavagliati sarà anche un giornale dedicato alle voci che i regimi vorrebbero mettere a tacere. Incrociando banche dati, notizie dal campo ed esperienze dirette degli ospiti del Festival, terremo sempre viva l’attenzione sui pericoli che i giornalisti corrono attualmente nel mondo.
Un progetto che richiede un grande impegno, anche in termini economici, ma assolutamente fondamentale per non lasciare soli i reporter. La lotta contro il bavaglio, infatti, non può fermarsi quando si spengono i riflettori del Festival e quando gli invitati tornano nei rispettivi Paesi, rischiando la propria vita per raccontare la verità. Negli scorsi anni, questo lavoro è stato svolto dai giornalisti volontari che si dedicano a “Imbavagliati” ma, ovviamente, questo non è un modello sostenibile.

“Imbavagliati” infatti non puo’ basarsi esclusivamente sulla passione e buona volontà di persone che sospendono per un attimo le proprie attività, di studio e professionali. Per questo abbiamo deciso che, se non riceveremo nessun sostegno, abbandoneremo il nostro progetto, chiudendo definitivamente il sito e privando le centinaia di coraggiosi ospiti che si sono avvicendati dal 2015 della piattaforma che li aveva accolti e ne aveva amplificato le voci.

Puoi darci una mano?

Vuoi partecipare al nostro crowdfunding affinché Imbavagliati continui a vivere e al tempo stesso diventi la piattaforma italiana per la libertà di stampa con articoli, reportages, video, analisi da tutto il mondo fatte dai migliori giornalisti in circolazione?
Vuoi aiutarci a farci diffondere le storie di cronisti che rischiano la vita, attiviste che si sollevano contro i regimi, bloggers che sfidano la censura della rete per informare il mondo cosa accade dietro la cortina di fumo dei governi?

Allora partecipa anche tu al crowdfunding e diventa mecenate del festival! Il buon giornalismo è solo quello indipendente, il buon giornalismo inizia da te! 


Gli Imbavagliati che hanno partecipato al nostro Festival (2015-2022)
Alì Lmrabet, Jeremías Marquines, Oxana Chelysheva, Gonzalo Guillén, Jean Claude Mbede Fouda, Doğan Özgüden, Andrei Babinski, Rami Jarrah, Siruan Hadsch Hossein, Ali Anouzla, Ignacio Cembrero, Tulio Hernandez, Fehim Taştekin Negar Mortazavi, Hamid Ismailov, Chang Ping, Abdelaziz Yakub, Jok Madut Jok, Maha Hassan, Olga Rodríguez, Naziha Arebi, Caroline Muscat, John Shipton (padre di Julian Assange), Ludovic-Mohamed Zahed, Claudia Julieta Duque, Akram Sweedan, Wafa Mustafa, Waad Alkateab, Alexander Nevzorov, Olga Kurilenko, Robinson Ambrose, Najeeb Farzad, Aminata Kida.


Le mostre
2015
“Stefano Renna per Imbavagliati”

2016
“Letizia Battaglia per Imbavagliati” a cura di Stefano Renna

2017
“Giovanni Izzo per Imbavagliati” a cura di Stefano Renna
“Memoria Olvidada” di Giuseppe Klain
“14 per non dimenticare” di Greta Bartolini

2018
“Alfred Yaghobzadeh per Imbavagliati / Faces of War”
“Scatti della Memoria” a cura di Stefano Renna
“14 per chi lotta” a cura di Greta Bartolini

2019
“Uliano Lucas per Imbavagliati”
“5x5 una risata vi libererà” a cura di Désirée Klain

2020
“Akram Sweedan per Imbavagliati” a cura di Asmae Dachan

2021
“Life in Syria per Imbavagliati” di Mahmud Abdur-Rahman, Mohammad Amen Qurabi, Emad Najm Husso, Jalal Al-Mamo, Nour Kelze, con il supporto dell’associazione “Life Makers Team”
“FUORITUTTO!” contro l’estorisione  a cura di Désirée Klain


