Una campagna di Michael, Mirko, Lucia
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Salve a tutti, siamo 3 soci che hanno un'idea per diminuire in primis la disoccupazione in italia tramite l'avviamento di una nuova Cooperativa Onlus che procederà poi con inserimento di nuovi e svariati progetti ormai già pronti da realizzare ma non disponiamo del capitale minimo per la realizzazione.
Essendo parte sociale non possiamo promettere ritorni o rincompense ma solo un'eterna gratudine per l'aiuto e il sostegno nell'avviamento dell'impresa,
In poche parole ma abbastanza dettagliato vorremmo descrivere il nostro progetto d'impresa e preghiamo a fin che il tutto grazie a voi si possa realizzare:
“Cooperativa Sociale "consigliateci un nome adeguato” (vi ascoltiamo)
la Circolare del Ministero del Lavoro, 9 ottobre 1992, n. 116, “Chiarimenti sulla legge 381/91”, al capoverso 4, per quanto attiene il “settore d’intervento”, quindi i servizi socio sanitari ed educativi, precisa che i medesimi dovranno “essere finalizzati alla promozione umana e alla integrazione sociale dei cittadini, come interesse generale della comunità”.
Concretamente tale funzione sarà assolta da “quei servizi sociali ed assistenziali, scolastici di base e di formazione professionale, sanitari di base e ad elevata integrazione socio sanitaria, tutti di rilevanza costituzionale (art. 32, comma 1 [cfr. “La repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”] , art. 34 [cfr. “La scuola è aperta a tutti [...]], art. 35 comma 2 [cfr. “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori”], art. 38 [cfr. “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale [...]] della Costituzione)”.
Con riguardo all’“utenza” lo specifico riferimento va alle “persone bisognose di intervento sociale. Tale intervento trova la sua origine in motivazioni connesse sia all’età sia alla condizione personale o familiare sia alla condizione sociale”.
Lo scopo della Cooperativa sociale è, in primis, quello di corresponsabilizzare la società di riferimento e di dar vita, successivamente, ad un vero e proprio lavoro di rete in vista della soddisfazione dell’interesse generale della “salute comunitaria”.
L’elemento innovativo della nostra Cooperativa è rappresentato, non solo dal fatto di agire nell’ambito dell’educazione oltre che in quello più tradizionale del socio-sanitario, ma anche dalla possibilità di porre in essere una metodologia d’azione “integrata”, sia in riferimento allo specifico ambito d’intervento sia in riferimento alle professionalità coinvolte.
la medesima mantiene una strutturazione imprenditoriale che le deriva dalla “categoria generale” giuridica d’appartenenza (la Cooperativa, appunto). “Etica sociale” ed “etica imprenditoriale”, comunemente concepite e concretamente vissute come due valori inconciliabili, al fine della realizzazione dell’interesse generale della comunità convivono in questa particolare forma associativa definita, a ragione, “impresa sociale”: i principi dell’efficacia e dell’efficienza economica sono qui impiegati, non in vista della soddisfazione di un fine egoistico (un vantaggio personale), quanto piuttosto per “massimizzare” il benessere collettivo.
In questo modo, l’impresa sociale, si differenzia non solo dal volontariato, con il quale pur condivide la natura solidaristica dello scopo (ed assieme al quale appartiene al cd. “Terzo Settore”), ma anche dall’impresa propriamente detta (“for profit”), della quale mantiene pur sempre i principi organizzativi.
La Cooperativa sociale, pur potendo, innegabilmente, essere equiparata, sotto alcuni aspetti, all’”istituzione pubblica” ed allo Stato sociale in particolar modo, data la natura pubblicistica degli scopi perseguiti, rivendica, infine, la propria identità anche rispetto a quest’ultimo sottosistema, in forza di un diverso codice simbolico basato sulla “relazionalità”: laddove l’assistenza sociale tradizionale, concependo il destinatario del servizio quale soggetto passivo (potenziale fattore di disordine), ha favorito la divisione tra “momento produttivo” (del servizio assistenziale) e “momento assistenziale” (la prestazione concreta del servizio), l’impresa sociale, in quanto fondata sull’intraprendere, sulla creazione di un nuovo modo operativo, ha unito i due momenti, non solo “personalizzando” il servizio prestato, ma anche e soprattutto instaurando un processo di “autodeterminazione” dell’utente.
Il “plusvalore” della Cooperativa sociale sta dunque nel concepire e rendere “produttivo” ciò che comunemente, nei termini della concezione economica classica dominante, è considerato “improduttivo”;
“lo svolgimento di attività diverse – agricole, industriali, commerciali o di servizi – finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate”.
Uno degli scopi fondamentali della Cooperativa è quello di restituire, attraverso lo svolgimento di attività produttive nei più svariati settori, una dimensione personale e relazionale al soggetto svantaggiato considerato, nell’ottica classica dell’economia, come soggetto “improduttivo”.
