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FATIMA - Cortometraggio

A campaign of
Sara Russolillo

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A campaign of
Sara Russolillo

FATIMA - Cortometraggio

FATIMA - Cortometraggio

Campaign ended
  • Raised € 1,170.00
  • Sponsors 29
  • Expiring in Terminato
  • Type Keep it all  
  • Category Movies & shorts

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Sara Russolillo

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The project

SU DI ME

Mi chiamo Sara Russolillo e sogno di fare la regista per colpa di mio fratello.

Avevo 5 anni quando lui ne aveva 17. Mi faceva sedere su una sedia e poi con un click la cassetta iniziava a girare e davanti a me iniziavano a passare elefanti umani, spose arrabbiate e signori vestiti di bianco che bevevano del latte. Io rimanevo a guardarlo, quel mondo dei grandi, per ore. Avrei voluto vedere Barbie Raperonzolo, ma non l’avrei preferito. A 6 anni, mi aveva imposto tutto Godard. A 7, Truffaut. A 8, la maestra aveva convocato i miei genitori: in un tema in classe avevo parlato di siringhe di adrenalina nel petto. La traccia recitava “Parla della tua domenica”.
Ho subito il cinema prima ancora che mi cadessero i denti da latte e ne sto ancora pagando le conseguenze.

"Fatima" è il mio primo cortometraggio.

IL PROGETTO

Ero in quarta elementare quando ho chiesto per la prima volta a mio padre cosa fosse il sesso. Sapevo benissimo cosa fosse, volevo solo che qualcuno, meglio se un adulto, me ne desse conferma. Me l'aveva detto un giorno, un mio compagno di classe: "I bambini si fanno così, e Babbo Natale non esiste", aveva aggiunto. E io con lo sguardo socchiuso di chi si sente tradita da anni di ripetute bugie mi ero limitata a fare no con la testa.

Credo di aver perso la verginità in quello stesso momento. In quell'attimo, a ricreazione, mi ero ritrovata nuda di fronte alla verità, di fronte al sesso, di fronte a Babbo Natale. Mio padre non rispose mai a quella domanda. Si preoccupò, piuttosto, di tapparmi gli occhi davanti ai film, di distrarmi davanti ai distributori dei preservativi, di tossire rumorosamente quando, a cena con amici, veniva fuori l'argomento. A me, tutta quella segretezza, prese a divertirmi: mio padre che aveva sempre avuto la risposta a tutti i miei perchè, adesso sapeva meno di me. 

Alessio, il protagonista del film, queste domande, a suo padre, non ha avuto il tempo di farle. 
Spetta davvero a noi la decisione di crescere o quello che saremo è frutto di una violenta imposizione degli altri? 
Nella feroce cultura del taboo, "Fatima" si interroga su quale sia il modo e il momento giusto per diventare adulti.

SINOSSI

Un’auto procede lenta sul litorale domizio, arranca tra vetri rotti e asfalto dissestato. Alessio ha solo dodici anni, e con la fronte poggiata sul finestrino combatte con l’inadeguatezza e con un mal di stomaco che lo tormenta da quella mattina. Quella domenica, su quel lembo di costa che ospita spiagge deserte e case abbandonate, lo aspetta una sorpresa, un regalo tardivo per il suo dodicesimo compleanno. Suo padre gli ha già spiegato qualcosa, ma Alessio non è sicuro di aver davvero capito cosa lo attende. Sa solo che quella domenica mattina non sarebbe andato a servire Messa come chierichetto ma sarebbe partito verso il mare con suo padre, in una mattinata tra uomini, con il culo poggiato sul sedile sfondato dell’Alfa 147. Maurizio è alla guida, le mani sono salde sul volante, ma condivide con suo figlio un certo timore. Sua madre non sa e non deve sapere niente, perché una cosa tra uomini non contempla la presenza di altre donne, ne basta una sola. Lo stomaco batte forte, Maurizio aziona la freccia e accosta. Una ragazza nera come il cielo che da lontano minaccia pioggia si avvicina alla macchina e sale. Si chiama Fatima, santa come il nome che porta, puttana come l’esistenza che trascina.

A COSA SERVONO I FONDI?

I fondi serviranno a finanziare l'intera produzione del cortometraggio. Dietro a tutto quello che vediamo su uno schermo ci sono giorni e giorni di riprese, attrezzature e figure professionali specializzate. Oltre agli attori e all'intera troupe, bisogna pensare a tutti i possibili imprevisti che possono capitare su un set. 
Tutto questo per creare un prodotto che garantisca il rispetto e l'attenzione per tutte le maestranze.
Il progetto "Fatima" nasce tra i banchi della Scuola Holden, e ha l'obiettivo di uscire dai cardi e i decumani di Torino per arrivare ai festival e alle mostre del cinema di tutta Europa.  

