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Gifted children mai più invisibili a scuola. "Risorsa per l'Italia": #ihaveagift e tu?

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Non voglio essere un genio: ho già problemi a sufficienza cercando di essere solo un uomo  ( Albert Camus)

A scuola in Italia si può vivere da normali o invisibili. O meglio si può anche vivere come fastidiosi piccoli fantasmi. Fantasmi sono Sofia, Nina, Daria, Umberto, Mattia, Christopher. Sono ragazzi eccellenti, hanno un quoziente di intelligenza superiore alla media. Eppure, spesso (troppo spesso) a scuola o sono invisibili o sono un problema.

Noi vogliamo che diventino una risorsa nazionale.

Quante volte nelle nostre classi ai bambini  ad alto potenziale cognitivo viene chiesto di non essere se stessi,  intensi, profondi, pieni di energia, curiosi, inesauribili, appassionati? Quante volte si sentono sbagliati, rifiutati, in colpa, frustrati, incapaci di allinearsi alle richieste di docenti e compagni di classe?

La nostra scuola mette i bambini sul podio più alto? Non sempre. Da anni la nostra Rete "Alto Potenziale" raccoglie storie di famiglie (ma anche di tanti docenti e dirigenti) che sono alle prese con bambini superintelligenti ma non integrati a scuola e/o con percorsi  difficili di apprendimento. Infatti, il più clamoroso pregiudizio è pensare che per un gifted child tutto sia semplice e il successo scontato.

Vogliamo farlo assieme a voi. Vogliamo chiedere il vostro aiuto, il vostro contributo per avviare uno sportello telefonico e online dedicati a scuole e famiglie con gifted children.

La rete "Alto Potenziale" è un supporto operativo per scuole e famiglie con bambini gifted. Propone percorsi per sostenere i piccoli talenti, fa ricerca sul tema della plusdotazione, offre sostegno diretto alle scuole per favorire la formazione dei docenti affinchè possano riconoscere e prendere in carico i bambini con alto potenziale cognitivo. Aiuta i genitori nella gestione dei figli gifted. Uno sportello di ascolto ci permetterà di indagare bisogni e aspirazioni di chi vive una situazione di disagio e di essere portavoce degli interessi della grande famiglia dei bambini ad alto potenziale.

Purtroppo, i gifted, i bambini plusdotati che vivono nelle nostre famiglie e le nostre scuole, spesso, sono bimbi “trasparenti” o confusi per iperattivi o non riconosciuti dagli stessi insegnanti e, a volte, dagli stessi genitori. Dotare  la rete di un numero di telefono pubblico dedicato e di uno sportello amico online può rappresentare anche un aiuto concreto per i tanti genitori e docenti che non sanno a chi rivolgersi per favorire l’inclusione dei bambini gifted.

La postazione telefonica sarà gestita dal lunedì al venerdì da un’operatrice che potrà dare tutte le informazioni necessarie agli utenti che vorranno approfondire il tema. L’area web dedicata sarà una piattaforma di scambio informazioni tra genitori, docenti, educatori, esperti.

Vogliamo promuovere anche una Road map in almeno due o  quattro citta italiane sparse sull'intero territorio italiano  per conoscerci dal vivo nel corso di una giornata evento itinerante: stiamo studiando un format che ci permetta di raggiungere una vasta platea. Alla Road Map "Alto potenziale"  saranno invitati rappresentanti  politici e istituzionali territoriali, docenti  e dirigenti scolastici e genitori . Obiettivo: spiegare la plusdotazione, offrire testimonianze, raccontare storie e dati per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità, in Italia, di coltivare i “cervelli” e creare per i talenti nascosti o incompresi un percorso di crescita personale e di investimento per il Paese.

Ebbene, nelle nostre scuole e nelle famiglie c’è una categoria di bambini che necessità di aiuto, bambini emarginati, e non per le loro condizioni sociali, ma semplicemente perché il contesto educativo e il contesto sociale non li riconosce. I bambini di talento, i cosiddetti “piccoli geni”, i plusdotati, bambini con un Q.I. (quoziente intellettivo) superiore alla media sono per lo più un potenziale sprecato che in altri paesi viene identificato, riconosciuto, assistito e potenziato.

