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CAROVANA SOLIDALE PER I CAMPI DI LAVRIO (CONVOY TO REFUGEE CAMPS IN LAVRIO)

A campaign of
Sara Candotto

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A campaign of
Sara Candotto

CAROVANA SOLIDALE PER I CAMPI DI LAVRIO

(CONVOY TO REFUGEE CAMPS IN LAVRIO)

CAROVANA SOLIDALE PER I CAMPI DI LAVRIO (CONVOY TO REFUGEE CAMPS IN LAVRIO)

Campaign ended
  • Raised € 1,990.00
  • Sponsors 41
  • Expiring in Terminato
  • Type Donation  
  • Category Community & social
  • Obiettivi
    1. Zero Povertà
    5. Uguaglianza di genere
    10. Ridurre le disuguaglianze

A campaign of 
Sara Candotto

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The project

ENGLISH BELOW

IL PROGETTO

Costruito nel 1947 per ospitare ex minatori locali, il campo di Lavrio, cittadina a 65 km a sud-est di Atene, divenne poi un luogo dedicato a dissidenti turchi e, dagli anni 80, a indipendentisti curdi.

Com’è noto, attualmente la Grecia ospita migliaia di famiglie provenienti dalle coste turche, la maggior parte delle quali accampate nelle isole dove sorgono alcuni campi profughi di Stato come quello di Moria a Lesbo, diventato tristemente famoso per il sovraffollamento (costruito per ospitare 3mila persone, ne ospita più di 9mila) e per le terribili condizioni di vita in cui versano le persone lì detenute a tempo indeterminato.

La situazione si è ulteriormente aggravata nel 2015 con la prosecuzione del conflitto in Siria del Nord e la continua repressione dell’AKP (partito capeggiato dal Presidente Erdogan) nei confronti della comunità curda e dei dissidenti politici, tanto che il governo greco si vide costretto ad aprire a Lavrio un secondo centro poco distante dal primo.

Fino al 2017 quindi la Grecia, dal 2014 sotto il governo di Tsipras, aveva fornito un minimo di assistenza al campo permettendo l’intervento di enti riconosciuti come la Croce Rossa e UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati). Tuttavia  a causa delle continue pressioni di Ankara, che considera Lavrio un “centro di addestramento militare di membri del PKK (Partito dei Lavoratori Curdi fondato da Abdullah Ocalan)”, Syriza ha interrotto ogni tipo di supporto, lasciando che i campi sopravvivessero solo grazie alla solidarietà locale e internazionale.

Nel 2018 quindi, in seguito ad un appello dell’assemblea dei e delle residenti, dalla Bretagna è partito un convoglio, il Convoi Solidaire, organizzato da militanti anticapitalisiti, sindacalisti di Sud-Education, Solidaires, la CGT e l’associazione Amitiès kurdes de Bretagne, carico di medicinali e apparecchiature sanitarie. Il viaggio rappresentava una prima missione esplorativa in una situazione emergenziale, nella prospettiva però di un intervento stabile e continuativo. Fino ad ora infatti sono partiti altri quattro convogli, costituiti ciascuno da un camion di 45 tonnellate carico dei beni di volta in volta necessari.

Il prossimo Convoglio Solidale partirà dalla Francia intorno al 20 di marzo 2020.

Come siamo stat_ coinvolt_?

Il 20 novembre abbiamo ospitato a Manituana, spazio sociale di Torino, la presentazione di due documentari “Lavrio i campi della vergogna” e “L’esodo da Afrin a Lavrio” realizzati dal Convoi in una delle loro spedizioni nei campi con la volontà di far conoscere quest’esperienza di autogestione, e il trattamento che le è stato riservato dai governi greco e turco.
Alla proiezione erano presenti Jacques Leleu, realizzatore dei documentari e militante del Convoi Solidaire, Emmy Koutsopoulou, psichiatra e attivista nel Centro di Salute Solidale del quartiere di Nea Filadelfia (Atene), e Antonio Stopani, docente di geografia umana all’università di Torino, che conclusosi l’evento, ci hanno proposto di creare un nodo italiano per il convoglio di marzo.

