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C'era una volta l'est

Una campagna di
Fabio Izzo

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C'era una volta l'est

C'era una volta l'est

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  • Obiettivo € 4.000,00
  • Sostenitori 0
  • Scadenza 24 giorni rimanenti
  • Modalità Raccogli tutto  
  • Categoria Documentari & inchieste

Una campagna di 
Fabio Izzo

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Il Progetto

C'era una volta l’Est vuol essere un documentario o una serie di documenari indipendenti per raccontare l’eredità emotiva, culturale e politica dell’Europa orientale dopo la fine del blocco sovietico. Il progetto nasce dall’universo narrativo del podcast, ma si sposta nel linguaggio visivo per dare volto e spazio fisico alle storie: non più solo voci, ma corpi, luoghi, silenzi, paesaggi. Al centro non c’è la grande storia, ma le vite quotidiane — persone comuni che hanno attraversato il passaggio tra due mondi: il socialismo e il capitalismo, il collettivo e l’individuale, il passato e un futuro ancora incerto. Il documentario non vuole spiegare l’Est Europa, ma farlo sentire. Si costruisce attraverso:

  • racconti personali
  • memorie frammentate
  • contraddizioni irrisolte

L’approccio è intimo e immersivo, vicino al linguaggio del podcast: la narrazione procede per accumulo emotivo, non per spiegazione didascalica.

Il documentario ( o la serie) si svilupper come un viaggio in più tappe, geografiche e interiori:

  • Le voci di chi ha vissuto il sistema socialista: sicurezza, controllo, comunità.
    Non nostalgia semplice, ma memoria complessa.
  • Gli anni ‘90: caduta, transizione, shock economico e culturale.
    Un passaggio spesso traumatico.
  • Le nuove generazioni: cosa significa oggi essere “dell’Est”?
    Europa, identità, migrazione.
  • Le città e i paesaggi: architetture, rovine, simboli ancora vivi.
    Il territorio come archivio politico.
  • L'Est è il futuro dell'Europa? 

Il progetto si basa su un modello partecipativo:

  • raccolta di storie reali tramite call pubblica
  • coinvolgimento di collaboratori locali
  • uso di materiali d’archivio personali (foto, VHS, audio)

Non un documenario sull’Est, ma qualcosa di costruito insieme.

Fabio Izzo è un regista e autore italiano nato ad Acqui Terme, con un percorso umano e artistico che attraversa l’Europa e le sue ferite più profonde. Dopo aver vissuto tra Italia, Finlandia e Polonia, ha sviluppato uno sguardo sensibile e radicale, capace di trasformare storie dimenticate in esperienze cinematografiche intense e necessarie.

La sua ricerca non nasce nei grandi set, ma nei margini: tra le persone, nei silenzi, nei luoghi segnati dalla memoria. Il suo cinema è essenziale, spesso costruito con pochi mezzi e molta verità, perché per Fabio raccontare significa prima di tutto ascoltare.

Nel documentario “L’viv–Napoli: The Music That Echoed Back”, realizzato senza sceneggiatura e con strumenti minimi, intraprende un viaggio solitario in Ucraina, tra le rovine della guerra e le tracce della memoria, cercando un senso nelle voci spezzate dal conflitto. Un’opera che ha già ricevuto riconoscimenti internazionali e che rappresenta pienamente il suo modo di fare cinema: intimo, urgente, umano.

Parallelamente, Izzo è anche uno scrittore pluripremiato e due volte candidato al Premio Strega, capace di raccontare la crisi dei valori contemporanei con uno stile profondo e inquieto.

Oggi il suo lavoro continua a muoversi lontano dalle logiche commerciali, sostenuto da una visione precisa: dare voce a ciò che resta ai margini, costruire ponti tra culture e trasformare il cinema in uno spazio di incontro reale tra le persone.

Sostenere un progetto di Fabio Izzo significa partecipare a un’idea di cinema indipendente, coraggiosa e necessaria. Un cinema che non cerca solo di essere visto, ma di essere sentito.

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