Gli appelli e le iniziative che sono partite dal Festival

Scorta mediatica per i cronisti minacciati
Sit in per chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni e Ilaria Alpi
Special sulla morte di Mario Paciolla
SLAPP / Contro le querele temerarie
Primo sit-in italiano per chiedere la liberazione di Julian Assange
Tessera ad honorem del “Sindacato Unitario Giornalisti della Campania ” per i giornalisti imbavagliati 
Estorsometro (concept artistico con il quale si misura l'impatto emotivo a cui sono esposte le vittime racket e dell'usura)


ENGLISH VERSION

The Festival of Civil Journalism "Imbavagliati" risks to end: help us to keep it alive!

Since 2015, the Festival of Civil Journalism "Imbavagliati", conceived and directed by Désirée Klain, gives voice to those journalists who in their countries suffer the gagging of censorship and the persecution of dictatorial regimes, but despite this continue to speak, tell, denounce, putting their lives at risk.
he strong and timeless symbol of this journalistic project is the Mehari by Giancarlo Siani, the Neapolitan journalist murdered by the Camorra in 1985 with the slogan "The one who forgets becomes the culprit".
Today, however, the festival, without financial support, risks closing.



Nowadays, in a context in which mainstream journalism does no  longer necessarily provide a more truthful and in-depth account of the facts, as often done by independent journalism, it seems fundamental to us to do everything so that this unique event in Italy does not die.
The war in Ukraine demonstrates the vitality and strength of independent journalism: dozens of freelancers on the ground risk their lives every day being the only ones capable of providing a detailed account of what is happening.


Unfortunately, the sword of Damocles of job insecurity hangs over freelancers and independents. We share the same condition and for this reason we ask you for help, support to continue producing good journalism while maintaining independence, a difficult task in these times. 

The Imbavagliati Festival in recent years has guaranteed twenty thousand appearances, a press review of over a thousand national and international publications, dozens of specials dedicated, among others, by newspapers such as Repubblica, the Corriere della Sera, the Manifesto, Il Fatto Quotidiano.
For seven years Imbavagliati has been the only event in Italy dedicated to the protection of freedom of the press and freedom of speech in the world. In these seven years there have been guests from half the world and especially from those countries where being a journalist is dangerous: Turkey, Iran, Syria, Russia, Ukraine, China, Afghanistan, Algeria, Kurdistan etc.

This year we have had, among the many guests, Wafa Ali Mustafa, Syrian activist, Waad Al-Kateab, Syrian director nominated for the Oscars with the masterpiece film "For Sama", Oksana Chelysheva, Russian journalist under threat, Alexander Nevzorov, former Russian parliamentarian, currently dissident and condemned by Moscow with the recent muzzling laws and Najeeb Farzad, Afghan activist refugee in Italy after the return to power of the Taliban.


These guests, like those of all previous editions that you can read on our online site www.imbavagliati.it, demonstrate the strength and power of this festival. A festival that today, however, is likely to close.

Together with the Festival, we risk being forced to abandon the project of providing constant updates on attacks on press freedom in the world.
Thanks to the huge international network of activists and journalists that we have created in recent years, we would like to expand our site and the services that it currently offers to readers.
In this way, Imbavagliati will also be a newspaper dedicated to the voices that the regimes would like to silence.
Crossing databases, news from the field and direct experiences of the Festival guests, we will always keep the attention alive on the dangers that journalists currently face in the world.

A project that requires a great commitment, even in economic terms, but justified by its essential role of not leaving the reporters alone.
The fight against censorship, in fact, cannot stop when the spotlights of the Festival turn off and when the guests return to their respective countries, risking their lives to tell the truth.


In recent years, this work has been carried out by volunteer journalists who are dedicated to "Imbavagliati" but, of course, this is not a sustainable model.


The Festival in fact can not be based exclusively on the passion and goodwill of people who suspend for a moment their activities, studies or professional career. For this reason we decided that, if we do not receive any support, we will abandon our project, closing the site permanently and depriving the hundreds of brave guests who have alternated since 2015 of the platform that had welcomed them and amplified their voices.