Ovviamente abbiamo accettato con entusiasmo.

E’ fondamentale capire che i campi di Lavrio non sono campi qualsiasi. Non sono campi statali, né gestiti da organizzazioni umanitarie come l’UNHCR. Sono campi autogestiti dai e dalle abitanti secondo i principi del Confederalismo Democratico, modello politico- organizzativo che ha permesso la convivenza in Siria del Nord di popoli che da decine di anni sono stati oppressi dai loro governi, e che nemmeno tra loro erano riusciti a trovare una pacificazione.

tuttavia può essere considerato una forma su scala ridotta e laboratoriale del sistema democratico, femminista ed ecologista che è stato creato in Rojava. E’ per questo che abbiamo deciso di dare il nostro sostegno a questi campi: molt* di noi hanno partecipato attivamente alla mobilitazione in sostegno alla Siria del Nord, dopo l’ultimo attacco turco del 9 ottobre. Una delle questioni fondamentali che emergono nelle pause dell’organizzazione di presidi, striscioni, e seminari è come possiamo noi, tenendo in considerazione le diverse condizioni di partenza delle nostre realtà, nei nostri Paesi, applicare quei principi che difendiamo, di cui abbiamo letto, ma che solo poch* di noi hanno avuto l’opportunità di vivere con i propri corpi. Pur consapevoli che non si può capire appieno un sistema complesso in una decina di giorni, questa può essere un’occasione per avvicinarci ad una comprensione sempre più intima.

Come sono strutturati i campi di Lavrio e qual è la loro attuale situazione

Il campo è distinto in due grandi strutture abitative. La prima, risalente agli anni ’50 e situata in pieno centro della città, si compone di due edifici paralleli - dove sono collocati le camere e gli spazi comuni (bar, sala riunioni, cucina, deposito, uffici) – che si affacciano su un cortile comune. La seconda è situata a 2 km dalla città e consiste in prefabbricati che ormai mostrano i segni dell’usura. Uno dei prefabbricati funziona da sala di riunioni, mentre un forno comune è stato recentemente realizzato all’esterno per far fronte ai bisogni degli abitanti. Da poco è stato avviato un progetto per costruire una scuola in questo secondo campo più esterno, quello costruito nel 2015.

Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, i campi hanno ottime relazioni con l’ospedale di Lavrio. Il 15 dicembre scorso, durante l’arrivo dell’ultimo convoglio solidale, è stata organizzata una manifestazione durante la quale gli abitanti dei due campi hanno consegnato all’ospedale locale medicine ed equipaggiamento medico portato dal Convoglio Solidale.  L’operazione ha ottenuto un forte impatto mediatico. Essa è stata l’occasione per richiedere ed ottenere un presidio medico gratuito a beneficio dei kurdi.

Dopo l’invasione turca di ottobre, una nuova ondata di profugh* sta arrivando ad Atene e anche i due campi di Lavrio si trovano in difficoltà. La storia si ripete a soli 18 mesi dall’attacco ad Afrin. Molte famiglie e bambin* si trovano a dover dormire per le strade, e le e gli abitanti di Lavrio hanno vagliato le prime misure per poter accogliere nuove persone.

La scuola la cui costruzione è stata da poco avviata nel campo più esterno è stata adibita a dormitorio dove trovano spazio 13 letti, così come le aule del campo del centro città. Alcune stanze, già piccole, sono state dimezzate per garantire un po’ di intimità alle persone che arriveranno.