Il beneficio che una tal sorta di Cooperativa può arrecare all’intera società è facilmente apprezzabile: da un lato si prevengono processi di devianza ed emarginazione di soggetti che, per tutta una serie di motivi che meglio vedremo, si trovano in stato di svantaggio, offrendo loro una possibilità di emancipazione ed integrazione sociale attraverso il lavoro (prima in Cooperativa e successivamente, laddove possibile, al di fuori di essa), dall’altro si riducono i costi che il servizio assistenziale pubblico dovrebbe sostenere per affrontare lo svantaggio di tali soggetti (si pensi ad es. alle pensioni di invalidità, ai costi per la giustizia e così via).
In riferimento alla specifica natura dello “svantaggio” il comma 1, dell’art. 4, della L. 381/’91, riporta un elenco dettagliato:
“invalidi fisici, psichici e sensoriali”;
“ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari”;
“soggetti in trattamento psichiatrico”;
“tossicodipendenti”;
“alcolisti”;
“minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare”;
“persone detenute o internate negli istituti penitenziari”;
“condannati ed internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all’esterno
ai sensi dell’art. 21 della legge 26 luglio 1975, n. 354 e successive modifiche”;
“altri soggetti indicati con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, di concerto con il Ministro della Sanità, con il Ministro dell’Interno e con il Ministro per gli Affari Sociali, sentita la Commissione centrale per le cooperative istituita dall’art. 18 del D.Lgs. del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni”.
META SOCIALE
“servizio di qualità”: strettamente legata alle argomentazioni precedenti è la “qualità del servizio”, intesa nei termini non dell’economia ortodossa come qualità finale del servizio reso, quanto piuttosto come servizio derivante da un processo produttivo che pur rispettando i classici parametri dell’imprenditoria (efficacia ed efficienza) “arricchisce” i medesimi con la “partecipazione sociale produttiva” altamente personalizzante sia nel momento programmatorio propriamente detto, sia in quello di realizzazione concreta e fruizione del servizio assistenziale stesso.
Il servizio è di qualità in quanto non autoreferenziale, ma in quanto, piuttosto, sempre e comunque riferito (dalla realizzazione al consumo) alla persona e, quindi, capace in ogni sua fase di esistenza di valorizzare la prerogativa umana;
“Soggetto privato che persegue un interesse generale ”: La Legge, pur parlando di Cooperativa sociale, non ha in nessun modo determinato un cambiamento rispetto alla sua natura: come detto la Cooperativa Sociale è a tutt’oggi un soggetto privato (che appartiene alla categoria più generale della Cooperativa disciplinata nel Cod. Civ.), in specie un imprenditore dedito alla produzione di beni e servizi, ma non in vista di un proprio interesse, quanto piuttosto per arrecare un beneficio alla comunità: l’”interesse generale” riportato nell’art. in esame.
“Soggetto privato che offre un servizio personalizzato”: il riferimento, contenuto nell’articolo in esame, alla “promozione umana” ed all’”integrazione sociale” dei cittadini non può non costituire un condizionamento in senso operativo per la stessa Cooperativa Sociale: qualunque sia il servizio da essa specificamente offerto, non richiamando la legge un bisogno specifico, bensì il più generale interesse dello sviluppo umano, il suo operato dovrà necessariamente essere orientato allo sviluppo integrale della persona umana. Del pari, il riferimento ai “cittadini” e non ad un singolo soggetto svantaggiato, fa sì che l’operato della Cooperativa non sia rivolto solo ed esclusivamente al cittadino ufficialmente riconosciuto come tale, ma a qualsiasi individuo che necessiti di un sostegno per il proprio sviluppo sociale.
PROGETTI:
Integrazione/collocamento al lavoro:
La cooperativa a l'intento di sviluppare principalmente un progetto che inserisca qualsiasi individuo che necessiti di un sostegno in vari ambiti lavorativi in convenzione con varie aziende e con regolare contratto affiancati da operatori qualificati nei vari settori, in modo da restituire, attraverso lo svolgimento di attività produttive nei più svariati settori, una dimensione personale e relazionale il tutto seguito poi da corsi di formazione frequenti per ogni ambito per il conseguimento dei vari attestati/qualifiche di settore salvaguardando specialmente l'interesse dell'individuo e delle aziende.
PROGETTO PRESTIAMO SERVIZIO: Nello stesso ambito cerchiamo di sviluppare al meglio un secondo progetto che favorisca l'inserimento di vari individui che necessitano di lavoro in aziende prestando loro qualche ora di servizio, con una piccola remunerazione (di sostegno) che verrà consegnata tramite buoni (voucher) spendibili nei vari edifici (ristoranti,pizzerie,bar,negozi,ecc.) che sostengono il progetto. (I “voucher” sono buoni che possono essere usati esclusivamente per pagare, dal cui non vi è alcuna possibilità di erogazione di denaro in contanti). In modo da creare una maggior possibilità di assunzione diretta nelle aziende. Inoltre per gli individui che necessitano di un sostegno, la cooperativa intende realizzare vari e personali progetti (sottoscritti) e infrastrutture per il collocamento di un numero crescente di individui recando loro un contesto serio, solido e accogliente.
E moltro altro ancora in realizzazione....
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