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Il Burattinaio

Una campagna di
Sebastiano Castegnero

Contatti

Una campagna di
Sebastiano Castegnero

Il Burattinaio

Il Burattinaio

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14%
  • Raccolti € 520,00
  • Obiettivo € 3.500,00
  • Sostenitori 2
  • Scadenza 148 giorni rimanenti
  • Modalità Raccogli tutto  
  • Categoria Film & corti

Una campagna di 
Sebastiano Castegnero

Contatti

Il Progetto

INTRODUZIONE

Un regista teatrale ossessionato dal controllo spinge i suoi attori a diventare marionette, fino ad oltrepassare il confine tra arte e ossessione. 

Il Burattinaio è un cortometraggio drammatico e psicologico scritto e ideato da Sebastiano Castegnero, studente presso RUFA Milano. Il progetto nasce come cortometraggio accademico del secondo anno ed è prodotto da Caelestis Visions.

Il film esplora il tema del controllo attraverso il linguaggio del teatro, del corpo e della manipolazione fisica, costruendo un’atmosfera progressivamente disturbante e artificiale.

Black Swan mostra la ricerca della perfezione che diventa autodistruzione, Whiplash esplora il rapporto tra autorità e sottomissione, e in Suspiria il corpo diventa strumento di controllo e manipolazione. Il Burattinaio traduce questi elementi in un contesto teatrale, mostrando la trasformazione degli attori in marionette, con movimenti sempre più rigidi, perdita di autonomia e progressiva disumanizzazione.


LA STORIA

Marco, regista teatrale, è alle prese con le prove di uno spettacolo. Gli attori sembrano incapaci di seguire la sua visione, in particolare Cecilia, che prova a portare un punto di vista diverso. Ad immagine dei suoi attori, Marco realizza delle marionette che può finalmente dominare. Quando torna alle prove qualcosa è cambiato, il cast si muove in modo perfetto, meccanico, privo di volontà. Ma Cecilia resiste. La sua presenza incrina il sistema di controllo costruito da Marco, portandolo a un crollo fisico e mentale che culmina in una performance finale disturbante.

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COMMENTO DEL REGISTA

Tutti abbiamo cercato di controllare qualcosa o qualcuno per paura che ci sfuggisse di mano. È proprio questa tensione a interessarmi: il suo carattere universale, viscerale, profondamente legato alle nostre paure. 

Sono affascinato dalla regia, ma sono consapevole di come la sua natura possa facilmente scivolare nel desiderio di dominio. 

Questo progetto nasce anche da questa contraddizione. Per questo ho scelto di ambientare la storia in un teatro, ispirandomi a Pirandello e alla sua riflessione sul rapporto tra autore, personaggio e attore. Il teatro diventa così lo spazio ideale in cui arte e controllo si scontrano, permettendomi di rendere visibile ciò che solitamente resta nascosto: il momento in cui dirigere smette di significare “creare” e diventa “dominare”.

Attraverso questa storia voglio esplorare come la paura possa trasformarsi in bisogno di controllo, spingendoci a sopraffare gli altri nel tentativo di proteggerci. 

Questo film è per me un modo per interrogare il mio stesso sguardo e il mio modo di fare cinema, mettendo in scena un conflitto che sento personale prima ancora che narrativo


REGIA E MESSA IN SCENA

MOOD 
Nelle prime fasi, durante le prove teatrali, prevalgono luci fredde e direzionali, composizioni simmetriche e movimenti controllati. Con l’evoluzione della storia, i corpi si irrigidiscono, i gesti diventano meccanici e lo spazio scenico perde profondità, riflettendo la progressiva perdita di umanità. Parallelamente, il corpo di Marco mostra segni sempre più evidenti di deterioramento fisico, rendendo visibile il prezzo del controllo.

LA MACCHINA DA PRESA 
Anche la macchina da presa segue questo processo: inizialmente stabile e precisa, diventa via via più instabile e invasiva, aderendo al punto di vista del protagonista. 

IL SUONO 
Il suono amplifica la dimensione fisica del racconto, lavorando su respiri, attriti e materiali, costruendo un ritmo crescente che accompagna e sostiene i movimenti dei corpi, rendendoli sempre più presenti e invasivi.

CASA DI MARCO

La casa di Marco riflette il suo bisogno ossessivo di controllo e accumulo. Lo spazio è denso, stratificato, pieno di oggetti, libri e materiali. L’atmosfera richiama un laboratorio artigianale e decadente, trasformando la casa in un’estensione fisica del protagonista e del suo progressivo deterioramento mentale.

