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Argolibri > Attiva l’editoria

Introduzione

In un mondo editoriale quasi del tutto monoculturale, in cui scompaiono le esperienze indipendenti e molti grandi autori non sono tradotti o sono fuori commercio, le piccole case editrici che garantiscono la bibliodiversità faticano a sopravvivere e spesso non hanno distribuzione.

Per invertire la rotta, dopo venti anni di esplorazioni e autoproduzioni, dall’esperienza della rivista «Argo», fondata a Bologna nel 2000, nasce il marchio editoriale indipendente Argolibri, distribuito in libreria da Goodfellas - Messaggerie .

Gli Argolibri sono opere irriverenti e illuminanti, che esplorano il reale e attraversano i generi: letteratura italiana e straniera, classici dell’anticanone e contemporanei, arte multimediale, con autori fondamentali della controcultura, dalla protofemminista Leonora Della Genga a Jack Spicer della San Francisco Renaissance, dal neoavanguardista Corrado Costa a Carol Ann Duffy, la prima donna “poet laureate” del Regno Unito, dichiaratamente lesbica.

Le pubblicazioni di Argo sono espressione di un movimento artistico più ampio che coniuga cultura e impegno civile con festival e laboratori nelle piazze, nei parchi naturalistici, nelle carceri e nei centri di salute mentale. Il progetto è ideato e realizzato dalla comunità di volontari e professionisti dell’associazione no-profit Nie Wiem .


Attiva l’editoria (hashtag: #attivaleditoria) è una campagna di crowdfunding per rendere sostenibili le spese produttive necessarie per diffondere gli Argolibri e promuovere così un’editoria slegata da logiche puramente commerciali. Partecipando alla campagna non solo potrai abbonarti alla casa editrice, ricevendo i primi 5 libri pubblicati, ma sosterrai l’arte e la cultura che si coniugano con l’impegno civile. Con i soldi ricavati dal crowdfunding ci proponiamo di pagare i grafici, i traduttori e i curatori delle opere, diffondendo il frutto del loro lavoro attraverso incontri con gli autori e reading, in collaborazione con organizzazioni pubbliche e private che promuovono l’arte e i diritti umani.


Cos’è Argo?

Nato nel 2000  all’interno dell’Università di Bologna come fanzine, nel corso degli  anni il progetto editoriale Argo si è evoluto. Trasformandosi, sperimentando e  crescendo il collettivo argonautico ha scoperto nuovi orizzonti ed è riuscito a sopravvivere nel tormentoso mare delle riviste indipendenti, fino ad approdare in libreria.

Prima della creazione degli Argolibri, il collettivo ha pubblicato 19 numeri della rivista cartacea «Argo», una decina di libri della collana omonima, distribuiti in collaborazione con tre case editrici, e oltre 700 articoli su Argonline.it.


Gli Argolibri in libreria

Come sanno coloro che conoscono il mondo delle autoproduzioni e della piccola editoria, ottenere la distribuzione nazionale in libreria è l’impresa più difficile. Goodfellas ha scommesso sulla nostra realtà, ma vincere la sfida, continuando a mantenere l’indipendenza e allo stesso tempo aumentando ogni anno la qualità e la quantità dei libri pubblicati, dipende solo da noi, dai nostri lettori, dai soci e dai volontari della nostra organizzazione no-profit Nie Wiem.


Cos’è Nie Wiem?

L’Associa zione di Promozione Sociale e Impresa creativa Nie Wiem è attiva nei settori  della produzione culturale (editoria, cinema), della formazione (laboratori), della cogestione di spazi culturali e dell’organizzazione di manifesta zion i culturali, con una costante attenzione all’impegno sociale. Nie Wiem pubblica la rivista elettronica Argonline .it e produce libri con il marchio Argolibri. Organizza laboratori artistici, anche per bamb ini (Scuola delle Arti per Bambini). Organizza, in collaborazione con il Comune di Ancona, due festival internazionali (il film festival Corto Dorico e il poesia festival La Punta della Lingua), Picciafuoco microfestival di burattini e Nirvana festival della meditazione. È membro fondatore della Casa delle Culture di Ancona e gestisce il locale FARgO al Parco del Cardeto di Ancona.


