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BolognaSound vol. 2 - Special Edition GBM50

A campaign of
Slowth Records

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BolognaSound vol. 2 - Special Edition GBM50

BolognaSound vol. 2 - Special Edition GBM50

Campaign ended
  • Raised € 295.00
  • Sponsors 13
  • Expiring in Terminato
  • Type All or nothing  
  • Category Music & concerts

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The project

BolognaSound vol. 2 - Special Edition GBM50

Slowth Records, associazione culturale ed etichetta discografica bolognese, ha deciso di prendere parte ai festeggiamenti dei 50 anni della Scuola di Musica Elettronica a Bologna con la pubblicazione di BolognaSound Vol.2 - Special Edition GBM50, un disco da collezione che raccoglie ed è testimone di una modo comune d'intendere il pensiero musicale che è stato, ed è tutt’ora, molto importante per la scena musicale elettronica bolognese.

BolognaSound Vol.2 - Special Edition GBM50 vuole essere un passaggio importante per la Scuola di Musica Elettronica. Sarà un disco da collezione, pensato per gli amanti della musica elettronica, contemporanea e di ricerca così come per gli appassionati di esperienze sonore inedite.

La direzione artistica del disco è affidata a Francesco Giomi , il quale ha selezionato i brani che meglio rappresentano il concetto di BolognaSound, la cui definizione è stata coniata da lui stesso: “BolognaSound […] è un modo comune di intendere il pensiero musicale, pur nella singolare diversità di espressioni, qualità e approcci.”

Sostenendo la pubblicazione di questo disco contribuirai in prima persona al sostegno della nostra realtà. Un porto sicuro per artisti, senza distinzione alcuna, che mette al primo posto il messaggio culturale e sociale che sta dietro la ricerca musicale.


IL BOLOGNASOUND

La definizione è stata coniata da Francesco Giomi , compositore e regista del suono, collaboratore tra gli altri di Luciano Berio, direttore dello storico centro di ricerca, produzione e didattica musicale Tempo Reale a Firenze e professore di Composizione Musicale Elettroacustica al Conservatorio di Musica di Bologna. Ecco la presentazione da lui stesso scritta.

«Bologna è oggi una città dalla grande vitalità musicale, soprattutto nel campo della ricerca sonora, della sperimentazione elettronica, e di tutte quelle espressioni che escono dai canoni convenzionali.

Il BolognaSound si è quindi sviluppato e diffuso attraverso questo fertile terreno della cultura cittadina, ma è stato sicuramente generato a partire dall’ambito accademico, inteso qui nella sua migliore accezione: un ruolo fondamentale negli ultimi quindici anni l’ha giocato infatti la Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio “G. B. Martini”, in grado di costruire un’idea di musica fatta di profondità, pratica, apertura e rete di relazioni.

BolognaSound non è però una corrente o un collettivo artistico, bensì un modo comune di intendere il pensiero musicale, pur nella singolare diversità di espressioni, qualità e approcci. Ammesso che sia possibile vincolarlo a una sorta di manifesto, esso è riassumibile in cinque punti:​

  • attinge dalla migliore tradizione acusmatica anglo-francese (quella di Parmegiani, di Smalley, di Wishart, per intenderci) recependone la possibilità di controllo e costruzione morfologica del suono, così come le capacità evocative e di indagine sullo spazio;

  • incorpora germi più o meno estesi dalle espressioni techno e noise, riconoscendone il valore tanto in ambito culturale quanto in quello puramente sonologico;

  • riattualizza costantemente i propri tratti di energia, potenza e freschezza tanto nell’ambito del suono fissato su supporto che della musica dal vivo;

  • sintetizza dinamicamente il rapporto tra struttura formale e improvvisazione grazie a una consapevolezza storico-analitica e a una gestione del fare musica sempre priva di atteggiamenti superficiali;

  • guarda a un respiro internazionale confrontandosi con esperienze di punta della ricerca extra-italiana.

Per tutte queste caratteristiche si affianca ai molti fermenti di novità della musica elettronica che emergono da più parti in Europa, in Canada, in Asia e che, in questo momento di stagnazione del progresso linguistico e di affermazione statica di un mainstream, rappresentano un elemento di grande interesse e speranza per chi si occupa di ricerca musicale.


CHI SIAMO

Slowth Records è un'associazione culturale che opera come etichetta discografica indipendente, fondata nel 2020 a Bologna. Si occupa di diffondere e promuovere musica sperimentale e di ricerca e nasce della necessità di fornire risonanza alle nuove espressioni musicali tramite molteplici canali di veicolazione.

L’etichetta è pronta ad accogliere qualsiasi musicista che si dedichi alla ricerca musicale personale o di gruppo, attraverso l’improvvisazione, la composizione acusmatica, l’elettroacustica, la videoarte, la composizione tradizionale, vocale, strumentale e qualsiasi altro genere di difficile catalogazione. L'associazione da la possibilità di far conoscere la propria ricerca e svilupparla con il supporto di professionisti del settore e offrendo canali di comunicazione e promozione in costante aggiornamento.

Slowth Records oltre ad essere un'etichetta è uno spazio in cui è possibile far conoscere il proprio lavoro artistico (non solo musicale) attraverso canali di promozione culturale e spazi digitali creati in collaborazione con altre realtà italiane.


I NOSTRI GADGET


I COSTI DEL PROGETTO

Le donazioni ci aiuteranno a portare a termine il progetto che per essere realizzato ha bisogno di:

  • Una produzione artistica / distribuzione 300€
  • Stampa cd fisici 400€
  • Grafica e Comunicazione Stampa 1500€
  • Eventi di promozione in collaborazione con ECB~

COLLABORAZIONI

Elettronica Collettiva Bologna~ | Museo della Musica di Bologna | Scuola di Musica Elettronica | Conservatorio di Musica "G.B. Martini"

Comments (2)

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  • VC
    Valeria Forza ragaz!