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"IL DELICATO MONDO DI NICK DRAKE"

Una campagna di
Roberto Molle

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"IL DELICATO MONDO DI NICK DRAKE"

"IL DELICATO MONDO DI NICK DRAKE"

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  • Raccolti € 749,00
  • Obiettivo € 3.000,00
  • Sostenitori 32
  • Scadenza 35 giorni rimanenti
  • Modalità Raccogli tutto  
  • Categoria Libri & editoria

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Roberto Molle

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Il Progetto

Mi chiamo Roberto Molle, sono responsabile del Consorzio Autori Del Mediterraneo (un’associazione “aperta”, un po’ sui generis che da più di dieci anni è impegnata nella promozione della cultura: pubblicazione di libri, organizzazione di readings poetici, manifestazioni teatrali e musicali), mi occupo anche di musica, attualmente collaboro alla pagina culturale del quotidiano leccecronaca.it.  Dopo essermi presentato vorrei invitarvi a sostenere un progetto, probabilmente il primo di questo tipo in Italia: la pubblicazione de IL DELICATO MONDO DI NICK DRAKE , un libro e un cd per omaggiare Nick Drake, un musicista ignorato in vita e apprezzato e rivalutato solo dopo la morte, capace con la sua voce calda e profonda e con la sua musica senza tempo di influenzare buona parte della produzione musicale degli ultimi quarant’anni. Ho coinvolto in quest’idea quaranta autori (tra musicisti, poeti, scrittori e giornalisti) da un po’ tutta Italia, più quattro ospiti speciali, uno dalla California gli altri dall'Inghilterra, tutti impegnati in un canto corale dedicato al musicista inglese scomparso a soli 26 anni nel 1974.  Canzoni, storie e poesie ispirate dalla musica e la vita di Nick Drake; poi racconti e testimonianze vissute in prima persona da alcuni dei protagonisti presenti in questo progetto.

Tutto inizia nel giugno del 2018 con Canto alla luna , una manifestazione dedicata a Nick Drake in un piccolo paesino del Salento, nello stesso posto - una piccola chiesetta senza tetto di fine ‘800, con delle quinte naturali molto suggestive - dove l’anno prima con il Consorzio Autori Del Mediterraneo avevamo dedicato un reading poetico-musicale al pacifista e ambientalista Alexander Langer (in seguito a quell’evento venne pubblicato il libro “Come le maree - il Salento incontra Alexander Langer). In questa occasione poeti, scrittori e musicisti sono stati invitati a confrontarsi con l’universo delicato e decadente di Nick Drake contenuto in quei tre soli splendidi album che ha pubblicato. Dischi che costituiscono la base di un patrimonio originale e importantissimo con cui si sono confrontate passate generazioni di musicisti e nuove continuano a farlo. L’idea di cristallizzare quella suggestiva serata nelle pagine di un libro e tra i solchi di un disco ha stimolato, oltre che a raccogliere i contributi dei partecipanti a Canto alla luna , ad allargare l’invito ad altri autori. Per questo, cercando e spaziando in ambiti abbastanza in sintonia con la musica di Nick Drake ho coinvolto persone (giornalisti e critici musicali) che si sono occupate professionalmente di lui; musicisti così ispirati dalla sua musica da essere finiti a suonare al “Nick Drake gathering”, il raduno annuale che si svolge a Tanworth-in-Arden (il piccolo villaggio nella contea del Warwickshire dove Nick ha vissuto) e che vede arrivare musicisti da tutto il mondo per celebrare la sua musica; poi altri musicisti che vengono dal folk, dal rock, dal pop e dal jazz che in suo onore hanno composto brani originali. E ancora, i poeti e gli scrittori che si sono confrontati con i suoi testi evocativi e profondi. Insomma un “concerto” fatto di suoni, versi e memorie che rendono questo libro e questo disco un’occasione speciale per potersi unire intorno a Nick Drake: «un misconosciuto cantautore inglese, molto sexy», come recita il sottotitolo di Le provenienze dell’amore , la biografia italiana di Nick ad opera di Stefano Pistolini.

ABOUT NICK DRAKE (con le parole di Paola De Angelis)