Gli edifici non sono mai stati ristrutturati dal 1947, perciò le infiltrazioni d’acqua ed umidità creano notevoli disagi e abbassano molto la qualità della vita. Ci sono 300 metri di tetto da isolare, la scuola-dormitorio ha bisogno di cartongesso per costruire i soffitti e di materiale per installare l’illuminazione.
Sono assolutamente necessari materiali da carpenteria, letti, coperte, materassi…

In una situazione emergenziale come questa tuttavia, proprio in virtù del progetto politico che anima coloro che organizzano la vita del campo, si cerca di trovare spazio anche per quelle che sembrerebbero attività meno urgenti: le donne (molte delle quali hanno avuto esperienza delle carceri turche) hanno realizzato braccialetti con fili di stoffa che verranno portati e venduti in Francia dal Convoi che in questi giorni (inizio gennaio) riparte verso la Bretagna. I proventi delle vendite saranno ovviamente destinati alle donne che li hanno fabbricati. Per questo con il prossimo convoglio di marzo sarà necessario portare anche sei macchine da cucire assieme a fili, perline e materiale vario, in modo tale che questa attività possa essere implementata.

E’ in corso un altro progetto analogo partito dagli uomini che si occupano di fabbricare oggetti in metallo.

Quello che vogliamo fare

Questi sono i mesi in cui è necessario raccogliere i soldi. Per questo abbiamo deciso di aprire questo crowdfunding a fianco a tutte le iniziative di benefit che faremo direttamente sul territorio torinese, di cui vi lasciamo le coordinate:

1) 31 gennaio, h 19.00  a Manituana aperitivo in cui riproporremo i documentari del Convoi Solidaire (per chi se li fosse persi è una buona occasione per rimediare!), vi aggiorneremo sullo stato delle cose nei campi di Lavrio, e sulle situazioni politica e geopolitica di Grecia e dintorni.

3) 28 febbraio, ore 22 Carnival Party . Questo sarà verosimilmente l’evento con cui ci garantiremo la maggior parte dei soldi da portare a Lavrio! Siateci numerosss***

4) DATA DA DEFINIRSI INTORNO A FINE FEBBRAIO, aperitivo per dare le ultime notizie prima della partenza

5) presenza con banchetti informativi ad eventi cittadini.

Durante tutte queste iniziative ci impegnamo a diffondere materiale informativo per rendere sostenitori e sostenitrici consapevoli e ben aggiornat* sull’impiego del loro sostegno, rendendo partecipi tutt* gli/le interessat* dell’autoformazione che precederà la spedizione di marzo: ripetiamo che il nostro non è un sostegno esclusivamente umanitario, ma anche e soprattutto politico; pertanto vogliamo arrivare ben format* per poter sfruttare al meglio quest’occasione.
Una volta in loco metteremo al servizio le nostre braccia e tutte le capacità pratiche di cui siamo fornit*; in più vorremmo realizzare una video-inchiesta sul campo da diffondere una volta tornat* in Italia.

Chi siamo

Manituana e Studenti Indipendenti sono due organizzazioni politiche attive nelle lotte sociali a Torino. Per conoscere le storie di ciascuna vi rimandiamo ai link dei nostri siti.

Manituana https://www.manituana.org/

Studenti Indipendenti https://www.facebook.com/studenti.indipendenti/

Csoa Gabrio https://www.facebook.com/pg/csoa.gabrio/about/?ref=page_internal

Documentari

https://www.youtube.com/watch?v=YVPLSSsJDi8&feature=share&fbclid=IwAR0JTEgsHMu-hC3O7vBx3etIM2ai2Rf23cRylNfUIwb8SpUVLAgMQsCA6ak LAVRIO I CAMPI DELLA VERGOGNA

https://www.youtube.com/watch?v=5GbumES_p2Q&feature=share&fbclid=IwAR2CU8Qa_s84a3fxADfTtJsZLiwGDCLOnmDBng8xbdyTtO6aAyFdPFF0ijc L’ESODO DA AFRIN A LAVRIO

THE PROJECT

The camp in Lavrio, a town 65 km to the southeast of Athens, was built in 1947 to house ex-mine laborers. Later on, it began to host Turkish dissidents and, from the 80s, Kurdish independentists too.

Thousands of families, crossing over from the Turkish coast, are nowadays located in Greece. They are mostly confined on the islands, where many state refugee camps are located. One such example is the Moria camp on Lesbos, infamous for its overcrowding (first built to host 3 thousand people, it now hosts more than 9 thousand) and the terrible living conditions of the people who are detained there indefinitely.