I primi 5 Argolibri

1 - Corrado Costa, La moltiplicazione delle dita

con una lettera di Fortini e una Lettera smarrita

a cura di Andrea Franzoni e Roberta Bisogno

Collana Talee

L’opera raccoglie per la prima volta insieme tutti gli scritti e disegni di Corrado Costa apparsi su «Il Caffè Letterario e Satirico», 11 prose sperimentali e 40 disegni, realizzati con una semplice biro, a

rimarcare tutta la sensibilità visiva e il tratto inconfondibile dell’autore. Si ride? In quanto autore continuamente scomparso (anche quando era in vita) questo libro può dirsi e darsi come una vera e impropria smorfia della letteratura. L’autore — «infastidito/fastidioso, chizza, strepidanzante, lacrimemergente, digrigridante» — lavora dal didietro del linguaggio, dal segno pullulante e in continua ovulazione/riproduzione.

I temi? L’unione sessuale dei segni, il rapporto uomo/genere, la poesia come grafia e il disegno come parola da cui sdoppiare la parola: l’arte cioè come disarticolazione continua del reale e quindi moltiplicazione. Il libro intende aprire uno scorcio importante su un modo di fare letteratura — quello su rivista — oggi apparentemente scomparso, e su una stagione essenziale della poesia europea: quella delle scritture collettive, quella della Beffa, quella del Gioco delle parti (se il lettore vuol leggere deve giocare) come gioco principale nella società. I livelli di lettura si alzano e si abbassano, e ad accompagnarli, vi sono i disegni dell’autore.

Chi è Corrado Costa?

Corrado Costa (Bazzano, 1929 - Reggio Emilia, 1991) fu poeta, pittore, performer e avvocato (difese il giovane Tondelli). Membro del Gruppo 63, fu sodale di Emilio Villa e Adriano Spatola. Pubblicò tre raccolte poetiche (tutte tradotte in inglese): Pseudobaudelaire, Scheiwiller 1964 (seconda ed. 1986); Le nostre posizioni, Geiger, 1972; The complete films¸ Red Hill Press, L.A. 1983; saggi: Inferno Provvisorio, Feltrinelli, 1970 e La sadisfazione letteraria, 1977. Un’installazione permanente delle sue opere visive è presente alla biblioteca Panizzi, Reggio Emilia, dove è depositato il suo archivio.

Estratti

FIUMALBO è «un paesotto di vaga natura alpestre infossato tra le magnifiche abetate che preludono al passo dell’Abetone». (Gazzetta dell’Emilia 10 agosto 1967). Fiumalbo è un vecchio e raccolto nucleo urbano (Unità 13 agosto 1967). Un piccolo centro turistico dell’appennino modenese (Paese Sera 25 agosto 1967). È un paese messo a disposizione: non più la galleria d’arte non più un museo non più la pagina del libro ma lo spazio come ambiente poetico per eccellenza (Adriano Spatola). È un esempio d’interazione tra sperienza grafico poetica e un ambiente urbano (Arrigo Lora Totino). Come direbbe Lombardi: dista da Modena 85 Km.

Aggiungo solo che è diventato «a detta di alcuni suoi cittadini un paese corrotto peccatore disgregatore del sacro vincolo, sperperatore del pubblico denaro». (Gazzetta dell’Emilia 18 agosto 1967). Questa la descrizione del luogo. Il sindaco delfiniano Mario Molinari. L’occasione dell’interessamento dei giornali la manifestazione d’arte d’avanguardia «Parole sui muri».

Spatola giunto di notte aviotrasportato come un ministro con un albero poema reinventato da capo e poi di nuovo abbandonato alle abitudini del pascolo. Kenelm Cox risalito il torrente in barca con una poesia mongolfiera lanciata in alto e trasmigrata in toscana. Moltissimi (Houédard, Belloli, Bory, Blaine, Furnival, Vicinelli, Gappinair, Garnier, Chopin, Munari, Mari, Cremaschi, Della Casa). Pervenuti con pulmann e corriere hanno appeso sui muri e per le strade i loro manifesti.

Patrizia Vicinelli aveva un solo volantino. Oltre agli invitati si sono aggiunti alcuni entusiasti con materiale inedito. Esempio: cittadini di Fiumalbo, fratelli onde evitare che le nostre e il nostro paese subiscano ulteriore profanazione, strappate, lacerate, rompete oggetti e teste se occorre. Da ultimo, di fianco al manifesto catena di S. Antonio (del tuo) che ti invierò a parte, è comparso la mattina del 30 Agosto il manifesto della sezione della D.C.