RICOMPENSE

Ogni contributo al progetto è prezioso. Ci sono molti modi diversi per supportarci. Il primo è ovviamente con una donazione: questo ti garantirà delle ricompense specifiche che potrai vedere nell'imagine. Un altro modo davvero prezioso per fornire aiuto è condividere questa pagina attraverso i social e ai tuoi amici. Per questo genere di progetti il passaparola è essenziale. Grazie da parte di tutto il team per credere in questo progetto e aiutarci a realizzarlo!

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ENGLISH VERSION

ABOUT ME 

My name is Sara Russolilloand I dream of being a director because of my brother.

I was 5 years old when he was 17. He would make me sit in a chair and then with a click the tape would start rolling and in front of me would start passing human elephants, angry brides, and gentlemen dressed in white drinking milk. I would stand and watch it, that grown-up world, for hours. I would have liked to see Rapunzel Barbie, but I would not have preferred it. 

At 6, he imposed me all of Godard’s filmography. At 7, Truffaut’s. At 8, my teacher called my parents: in my essay, I had talked about needles full of adrenaline in the chest.  The question was “Talk about your Sunday morning”. 
I suffered cinema before I lost my milk teeth and I’m still paying the consequences.

Fatima” is my first short film.

THE PROJECT

I was in 4th grade when I first asked my dad what sex was. I knew exactly what it was, I just wanted someone, preferably an adult, to confirm it. One of my classmates had told me, one day: “That’s how babies are made, and Santa Claus doesn’t exist”, he had added. And I, with the half-closed look of someone who feels betrayed by years of repeated lies, had merely nodded my head no. 

I think I lost my virginity in that exact moment. In that instant, at recess, I had found myself naked in front of the truth, in front of sex, in front of Santa Claus. My father never answered that question.  He worried, rather, about plugging my eyes in front of movies, distracting me in front of condom dispensers, coughing loudly when, at dinner with friends, the subject came up. To me, all that secrecy took to amuse me: my father, who had always had the answer to all my whys, now knew less than I did.

Alessio, the main character in the movie, didn’t have the time to make these questions to his father.
Is it really up to us to make the decision to grow up, or is what we will be the result of violent imposition by others?
In the fierce taboo culture, "Fatima" questions what is the right way and time to become an adult.

SYNOPSIS

A car moves slowly along the Domitian coastline, trudging through broken glass and uneven asphalt. Alessio is only twelve years old, and with his forehead resting on the window he struggles with inadequacy and a stomach ache that has tormented him since that morning. That Sunday, on that strip of coastline that hosts deserted beaches and abandoned houses, a surprise awaits him, a belated present for his twelfth birthday. His father has already explained something to him, but Alessio is not sure he really understands what awaits him. All he knows is that that Sunday morning he would not be going to serve in church as an altar boy but would be driving to the sea with his father, on a man's morning, with his ass resting on the smashed seat of the Alfa 147. Maurizio is driving, his hands firmly on the wheel, but he shares a certain fear with his son. His mother does not know and must not know anything, because a thing between men does not contemplate the presence of other women, only one is needed. Stomach pounding, Maurizio operates his blinker and pulls over. A girl as black as the sky, threatening rain from afar, approaches the car and gets in. Her name is Fatima, holy as the name she bears, whore like the existence she drags.

WHAT ARE THE FUNDS FOR?

The funds will be used to finance the entire production of the short film. Behind everything we see on a screen, there are days and days of filming, equipment and specialized professionals. In addition to the actors and the entire crew, you have to think about all the possible contingencies that can happen on a set.

All of this is to create a product that guarantees respect and attention for all the workers.

The "Fatima" project was born among the desks of the Scuola Holden, and it aims to get out of the cardi and decumani of Turin and into film festivals and exhibitions all over the world.

DISCLAIMER

All of the prizes that come within the donations are going to be shipped in Italy only. Everyone who’s going to be making a donation is going to receive the link for the short movie and their names on the closing credits.

Comments (8)

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  • VP
    Vito Vai Sara!
    • AA
      Attilio 🤞
      • avatar
        Arianna Dai, dai, dai!
        • AA
          Alex Forza Sara!
          • avatar
            Maria Grazia Sei sulla buona strada ... non mollare mai !
            • BS
              Benedetta Daje Sarettaaaa
              • VC
                Veronica Forza!!
                • GS
                  GERARDO forza Sara!!!

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