The situation worsened in 2015 due to the escalation of conflicts in northern Syria and the repression from Erdogan’s AKP (Justice and Development Party) targeting the Kurdish community and political dissidents, to the point that the Greek government had to open a second camp in Lavrio near the first.

Until the 2017, under the Tsipras’ government, Greece provided a minimal amount of assistance to the camp, allowing recognized organizations, such as the Red Cross and the UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees), to act freely within the camp.

Unfortunately, due to the continuous pressure from Ankara, which considers Lavrio a “military training center for the PKK militants” (Kurdistan Workers' Party founded by Abdullah Ocalan), Syriza froze any manner of support, leaving the camps to survive thanks mainly to local and international solidarity.

In 2018, in response to an appeal by the camp’s residents, a solidarity convoy (the Convoi Solidaire) left from Brittany with medicinals and equipment. It was organized by anti-capitalist militants, Sud-Education syndicalists, the CGT (General Confederation of Labour) and the Amitiès kurdes de Bretagne association. This first trip aimed to understand the gravity of the situation, but with the aim of forming a more stable and lasting working solidarity. Since then four convoys have traveled to Lavrio, each of them including a 45 ton truck, full of required necessities for the camp.

The next Convoi Solidaire is leaving from France around the 20th March 2020.

How to get involved

On the 20th November we screened in Manituana, a social center in Turin, two documentaries: “Lavrio the camps of shame” and “Exodus from Afrîn to Lavrio”. They were realized by the Convoi during one of their visits, with the aim of spreading awareness about this experience in self-organization and to denounce the treatment they received from the Greek and Turkish governments.

At the screening we had the pleasure to host Jacques Leleu, director of the documentary and militant of the Convoi Solidaire, Emmy Koutsopoulou, psychiatrist and activist for the Solidariry Centre of Health in Nea Filadelfia (Atene), and Antonio Stopani, Human Geography professor at the University of Turin. At the end of the presentation they proposed us to take part in the next convoy. Of course, we were enthusiastic!

It is essential to understand that the Lavrio camps are atypical for the Greek migratory context. They are not run by the state, nor managed by humanitarian organizations such as the l’UNHCR. They are self-managed by their inhabitants, following the framework of Democratic Confederalism, a political-organizizational model that has stimulated  the peaceful coexistence in Northern Syria of several populations oppressed by their governments for years, oppressions which had consequentially formed strained relations between these same groups. Lavros therefore, can be considered an example of the democratic, feminist and ecological system that was created in Rojava. For this reason we decided to show our active support for these camps. Some of us took part in the mobilizations in solidarity to Northern Syria after the Turkish attack of the 9th October. While we were organizing demonstrations, seminars and strikes, we found ourselves wondering how we could directly apply those values that had inspired us and in our manner, defended. This keeping in mind of course, the difference in social-political reality that undoubtedly differentiates us, and a context which few of us have have felt on their own skin. We know it is impossible to completely grasp such a complex system in just two weeks, but we hope this will be a chance to begin to mature a deeper understanding.

The structure of the camps and their current situation

In the camp there are two different housing units. The first one, dating from the 50s and located in the city center, consists of two buildings - where the rooms and the common spaces (cafe, meeting room, kitchen, offices, storage) are located – both facing a shared garden. The second one, 2 km away from the city (and dating from 2015), is mainly prefabricated structures which are outdated and starting to fall into disrepair. One of the structures houses a meeting room, and a communal oven has been recently built. A new project, aiming to build a school in this second camp has begun. The camps thankfully have a good relationship with the local hospital of Lavrio, which allows some of their necessities in regards to health care to be met. December 15th of last year, with the arrival of the second Convoi Solidaire, a demonstration was organized and the inhabitants of the camps donated the recently arrived medical supplies to the hospital of Lavrio. This gained widespread media coverage, and laid the ground for the Kurds asking, and obtaining, a permanent medical station on camp.