«Fiumalbo liberato. Finalmente Fiumalbo si è ripulita dall’invasione dei capelloni! Certi di interpretare i sentimenti della maggioranza della popolazione ci scusiamo presso i Fiumalbini e presso la Colonna dei Villeggianti per la pseudo «mostra artistica» voluta organizzare dal Sindaco con assoluta mancanza di buonsenso. Detta esposizione è degenerata in Cartelli, scritte e manifestazioni che hanno giustamente urtato il buon gusto e i sani sentimenti dei cittadini e che, grazie al tempestivo intervento delle Forze dell’Ordine, non ha assunto proporzioni peggiori. Assicuriamo i concittadini e i turisti che l’anno venturo daremo del nostro meglio perché Fiumalbo ritorni un (sic) oasi di accogliente serenità di cui andiamo giustamente orgogliosi e non venga più infestata da elementi indesiderabili».

Chi dice che le manifestazioni d’avanguardia siano noiose? Stralcio rapidamente dei giornali:

1) Lettera 29-8-67 del Sig, Giovanni Serafini: «Se provocazione c’è stata la si è avuta da parti degli artisti e degli organizzatori. E ciò perché: I) Senza chiederne il permesso gli artisti hanno affisso o tentavano di affiggere manifesti o appendere quadri sui muri privati. II) L’8 mattina due artisti avevano steso sul marciapiede un cartello con su scritto: «non chiamatemi cattolico, prego» fregandosene bellamente del pensiero religioso della popolazione. III) altri artisti a passeggio con un cane a guinzaglio appellavano la bestiola col poco appropriato nome di Paolo VI. IV) su uno degli artistici manifesti figurava regolarmente stampata la frase «il mio bu... di... è arte».

2) Verso le due di mercoledì 9, giunse Sua Eccellenza l’Arcivescovo di Modena Mons. Giuseppe Amici, ma pare che la sua sia stata solo una gita di piacere (Gazzetta dell’Emilia del 18 agosto).

3) Alle 11,30 del sopradetto giorno un Commissario di Pubblica sicurezza rifiutava di farsi fotografare.

4) Alle ore 12 sempre del medesimo giorno veniva intervistato il Sindaco che si dichiarava soddisfatto e contento.

5) Il giorno successivo comparivano manifestini pieni di parole violente e sconce sulla porta della chiesa (sempre dalla sopracitata Gazzetta) e si apprendeva che si era costituito un comitato di Litterazione i cui membri automaticamente sono stati nominati Accademici degli Informi e subito espulsi.

6) Primo premio al titolo «Una Babilonia moderna» comparso sulla stampa locale.

Fuggiti gli artisti l’impavido Molinari continua la battaglia nei caffè e nell’androne del Municipio. Spatola ha raggiunto a nuoto l’Adriatico. Parmiggiani è muto.


2 - Sarah Di Piero, Reparto da qui

Nota a margine di Rossella Renzi

Collana Fari

Reparto da qui è un’opera letteraria di denuncia. Nel suo viaggio dall’inferno del disagio psichico al purgatorio chimico, in cerca di un paradiso perduto, Sarah Di Piero ha raccolto, tra sogno e veglia, i frammenti della sua esperienza, vissuta dentro i reparti psichiatrici ma anche fuori, nel mondo esterno. L’opera è un invito a non arrendersi e a servirsi della parola per dire ciò che si agita dentro e fuori di noi, rappresentare la vita nella sua bellezza convulsiva, cantarla e predire la salute, la salvezza, la conciliazione, anche quando sembra più lontana e inaccessibile.

La pubblicazione ha il patrocinio del movimento “Le parole ritrovate”.

Chi è l’autrice

Reparto da qui è il terzo libro di poesia di Sarah Di Piero, dopo Minestre alla cannella e Strappando rododendri, entrambi pubblicati con Italic Pequod.

Estratti

Urlo più di prima

Graffio muri di gesso

con unghie smaltate di rosso,

torco uno straccio intriso

taglio i capelli a raso.

Non resto su quella panchina,

mi alzo, urlo più di prima:

l’ingiustizia viene dai cuori,

i coltelli strappano fiori.

***

Non farci caso

Se scaviamo in quel

cervello così troppo

denso: neuroni a gattoni

nello strimpello immenso.