TEATRO

Il teatro rappresenta il cuore visivo e simbolico del film. Inizialmente percepito come uno spazio ordinato e controllabile, si trasforma progressivamente in un ambiente artificiale e inquietante. La rigidità della scena, le luci direzionali e la disposizione geometrica dei corpi enfatizzano il tema del controllo.


PERSONAGGI PRINCIPALI

MARCO
35 anni, è un regista teatrale ossessionato dal controllo e dalla perfezione. Abituato a esercitare un controllo preciso e quasi maniacale su ogni dettaglio, Marco è un uomo rigido, tecnico, incapace di tollerare punti di vista differenti. Il suo temperamento irascibile e diretto, spesso volgare nei modi, lo porta a imporsi sugli altri con durezza, incapace di costruire un vero dialogo. Vive da solo, isolato in una routine che alimenta il suo bisogno di dominio e lo allontana da chi lo circonda. Nel tentativo di imporre la propria visione, Marco si spinge sempre oltre, ma il bisogno di controllo finisce per consumarlo, segnando il suo corpo e incrinando il suo rapporto con la realtà.

CECILIA
35 anni, è un’attrice esperta, solida e consapevole del proprio valore. Non si lascia mettere i piedi in testa né controllare, ma affronta il lavoro con apertura e disponibilità al dialogo. Dotata di grande sensibilità, crede profondamente nell’arte come forma di espressione libera, e vede lo spettacolo teatrale come il risultato di una costruzione collettiva. Questa visione, però, la porta inevitabilmente a scontrarsi con approcci più rigidi e autoritari, generando tensioni che mettono alla prova il suo equilibrio tra fermezza e comprensione.


LE MARIONETTE

Le marionette sono il dispositivo centrale del cortometraggio, estensione fisica del controllo del protagonista. Inizialmente semplici e abbozzate, vengono progressivamente rifinite e decorate con i costumi di scena dei rispettivi attori, aumentando il livello di somiglianza. Modellate in creta, mantengono un’estetica organica ma disturbante. Ogni gesto sulla materia si riflette direttamente sul corpo reale, trasformando la manipolazione in un atto di dominio.


COMMENTO DEL PRODUTTORE

Sono Davide Petrin, co-fondatore di Caelestis Visions, un collettivo nato con un'ambizione chiara: farsi portavoce di una cultura audiovisiva, musicale e artistica di nicchia, elevandola attraverso uno stile raffinato e inconfondibile. Il nostro principio cardine è la diffusione di opere che uniscano un'estetica curata a un forte spessore tematico. 

In questo percorso di continua ricerca, Sebastiano ci ha presentato la proposta per la realizzazione di un cortometraggio che abbiamo accolto con immediato entusiasmo. L'opera indaga l'arte del teatro, mettendo a nudo le complesse dinamiche della collaborazione umana e il profondo senso di impotenza che scaturisce quando viene a mancare il tessuto sociale. Queste tematiche risuonano intimamente con la nostra visione del mondo: crediamo fermamente che, senza un'attenzione genuina e radicata verso la comunità, l'individuo sia destinato a smarrirsi.


PERCHÉ SOSTENERE QUESTO PROGETTO?

Oggi siamo alla ricerca delle risorse necessarie per trasformare questa visione in un'opera tangibile. Finanziare questo progetto non significa solo supportare la filiera audiovisiva, ma abbracciare un vantaggio culturale concreto per il territorio. Penso che questo cortometraggio possa essere una dichiarazione al mondo di come la vera arte nasca esclusivamente dalle sinergie umane, e di come investire oggi in voci indipendenti e in narrazioni collettive sia l'unico modo per arricchire il nostro patrimonio culturale e sociale.

L'IMPIEGO DELLE RISORSE
Il sostegno economico richiesto sarà il motore pratico ed essenziale per la produzione del film. Nello specifico, i fondi verranno allocati in modo trasparente e mirato per coprire le seguenti necessità:

  • Location e Spazi di Ripresa: Affitto degli ambienti necessari a garantire la giusta atmosfera narrativa per le performance teatrali.
  • Comparto Tecnico: Noleggio di attrezzature audiovisive professionali per assicurare una resa visiva e sonora di eccellenza.
  • Art Department: Acquisto di materiali scenografici e costumi, fondamentali per la costruzione del mondo narrativo.
  • Logistica: Gestione sicura ed efficiente degli spostamenti e dei trasporti.

Con il vostro supporto potrete aiutarci a trasformare questa visione in un’opera concreta, sostenendo un progetto indipendente fondato sulla collaborazione, sulla ricerca artistica e sulla volontà di raccontare qualcosa di autentico e condiviso.

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