After the Turkish invasion in October, a new wave of migrants is arriving in Athens and the two camps are struggling to host the increased influx of new people. Just 18 months away from the attack in Afrin, history is repeating itself. Many families have no choice but to sleep on the streets. The inhabitants of Lavrio are looking for new ways to host this increasing flux of people. The school under construction in the second camp, is now being used as a dormitory, outfitted with 13 beds, and the same arrangement was found for the classrooms in the other camp. Some rooms, having started off cramped, have been halved to guarantee some intimacy to the people who will arrive.

These buildings have never been renovated since 1947, and water infiltrations cause discomfort and worsen the quality of life. There is pressing need to isolate 300 meters of the roof, to acquire plasterboard to build the walls and ceilings of the school/dormitory and materials to install light fixtures. Carpentry materials, beds, blankets, mattresses (and much more) are absolutely necessary.

In a state of emergency such as this one, and perhaps also taking into account the political values by which these camps are organized, it is important to find time to stimulate activities that might seem not so pressing. For instance, some women (many of whom were imprisoned in Turkey) made cloth bracelets that were then sold in France. The income from these sales will of course go to the women who produced them. Because of this, sewing machines, beads and fabric are necessary for the convoy in March. A similar activity was started by some men making items out of metal.

Our plan

In those months we are aiming to raise money for the camp. We started this crowdfunding alongside many events here in Turin to raise awareness and money for the project.

These are the ones during the next few weeks:

  1. 31st January, h 19.00 at Manituana. Aperitivo and screening of the Convoi Solidaire documentary, with an update abut the camps and the political situation in Greece.
  2. 22 February Carnival Party in Palazzo Nuovo
  3. Benefit events around the city to spread awarenes

During these events we will raise awareness and distribute informational content in order to allow donors to be updated on how their money will be used.

We want emphasize that it is not just an humanitarian mission, but also political solidarity. Therefore we would like to be well informed on these issues to have a bigger impact once in the camp.

Once there we will put our practical knowledge to good use in the community.

Furthermore, we are planning to realize a mini documentary about our journey that will be screened and distributed once back in Italy.

About us

Manituana and Studenti Indipendenti are two political organizations active on social questions in Turin. To help you to understand more about us, here are the links to our websites.

Manituana https://www.manituana.org/

Studenti Indipendenti https://www.facebook.com/studenti.indipendenti/

Csoa Gabrio https://www.facebook.com/pg/csoa.gabrio/about/?ref=page_internal

Documentaries

https://www.youtube.com/watch?v=YVPLSSsJDi8&feature=share&fbclid=IwAR0JTEgsHMu-hC3O7vBx3etIM2ai2Rf23cRylNfUIwb8SpUVLAgMQsCA6ak LAVRIO LES CAMPS DE LA HONTE (Lavrio the camps of shame)

https://www.youtube.com/watch?v=5GbumES_p2Q&feature=share&fbclid=IwAR2CU8Qa_s84a3fxADfTtJsZLiwGDCLOnmDBng8xbdyTtO6aAyFdPFF0ijc L'EXODE d'Afrîn à Lavrio (Exodus from Afrîn to Lavrio)

Comments (4)

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    Renata E' importante essere vicini a coloro i quali ne hanno bisogno!
    • BC
      Barbara Noi ci siamo e sosteniamo ogni iniziativa di autodeterminazione dal basso. No all'indifferenza!
      • FP
        Federico Grazie🙏
        • avatar
          Maria Vorrei tanto poter partecipare alla carovana. Vi aspetto per condividere l'esperienza!

          Questo progetto ha segnalato obiettivi di sviluppo sostenibile

          Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) costituiscono una serie di 17 obiettivi concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.

          1. Zero Povertà

          Sconfiggere la povertà: porre fine alla povertà in tutte le sue forme, ovunque.

          5. Uguaglianza di genere

          Parità di genere: raggiungere la parità di genere attraverso l'emancipazione delle donne e delle ragazze.

          10. Ridurre le disuguaglianze

          Ridurre le diseguaglianze: ridurre le disuguaglianze all'interno e tra i paesi;