Non farci caso:

è solo psichiatria,

ch’io dico follia,

e guardo da distante,

come fa con la selva

Dante.

***

Ammaestrati

Essere sbagliato:

indole inadatta,

umori ribelli,

gesti convulsi.

Gocce. Pasticche. Iniezioni. Flebo.

Essere adeguato:

mansueto animale,

ansiosamente controllato.

Semidio quasi legato.

***

Non siamo pazienti

Noi non siamo solo pazienti,

siamo anche uomini dispersi

in un denso mucchio di nervi

e, se aprono la porta gialla

all’uomo vestito in ciabatte,

batte le ali una farfalla.

Il suo cuore svicola

con un lampo, silenzioso

è già fiume senza letto

e l’uomo diventa virtuoso

per i non-pazienti rimasti

riversi sugli stessi alvei

sfatti. Sapone tra i denti.


3 - AA.VV., Tacete o maschi

Le petrarchiste marchigiane tradotte da Antonella Anedda, Mariangela Gualtieri e Franca Mancinelli

Postfazione di Alessandro Carlomusto

Con illustrazioni di Simone Pellegrini

Collana: Talee

Antonella Anedda, Mariangela Gualtieri e Franca Mancinelli traducono i versi originali del primo  gruppo di scrittrici della letteratura italiana. L’opera contiene anche un sonetto di Francesco  Petrarca: si tratta di una risposta (secondo le attribuzioni) al sonetto di Giustina Levi-Perotti [Io vorrei pur drizzar queste mie piume] indirizzato al grande poeta aretino. A scandire la lettura vi sono inserti grafico-pittorici, incisioni, ovvero riproduzioni di ritratti, dal tratto contemporaneo ma ispirati ai testi e all'iconografia trecentesca, di un artista marchigiano, ma di importanza internazionale, Simone Pellegrini.

A chiudere il volume un’appendice di tipo critico sui temi proposti: due saggi che spieghino in dettaglio le particolarità di queste autrici e dei loro testi poste in relazione con le  “attualissime" questioni di genere.

Chi sono le autrici

Antonella Anedda e Mariangela Gualtieri sono tra le più importanti e riconosciute poetesse italiane contemporanee. Entrambe pubblicano le loro opere prime nel 1992, Anedda con  Residenze invernali, e Gualtieri con Antenata. Da allora hanno continuato a produrre poesie, saggi e testi teatrali, che hanno oltrepassato i confini nazionali. Franca Mancinelli è una delle migliori poetesse italiane della sua generazione, tradotta anche all’estero. Esordisce nel 2007 con Mala kruna, a cui seguePasta madre nel 2013, ripubblicati entrambi in A un’ora di sonno da qui (Italic Pequod, 2018).

Estratti

Tacete, o maschj, a dir, che la Natura

A far il maschio solamente intenda,

E per formar la femmina non prenda,

Se non contra sua voglia alcuna cura.

Qual' invidia per tal, qual nube oscura

Fa, che la mente vostra non comprenda,

Com' ella in farle ogni sua forza spenda,

Onde la gloria lor la vostra oscura?

Sanno le donne maneggiar le spade,

Sanno regger gl' Imperj, e sanno ancora

Trovar il cammin dritto in Elicona.

In ogni cosa il valor vostro cade,

Uomini, appresso loro. Uomo non fora

Mai per torne di man pregio, o corona.