Sono bambini invisibili e – molto spesso – non capiti. O fraintesi. Sono piccoli geni scambiati per bambini maleducati e iperattivi. Solo perché costretti a seguire i tempi di una scuola che include i bambini con disagio, ma non considera loro, che avrebbero bisogno di tempi e di metodologie adatte alla loro intelligenza.

Ci ancora troppi miti e pregiudizi riguardo alla concezione che l’essere uno studente con alta dotazione cognitiva e ottime performance accademiche sia garanzia di successo nella vita. Cosa che invece non è. Nella maggior parte dei casi – parliamo di una popolazione del 5% degli studenti, almeno uno per classe, la letteratura clinica suggerisce che caratteristiche associate alla giftedness come l’elevata sensibilità, l'intensità, l’eccitabilità intellettiva, emozionale e immaginativa possono costituire reali fattori di rischio per lo sviluppo di problematiche emotivo-comportamentali.

Per non parlare del talento che viene così sprecato e vissuto come un limite dal “piccolo genio” perché sintomo di diversità.

La condizione di giftedness può anche comportare difficoltà di apprendimento e reali situazioni di underachivement con rischio di drop out, alimentando così vissuti di frustrazione, problemi di comportamento, e malessere generale a scuola.

La vera innovazione dovrebbe partire proprio da questi bambini, se giustamente supportati, e seguiti sono un elemento di investimento per il nostro Paese, come avviene altrove, oltre che un traino per il gruppo classe.

Ma il talento da solo non basta: è di fondamentale importanza sostenere il talento nel percorso di crescita, supportandolo sia a livello intellettivo, attraverso la proposta di attività sufficientemente stimolanti e sia a livello socio-emotivo, favorendone anche l’integrazione nel gruppo di coetanei. L’eccezionalità, se non sostenuta, può assumere traiettorie critiche, pertanto promuovere opportuni percorsi di supporto a scuola e aiutare i genitori nella gestione dei piccoli geni. La passione, l’impegno, la motivazione per l’apprendimento devono essere continuamente alimentate e sostenute perché il soggetto ad alto potenziale possa raggiungere l'eccellenza nella sua area di talento, contribuendo così allo sviluppo della società.

Il benessere psicologico di un bambino plusdotato è legato a una serie di fattori, ma la mancanza di politiche educative finalizzate crea difficoltà che molti studenti plusdotati incontrano: problemi di adattamento rispetto ai loro coetanei nongifted , mancato interesse per materie scolastiche ritenute troppo semplici, comportamenti antisociali, perdita di interesse per la scuola e successivo abbandono. Problematiche che tendono ad acuirsi e consolidarsi in particolare durante l'adolescenza.

La scuola, la famiglia e gli specialisti del settore psicologico e pedagogico svolgono un ruolo centrale che al momento non sanno neppure di avere perché i bambini plusdotati non vengono “riconosciuti” come tali, ma nel migliore dei casi fraintesi.

Abbiamo creato la Rete "Alto Potenziale”  e siamo impegnati in un progetto di sensibilizzazione sul tema dell’alto potenziale dei bambini e dei talenti invisibili soprattutto nelle scuole (infoweb sul nostro bugiardino https://cittafamiglie.it/wp-content/uploads/2019/01/Es_Bugiardino_AP_rev01.pdf) .

In Puglia abbiamo formato 100 docenti e tenuto le prime sessioni di Parent Training: infoweb https://cittafamiglie.it/wp-content/uploads/2019/01/Rassegna-stampa-dicembre-2018.pdf

LA RASSEGNA STAMPA DELL' EVENTO 2018
https://cittafamiglie.it/2019/01/17/i-gifted-e-la-scuola-in-puglia-la-rassegna-stampa/
e qui
https://cittafamiglie.it/wp-content/uploads/2019/01/Rassegna-stampa-dicembre-2018.pdf

LA RASSEGNA STAMPA DEI MAGGIORI EVENTI DEGLI ANNI PRECEDENTI
https://cittafamiglie.it/2018/01/30/superintelligenti-invisibili-la-rassegna-stampa/
e qui
https://cittafamiglie.it/2016/02/15/convegno-bambini-plusdotati-la-rassegna-stampa/

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    Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

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    4. Istruzione di qualità

    Istruzione di qualità: garantire a tutti un'istruzione inclusiva e promuovere opportunità di apprendimento permanente eque e di qualità.

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