Nicholas Rodney Drake nasce a Rangoon, Birmania, il 19 giugno 1948 in una famiglia dell’alta borghesia espatriata: padre ingegnere per la Bombay Burmah Trading Corporation, madre figlia di un funzionario dell’amministrazione britannica in India. La famiglia torna nel Regno Unito nel 1950: il debutto in pubblico di Nick avviene all’età di due anni sul piccolo palco della nave che li riporta in madrepatria. La famiglia si stabilisce a Tanworth-in-Arden, a pochi chilometri da Birmingham. Nick lascia casa presto per andare a scuola in convitto, poi come il bisnonno, il nonno e suo padre prima di lui, frequenta il Marlborough College dove eccelle negli sport e scopre la musica: suona clarinetto e sassofono, forma il suo primo gruppo e comincia a trascurare gli studi. Vince una borsa di studio per il Fitzwilliam College di Cambridge, ma prima passa sei mesi a Aix en Provence, dove sperimenta cannabis e Lsd, suona come busker per le strade e con gli amici fa un’incursione in Marocco dove incrocia i Rolling Stones. Quando va a Cambridge, ormai più che studiare letteratura vuole suonare. Qui nel 1967 conosce Robert Kirby e fa spesso la spola con Londra dove, durante un concerto alla Roundhouse, viene notato da Ashley Hutchings dei Fairport Convention che lo mette in contatto con Joe Boyd, titolare dell’etichetta Witchseason. Con lui Drake inciderà tre album – Five Leaves Left (1969), Bryter Layter (1971) e Pink Moon (1972) – ignorati da pubblico e critica. Tormentato da un disagio psichico insostenibile, aggravato dagli stupefacenti e dagli psicofarmaci che avrebbero dovuto aiutarlo, nel 1974 muore per overdose di medicinali. Sul giradischi aveva uno dei Concerti brandeburghesi di Bach, sul comodino Il mito di Sisifo di Camus. La lapide nel cimitero di St Mary Magdalene a Tanworth riporta i versi di From the Morning, da Pink Moon: «E adesso risorgiamo e siamo ovunque». La storia di Nick Drake sembra finire così. Ma a casa di Rodney e Molly comincia ad arrivare una processione di Drakeys, fan devoti a cui loro regalano copie di nastri come souvenir. Nel 1979 la Island Records pubblica il cofanetto Fruit Tree; il suo nome viene citato da Peter Buck dei Rem, Robert Smith dice che i Cure prendono il nome da un verso di Time Has Told Me. Nel 1985 The Dream Academy gli dedicano Life in a Northern Town. Dagli anni Novanta in poi vengono realizzati documentari per la radio e la tv: nel 2004 Lost Boy ha come voce narrante Brad Pitt, grande fan come Heath Ledger. Nel 1997 esce la biografia scritta da Patrick Humphries: tutto quel poco che era possibile sapere su Nick messo nero su bianco con un eccellente e paziente lavoro di ricerca. Gli anni Duemila vedono una crescita esponenziale della sua fama, grazie anche a uno spot Volkswagen che stimola un sorprendente aumento di vendite di dischi negli Usa. Stessa cosa hanno fatto le colonne sonore di diversi film, tra cui I Tenenbaum di Wes Anderson. La sorella Gabrielle crea la Bryter Music con cui pubblica raccolte di cover, inediti e versioni tratte da incisioni casalinghe. Uno sfruttamento commerciale degli archivi di famiglia che ha portato alla pubblicazione anche di materiale extra musicale, come le canzoni e le poesie della madre Molly, e di una nuova biografia nel 2014. Il successo forse avrebbe salvato Nick Drake, insieme a una cultura psichiatrica più evoluta. Perché non ebbe successo? «È per la voce? I testi, gli arrangiamenti?», si chiedeva. La voce è il suo primo incanto: carezzevole, perfettamente intonata, dal fraseggio personale che allunga le vocali mentre sotto si dipanano intricate linee di chitarra. Microfonata da vicino, sembra cantarti nell’anima. I testi sono elusivi, ma definiscono un universo poetico molto personale e allo stesso tempo universale, che apre vasti territori di riflessione. Nick Drake non ebbe successo perché era un uomo caduto sulla terra: Bon Iver, Damien Rice, Devendra Banhart sarebbero arrivati solo trent’anni dopo. Era già post folk in un’epoca di folk revival e cantautorato nascente. Musicalmente onnivoro, amava Miles Davis e i Beach Boys, John Coltrane e João Gilberto, Graham Bond e Josh White, Tim Buckley e Brownie McGhee. Era molto inglese nel suo cosmopolitismo musicale che si spingeva oltre l’Atlantico, in Europa, Nordafrica e India sulle orme di Davey Graham; nei riferimenti letterari, dal pre-romanticismo di William Blake al modernismo di T.S. Eliot, con affinità elettive per John Keats e Wilfred Owen; nei richiami pastorali a un paesaggio anch’esso squisitamente inglese e al dissidio irrisolto tra campagna e città. Amato e riverito dai musicisti più colti e sensibili delle ultime generazioni, da anni grazie a Joe Boyd, e recentemente anche a John Parish (con la partecipazione di Enrico Gabrielli), gli vengono dedicati omaggi molto rispettosi ed emozionanti. A settant’anni Nick Drake un posto dove stare ce l’ha: nella storia della musica dove oggi è perfino più attuale del suo mito Bob Dylan. Nel cuore di tutti i Drakeys.

Commenti (11)

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    Luca  Bel progetto. Complimenti!
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      Roberto  Luca grazie per il sostegno e la stima!
      2 settimane, 5 giorni fa
  • pp
    pina  Grande e importante progetto ! Bravo come sempre Roberto Molle!
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      Roberto  Il pensiero di una poetessa per un artista senza tempo. Grazie Pina.
      3 settimane fa
  • BS
    Benno  lieto di poter contribuire. che viva nick drake!
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      Roberto  Viva Nick che continuerà a vivere nelle parole e nella musica di questo progetto. Grazie Benno.
      3 settimane fa
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    Marco  "IL DELICATO MONDO DI NICK DRAKE" e "COME LE MAREE - il Salento incontra Alexander Langer" - Buon Natale !
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      Roberto  Grazie di tutto e mille auguri Marco!
      3 settimane, 4 giorni fa
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    Graziano  chi non conosce nick drake?
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      Uli  Buona fortuna per questo bel progetto
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        Roberto  grazie mille Uli!
        3 settimane, 6 giorni fa

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