Leonora Della Genga


4 -  Jack Spicer Un Rosario di Bugie

collana:Talee

Dopo After Lorca, vincitore del premio Geiger 2018 per la traduzione poetica (sez. giovani), Argo Libri continua la pubblicazione, libro dopo libro, delle opere di Jack Spicer. Si tratta dei tre libri successivi ad Afte Lorca, dell’autore americano, allievo di Robert Duncan e compagno di Philip K. Dick, in cui egli affina la scrittura “satirico-politica” in poesia. Ammonimenti: dove l’autore continua la sua pratica stilnovista — in stile americano — di poesia diretta ad autori e amici, riprendendo la forma antica degli “ammonimenti” (esiste un libro di A. Poliziano che porta lo stesso titolo): il libro è corredato da lettere di poetica a Robin Blaser e all’editore Joe Dunn (White Rabbit Press) che per primo pubblicò Spicer, Blaser e Robert Duncan. Si chiude con una poesia di post-fazione per Charles Olson, uno dei poeti americani più influenti di quel tempo, che insegno alla leggendaria “Black Mountain college” dove parteciparono artisti fondamentali come John Cage e Merce Cunningham. Nel libro si affrontano esplicitamente tematiche politiche e legate all’omosessualità. A book of music¸ intermezzo creato a partire da una frase di Poe — dove si postula una scissione tra le poesie-brevi e la letteratura, ma anche un pericolo costante nel rapporto tra musica e poesia — è anche la base di quella forma jazz-poetry che avrà il suo culmine in Billy the kid (opera che diventerà un disco dei Kat-Onoma, in Francia, negli anni 90). Il trittico, concepito come un crescendo di intensità comunicativa e provocatoria, si chiude sulle 15 false proposizioni contro dio: “un rosario di bugie”, come lo definì il suo autore. Spicer, fondatore della “6 gallery”, realizza in questo poemetto in 15 parti la sua prima vera “serie” — anche musicalmente intesa — compiuta, dettata “dai marziani” e in cui affronta il suo lato di calvinista protestante, e pone le basi per quell’etica poetica descritta dal verso “poeta, sii come dio”.

Chi è l’autore

Omosessuale e libertario, Jack Spicer (Los Angeles, 1925 - San Francisco, 1965) fondò assieme a Robert Duncan e Robbin Blaser il movimento della San Francisco Renaissance e la leggendaria Six Gallery, il bar-galleria che lanciò il movimento artistico beat della costa occidentale, dove Ginsberg, per la prima volta, recitò il suo Howl , grido di protesta che segnò un'epoca civile e letteraria.

Estratti

(da Ammonimenti, 1958)

Per Jack

Dì a tutti di avere le palle

Fallo tu stesso

Abbi le palle fino a che le palle

Penetrino i margini

Chiare e pure

Come è l’amore.

La parola cambia

Diventa oscura

Come qualcuno

Nel freddo impaurito dell’aria di notte

Dice —

Papà

Voglio la tua voce.

IV

Delle poesie veramente brutte

Mio caro Signore: mi piacerebbe che ―—

Odio e amore sono chiarificazioni sufficienti a sé stesse, non

appartengono alla poesia, imbarazzano il lettore e il poeta, mancano

Di dignità.

O la dignità di un aeroplanino di carta

Che lanci in faccia a qualcuno

E piomba per tutto l’evento veloce

Sbattendo a tutti gli angoli.

Odio e amore sono chiar... ―

Caro Signore: mi piacerebbe essere sicuro che ogni cosa che ho detto su di voi nella mia poesia fosse vera, che siete esistito veramente,

Che ogni cosa che ho detto era vera

Che non siete stato un avvenimento

In uno spettacolo veramente brutto

Che ciò che le poesie dicevano aveva un senso

A parte ciò che le poesie dicevano.

Caro Signore:

La mia bocca ha dei significati

E non ha voluto discutere.


Argo, L’Europa dei poeti

Antologia della migliore poesia europea contemporanea

a cura di Rossella Renzi

con un diario fotografico di Allegra Corbo

Collana: Territori

2020. 20 anni. 20 numeri. Per il suo ventesimo anniversario la rivista «Argo» torna alle origini e dedica il XX numero alla poesia europea contemporanea. Da Carol Ann Duffy a  John Taylor il volume pone l’attenzione su alcune delle voci più autorevoli della poesia contemporanea in Europa; sollecita domande, riflessioni, propone traduzioni e visioni del nostro continente narrate in versi, da lingue e latitudini differenti. A suggellare l’opera è I’M NOT THIS BODY, angeli di Natura, un diario fotografico, un album di visioni, apparizioni, creato da Allegra Corbo come processo biologico, durante una residenza artistica, all'interno del progetto Grampus (Gran Bretagna), per la conoscenza della cultura, del patrimonio e dell’artigianato slovacchi.

Chi sono gli autori:

La redazione di Argo presenta, attraverso interviste, saggi e poesie, le opere e i grandi poeti della letteratura contemporanea europea.

