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Dalla performance teatrale alla musica live, Emilia Parallela racconta le subculture degli anni 80, storie di resistenza all’ideologia dominante, tra collettivi queer, punk, skinhead e mod. Là dove la provincia diventa il centro del cambiamento. Un film documentario scritto e diretto da Michele Putortì e Andrea Palazzino.

Negli anni Ottanta, al termine della “Stagione dei Movimenti”, con la fine delle grandi utopie di massa le giovani generazioni si ritrovano abbandonate, scevre di ideali.
Le tradizionali formule politiche e culturali entrano in crisi, la riorganizzazione economica e finanziaria in chiave consumistica ridefinisce il sistema di valori e comportamenti contemporanei, la televisione commerciale ne è lo strumento e il riflesso più evidente.
É all’interno di questo quadro storico sociale che il documentario Emilia Parallela cerca di inquadrare gli “Anni del Riflusso” vissuti dalle giovani generazioni nelle città della provincia emiliana. La storia orienta la propria indagine a partire dalla nascita e dalle frequentazioni di due locali della controcultura e subcultura di Parma: Picasso e il Delta di Venere, poi denominato Onirica. Quindi espande il proprio sguardo alle avanguardie musicali di Reggio Emilia, alla controcultura underground piacentina, tra Osteria di Sacc e il Pluto e alle radici del punk modenese tra Pakko, Masquotte e Radio Antenna 1. Dopo l’abbandono delle battaglie ideologiche della stagione precedente, esistono ancora avamposti di cultura resistente e alternativa, laboratori di sperimentazione non solo musicale, dove la carica ribellistica giovanile si sposa, se non con un pensiero critico formalizzato, con una pulsione a creare forme di autoproduzione artistica e di solidarietà umana e sociale.
Realtà periferiche e ancora poco raccontate, rispetto ai grandi centri di aggregazione e produzione culturale, come Milano e Bologna, ma che risulteranno col tempo assolutamente innovativi e di avanguardia rispetto alle tendenze future.

Il circolo Picasso nasce dalla spinta propulsiva di un collettivo fortemente radicato nei movimenti di liberazione sessuale, facendo della sua programmazione teatrale una sferzante satira diretta alla nuova televisione commerciale. La diffusione delle emittenti private segna la fine del modello paternalistico-pedagogico della “Paleotelevisione”: la concezione della TV come servizio sociale e culturale lascia il passo alla funzione ludica del mezzo, strumento in grado di condizionare i gusti, i consumi e gli orientamenti del suo pubblico. L’Onirica accoglie spinte musicali alternative alla disco music, soprattutto quella punk e new wave, e rappresenta la più valida alternativa locale per quei gruppi di ragazzi affascinati dalla subcultura musicale di derivazione londinese e berlinese. L'Osteria di Sacc a Piacenza smette di servire ai tavoli e inizia a organizzare concerti, raduni mod, distribuire fanzine. Molto vivace è la scena musicale reggiana, di cui i CCCP, Vinicio Capossela e i Clan Destino con la voce di Luciano Ligabue ne diventano l’emblema e il frutto più maturo e cosciente. In questo stesso tessuto si inserisce con forza Modena e il suo territorio, uno dei nodi vitali della rete alternativa che attraversa la via Emilia: qui locali come il Pakko e soprattutto il Mascotte diventano punti di riferimento imprescindibili, catalizzatori di energie sotterranee e luoghi di convergenza per giovani provenienti da tutto il centro-nord, dal Veneto fino a Firenze. Il Mascotte, in particolare, si impone come spazio di aggregazione trasversale, capace di attrarre e mescolare sottoculture diverse — punk, mods, skinheads — trasformando la provincia modenese in un crocevia vivo e dinamico della controcultura giovanile. Negli stessi anni nei quartieri delle periferie esplode dirompente il fenomeno delle bande giovanili, che costruiscono la loro identità intorno alle amicizie coetanee del quartiere, del vicinato e del bar. Frustrati dalle promesse di un benessere irraggiungibile, trasformano la loro crisi di valori e di punti di riferimento in atti delinquenziali e microcriminalità. Mentre la città è divisa in bande (ogni quartiere della città ha infatti la sua banda), il centro storico di Parma, Piacenza e Modena diventano luogo di ritrovo di una giovane scena alternativa. Non si tratta della solita comitiva del muretto, ma della manifestazione di una subcultura giovanile più cosciente. Tra di essi ci sono skin, mods, teddy boy e punk. Reggio Emilia si caratterizza per esperienze creative uniche, qui l'amministrazione lavora in sinergia con i circoli giovanili. Dalla performance teatrale alla musica indipendente dal vivo, Emilia Parallela racconta uno spaccato di società underground propulsivo di nuove energie creative, storie di resistenza alla cultura dominante che diventano ingredienti della dieta del Riflusso.

Questo progetto nasce da un presupposto semplice: Emilia Parallela può crescere solo attraverso il coinvolgimento diretto di chi sente che questa storia deve essere raccontata.
Il contributo raccolto finanzierà concretamente le fasi di produzione e postproduzione — dalle riprese sul territorio al montaggio, fino alla costruzione finale del film — permettendoci di lavorare con il tempo, la cura e la qualità che un progetto come questo richiede.
Crediamo che sia possibile realizzare un’opera cinematografica solida e ambiziosa senza rinunciare a una logica indipendente, fondata sulla giusta valorizzazione del lavoro creativo e sulla costruzione di una comunità attiva intorno al film. Non come semplice sostegno, ma come parte integrante del processo.
La co-produzione dal basso, per noi, non è solo un modello economico: è una presa di posizione. Significa scegliere di partecipare alla creazione di immaginari, contribuire a far emergere storie che altrimenti rischierebbero di rimanere invisibili.
La sfida è aperta: costruire un film capace di mantenere insieme qualità, radicalità e appartenenza.
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Fai crescere il film.

Kinoki Media è un team multidisciplinare che lavora nell’ambito della produzione audiovisiva e interactive media: progettazione, produzione, videomaking, videoediting, compositing, animazione 2D e 3D, stop motion, graphic design, realtà virtuale, realtà aumentata, set design e sound design.

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