Could you help us?

Do you want to participate in our crowdfunding so that Imbagagliati continues to live and at the same time becomes the Italian platform for press freedom with articles, reports, videos, analyses from all over the world made by the best journalists in circulation?
Do you want to help us spread the stories of life-threatened reporters, activists rising up against regimes, bloggers challenging network censorship to inform the world of what's going on behind governments smokescreen?

Then join the crowdfunding and become a patron of the festival!
Good journalism can only be independent journalism, good journalism starts with you!

The Imbavagliati guests of our Festival (2015-2022)

Ali Lmrabet, Jeremiah Marquines, Oxana Chelysheva, Gonzalo Guillén, Jean Claude Mbede Fouda, Doğan Özgüden, Andrei Babinski, Rami Jarrah, Siruan Hadsch Hossein, Ali Anouzla, Ignacio Cembrero, Tulio Hernandez, Fehim Taştekin Negar Mortazavi, Hamid Ismailov, Chang Ping, Abdelaziz Yakub, Jok Madut Jok, Maha Hassan, Olga Rodríguez, Naziha Arebi, Caroline Muscat, John Shipton (father of Julian Assange), Ludovic-Mohamed Zahed, Claudia Julieta Duque, Akram Sweedan, Wafa Mustafa, Waad Alkateab, Alexander Nevorov, Olga Kurilenko, Robinson Ambrose, Najeeb Farzad, Aminata Kida.

The exhibitions
2015
"Stefano Renna for Imbavagliati"

2016
"Letizia Battaglia per Imbavagliati" curated by Stefano Renna

2017
"Giovanni Izzo per Imbavagliati" curated by Stefano Renna
"Memoria Olvidada" by Giuseppe Klain
"14 per non dimenticare" by Greta Bartolini

2018
“Alfred Yaghobzadeh for Imbavagliati / Faces of War”
"Scatti della Memoria" curated by Stefano Renna
"14 per chi lotta" by Greta Bartolini

2019
"Uliano Lucas for Imbavagliati"
"5x5 a laugh will set you free" by Désirée Klain

2020
“Akram Sweedan for Imbavagliati” curated by Asmae Dachan

2021
"Life in Syria for Imbavagliati" by Mahmoud Abdur-Rahman, Mohammad Amen Qurabi, Emad Najm Husso, Jalal Al-Mamo, Nour Kelze, with the support of the association "Life Makers Team"
"FUORITUTTO!" against racket  by Désirée Klain

Appeals and initiatives that started from the Festival

Media escort for threatened reporters
Sit in for truth and justice for Giulio Regeni
Special on the assasination of Mario Paciolla
SLAPP / Against reckless lawsuits
First Italian sit-in to demand the release of Julian Assange
Honorary card of the "Unitary Union of Journalists of Campania " for threatened journalists
Extortometer (artistic concept with which the emotional impact to which racket and wear victims are exposed is measured)

Comments (4)

Per commentare devi fare
  • LC
    Luigi Un festival necessario per ampliare gli orizzonti e far sentire tutto l'appoggio a chi, lavorando in contesti difficili, resiste
    • DP
      Dafne Grazie a voi
      • avatar
        Andrea È un piacere sostenere anche con poco iniziative come questa
        • avatar
          Martina Come dice Mirella, Désirée è una "Giornalista Giornalista", e a noi, a Felice, ha donato tanto, sempre gratuitamente e professionalmente, non possiamo non esserle accanto in questa nuova edizione di un Festival importantissimo che apprezziamo e seguiamo sin dall'inizio. Buon cammino!

          Questo progetto ha segnalato obiettivi di sviluppo sostenibile

          Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

          10. Ridurre le disuguaglianze

          Ridurre le diseguaglianze: ridurre le disuguaglianze all'interno e tra i paesi;

          16. Pace, giustizia e istituzioni forti

          Pace e giustizia: promuovere lo sviluppo sostenibile.

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