Sommario:

INTRODUZIONE di Rossella Renzi

L'EUROPA È TRADUZIONE di Valerio Cuccaroni

MARIO BENEDETTI, «IL TEMPO DELLA VITA DOPO» di Tommaso Grandi;

PATRICK MCGUINNESS, L’IMPORTANZA DELL’ALTROVEdi Giorgia Sensi ;

WILLIAM CLIFF, LA BELLEZZA DELLA FORMA di Fabrizio Bajec;

PAT BORAN, THAN AGAIN di Chiara De Luca;

CAROL ANN DUFFY. NEI MOMENTI DI GRAZIA di Floriana Marinzuli e Bernardino Nera;

JOHN TAYLOR, IL VIAGGIO DELLA VITA Intervista a cura di Franca Mancinelli;

OMAGGIO A MELITA RICHTER: "ALCUNE RAGIONI MINIME PER CUI MI SENTO EUROPEA" a cura di Silvia Rosa;

CHARLES SIMIC. CINQUANTA ANNI FA ERAVAMO PIÙ VICINI a cura di Riccardo Frolloni;

BREVE VIATICO PER FABIO PUSTERLA di Massimo Raffaeli;

ALLEGRA CORBO, I’M NOT THIS BODY Un diario fotografico.

Estratti

***

Intervista a Charles Simic

Quali sono, secondo lei, le affinità e quali le differenze tra la cultura americana e quella europea?

Cinquanta anni fa eravamo più vicini. Gli Americani istruiti leggevano i romanzieri, ammiravano gli artisti e seguivano il cinema europeo. Oggi siamo diventati più isolati e ignoranti. I miei studenti non hanno mai sentito nominare Rilke, Lorca, Neruda, Montale e molti altri nomi che un tempo erano familiari. La curiosità che c’era una volta verso le altre letterature è andata svanendo e questo ha impoverito i nostri poeti.

***

Intervista a John Taylor

In due tuoi libri tradotti in italiano, Gli arazzi dell’apocalisse e soprattutto Oblò (che uscirà presto per Pietre Vive Editore), raccogli alcuni frammenti di un viaggio che è stato fondamentale per la tua formazione e che si è rivelato determinante per la tua vita. Poco più che ventenne parti dalla tua città natale, Des Moines (Iowa), per frequentare l’università in Germania, trascorri un periodo all’isola di Samo, e decidi poi di stabilirti in Francia dove vivi tuttora con tua moglie e tuo figlio.

Il viaggio fondamentale che hai menzionato è avvenuto l’anno dopo il mio arrivo in Germania dell’Ovest (nell’autunno del ’75). Studiavo letteratura tedesca e filosofia tedesca all’Università di Amburgo, dopo aver vinto una borsa di studio (ma per un progetto in matematica...). Ero ancora, ufficialmente, studente di matematica negli Stati Uniti, ma quando arrivai all’Università di Amburgo mi iscrissi al corso di letteratura e filosofia. La letteratura era la mia passione segreta sin dalla mia adolescenza. Sono andato in Grecia nel luglio del ’76. Dovevo tornare dopo l’estate negli Stati Uniti. Durante un viaggio in traghetto dal Pireo all’isola di Samo, ho deciso di rimanere in Europa per dedicare tutto il mio tempo alla scrittura. Le poesie frammentarie in Oblò evocano questa decisione, con “l’oblò” come soglia metaforica tra il mondo interiore e il mondo esterno, tra il passato e un futuro possibile, e tra un essere umano e “qualcos’altro” che è invisibile ma forse appena al di là del vetro.

shapes effaced

night emerges

words

blur

the porthole

is the last remaining form

*

sagome cancellate

la notte emerge

le parole

si confondono

l’oblò

è l’ultima forma rimasta


Cosa faremo con il soldi raccolti?


Quando arriveranno i libri?

I libri di Corrado Costa e Sarah Di Piero saranno spediti al termine del crowdfunding, in tempo per essere regalati a Natale insieme all’abbonamento. I restanti libri saranno spediti man a mano che saranno pubblicati (comunque entro l’estate 2020).

Comments (4)

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    Gianluca Mia figlia ha bisogno di trovare un Paese migliore. Solo le buone parole, le parole irriverenti ma non triviali, le parole che aiutano a pensare e a ripensarci, potranno aiutarla. Grazie
    • avatar
      Valerio Grazie, Gianluca. Ci sono parole che sono pietre, come quelle su cui sorge il centro cristiano di Riesi, che tu hai condotto magnificamente per anni e che noi abbiamo avuto il piacere di ammirare. Pace e amore!
      3 weeks, 5 days ago
  • LB
    Lucia Grazie
    • AR
      Alessandra Entusista di sostenere questo ambizioso progetto

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