or login with email and password

or

Register with your email address
Hai già un account?

Forgotten your password? Enter you email address and you will receive a message with instructions to recover your password.

Forgotten your password?

Controlla la tua casella email: ti abbiamo inviato un messaggio con la tua nuova password.
Potrai modificarla una volta effettuato il login.

Did you received the email?

Hacia el muro

A campaign of
Luca Pistone

Contacts

A campaign of
Luca Pistone

Hacia el muro

Support this project
55%
  • Raised € 3,315.00
  • Target € 6,000.00
  • Sponsors 112
  • Expiring in 285 days to go
  • Type Keep it all  
  • Category Documentaries and inquiries

A campaign of 
Luca Pistone

Contacts

The project

In Messico lo chiamano El muro de la verguenza .

Nel resto del mondo è ormai conosciuto come The Trump wall .

Si tratta della barriera che con l'arrivo del tycoon Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d'America è tornata alla ribalta segnando la fine del viaggio, e in molti casi la morte, di un numero altissimo di migranti provenienti dal Centro America.
Un muro che in realtà ancora non esiste ma che il leader repubblicano ha trasformato in un suo cavallo di battaglia in occasione delle passate elezioni presidenziali nel 2016 e in vista delle prossime nel novembre 2020.
Messico e Stati Uniti condividono oltre 3mila chilometri di frontiera e Trump vuole costruire un muro che, secondo gli esperti, potrebbe essere lungo non più di 1600 chilometri, in cemento armato e alto una decina di metri. Un disegno a dir poco ambizioso che se mai un giorno si realizzerà richiederà costi inestimabili e tempi lunghi. È tuttavia vero che esistono già dei piccoli tratti di barriera fatta di rete metallica sagomata (soprattutto all'altezza di San Diego in California e di El Paso in Texas), voluti dalla presidenza Bush figlio e implementati da quella Clinton. Per aggirarli, l'esodo centroamericano è costretto ad affidarsi a intermediari (detti coyotes o polleros) e quindi optare per deserti, canyon e monti dove deve fare i conti con un sistema di vigilanza permanente fatto di droni, elicotteri e pick-up.

Le politiche e le strategie anti-immigrazione che ruotano attorno al piano edilizio celano in realtà il tentativo di difendere la cultura, la lingua, la religione - a maggioranza protestante - e a separare gli americani dai non-americani.
Gli immigrati, infatti, vengono presentati sotto una luce negativa e lo stesso Trump li definisce bad hombres , inasprendo così le divisioni razziali ed etniche all'interno della società statunitense e mirando sempre più a mantenere una connotazione identitaria. Contro tutto ciò si sbatte con violenza, venendo arrestati o addirittura morendo.

Mi chiamo Luca Salvatore Pistone e sono un giornalista di guerra freelance . Il mio lavoro mi ha portato a occuparmi di numerosi conflitti e crisi nel mondo, cominciando dall'Africa (Burkina Faso, Congo Brazzaville, Congo Kinshasa, Costa d'Avorio, Gambia, Egitto, Libia, Niger, Mali, Mauritania, Repubblica Centrafricana, Senegal e Sud Sudan), passando dal Medio Oriente (Iraq, Libano e Siria), dal Sud-est asiatico (Cambogia, Filippine e Thailandia) e dall'Europa (Ucraina e rotta balcanica dei migranti) terminando in America (Brasile, Bolivia, Perù e Giamaica).

Ho lavorato per diversi anni come inviato (giornalista, fotografo e videomaker) per Notimex, l'agenzia di stampa ufficiale del Messico, e conto collaborazioni con media e organizzazioni italiane e internazionali («El País», «Internazionale», «L'Espresso», «La Gazzetta dello Sport», «RaiNews», «Ruptly», «Nigrizia», Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, Centro Servizi Volontariato Toscana).

Ho scritto un libro, edito da Aut Aut Edizioni e intitolato Dalla Guerra. Cronache di ordinaria oppressione . Una raccolta di dieci reportage in dieci paesi differenti; storie e fotografie da zone del mondo troppo spesso dimenticate dai grandi mezzi di comunicazione e dove continuano a verificarsi abusi di ogni sorta.

L'avventura con Aut Aut Edizioni prosegue. Insieme abbiamo un progetto per la realizzazione di un nuovo libro dal titolo «Hacia el muro» («Verso il muro»).

L'esodo centroamericano verso il Nord è divenuto un e vero proprio fiume in piena e io intendo seguirlo. Riteniamo che i paesi di partenza e la frontiera meridionale del Messico, dove di recente il presidente Andrés Manuel López Obrador ha incrementato la presenza militare con una vera e propria caccia al migrante, ricevano una copertura giornalistica di gran lunga inferiore a quella della frontiera con gli Stati Uniti. C'è un forte bisogno di raccontare ciò che avviene da quelle parti, di fare giornalismo sul campo, e questo secondo noi significa una cosa molto semplice: esserci.

Vogliamo lanciare una campagna di crowdfunding grazie alla quale potrò recarmi nei luoghi di origine del fenomeno migratorio verso il Messico e gli Stati Uniti. Conoscere i contesti da cui si scappa, come l'Honduras dove si registra uno dei tassi di omicidi più alto del continente, mettermi in marcia coi migrantes aderendo alle carovanas (viaggiando insieme, migliaia di persone corrono meno rischi e hanno modo di lanciare un preciso messaggio politico), seguendo piccoli gruppi o singoli individui. A piedi, a nuoto o in barca attraversando fiumi, su treni merci, pullman, facendo l'autostop, mettendosi nelle mani dei trafficanti. E ancora, l'iter burocratico per presentare la domanda di asilo, l'ospitalità nei cosiddetti albergues (centri di accoglienza per migranti), i centri di detenzione. Fino ad andare a infrangersi contro El muro de la verguenza o, nel migliore dei casi, augurare buona fortuna a chi lo supera.

Comincerò da San Pedro Sula (Honduras), cittadina finita sotto i riflettori perché è da qui che partono le frequenti carovanas , e mi dirigerò hacia el muro . Un viaggio di circa 5mila chilometri che mi condurrà ad attraversare due frontiere (quella tra Honduras e Guatemala e quella tra Guatemala e Messico), girare in lungo e largo molti stati messicani (Chiapas, Oaxaca, Guerrero, Puebla, Distrito Federal, Michoacán, Jalisco, Sinaloa, Durango, Nuevo León, Coahuila, Chihuahua, Sonora, Baja California) e infine toccare Tijuana infrangendomi contro il muro .

Il libro «Hacia el muro», che avrà anche una galleria fotografica, racconterà dell'esodo centroamericano di cui sarò testimone. I fondi raccolti tramite questa iniziativa serviranno a coprire tutti i costi per gli spostamenti aerei e terrestri, i pernottamenti e la promozione del libro.

Aiuta anche tu «Hacia el muro»!

Comments (16)

Per commentare devi fare
  • avatar
    Alessandro  In bocca al lupo Luca!
    • RV
      Romina  ...adelante! :D
      • SL
        Simone  Sotto sotto!
        • avatar
          Alessandro  Un primo passo verso la redenzione ;)
          • Ld
            Lucia  Comincia a pensare alla dedica!!!
            • LJ
              Ludovica  Forza Luca, ti vogliamo "on the road again"!
              • MS
                Maria  In bocca al lupo, Luca!
                • avatar
                  Giorgio  Non ti ci comprare la ddroga, però!
                  • lb
                    laura  :)
                    • avatar
                      Andrea  TrMN

                      Community

                      Vuoi sostenere questo progetto?