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Alice oltre Lo Specchio delle Meraviglie

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Sara Pallini

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Alice oltre Lo Specchio delle Meraviglie

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  • Type Keep it all  
  • Category Theatre & dance

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The project

ALICE oltre

Lo specchio delle meraviglie

Affrontare oggi un classico come il capolavoro di Carroll è una sfida affascinante e un’opportunità rara. I suoi contenuti sono patrimonio culturale di molte generazioni, entrati di diritto nell'immaginario collettivo. Innumerevoli le sue versioni teatrali e cinematografiche.

Ciò nonostante la straordinaria ricchezza delle suggestioni fantastiche riserva ancora spazi per la scoperta e la sorpresa. Non a caso l'opera si chiude con una riflessione sul sogno e il suo potere. Potere creativo e ri/creativo, generatore e rigenerante. Chi ha sognato chi?

"Cosa è la vita, se non un sogno?" (Carroll)

MEMBRI DELLA COMPAGNIA

Roberto Negri: Regista e attore

Sara Pallini: Autrice e attrice

Cecilia Guzzardi: Assistente alla regia e tecnico (under 35)

Vladimir Randazzo: Assistente e attrezzista (under 35)

Federica Clementi: Compositrice Musiche

SINOSSI

L’ allestimento prevede un fluido mescolarsi di scene che sono di entrambi i romanzi: “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” e “Attraverso lo Specchio”.

Senza trasgredire il nucleo tematico dei due testi ci si propone di raccontare con gli occhi di una bambina ciò che è “al di là” del mondo materiale, terreno.

L’iconica Alice interagisce con gli altri personaggi, proprio come scritto da Carroll, toccando anche la gravità e la ricchezza di alcuni temi filosofici, ma con la leggerezza del gioco, degli indovinelli e delle filastrocche che vanno schiarendosi, forse svelandosi, nel percorso a tappe dell’eroina, quadro dopo quadro, fino al risveglio dal lungo sogno della sorella di lei. Anche qui, come è tipico dell’abisso onirico, la dimensione spazio-tempo è arbitraria. Per questa ragione non salta all’occhio dello spettatore se la sequenza narrativa delle scene è variata rispetto ai romanzi. Il fuoco dell’attenzione è nell’immagine della sorella che sogna, presenza reale e tangibile in scena, non narratrice ma memoria evocativa di situazioni ed emozioni vissute in scena da Alice, che invece viene rappresentata sempre figurativamente, attraverso l’uso di tecniche diverse (ombre, puppets , sagome animate, burattini, proiezioni).

La ricerca di una dimensione autonoma dalla sequenza originale conta sulla presenza del Coniglio, altro fil-rouge assieme al personaggio della sorella di Alice. Privilegiamo poi alcuni capitoli e personaggi di “Alice nel paese delle Meraviglie” e di “Oltre lo specchio” imprescindibili, come l’incontro con il Bruco, il Tè di Matti con la Lepre Marzolina ed il Cappellaio, Il Giardino dei Fiori Parlanti, La Regina Rossa, il Gatto del Cheshire, La Regina Bianca e Humpty Dumpty.

Alcuni di questi personaggi appaiono talvolta in forma di persone, interpretate dagli attori talora dietro una maschera, talvolta essi stessi sotto forma di figura in dialogo con l’iconica Alice, così definita sia per ciò che essa ormai rappresenta metaforicamente nell’inconscio collettivo e sia perché di fatto, per tutta la durata dello spettacolo, non sarà mai impersonata fisicamente da nessuno dei due attori sulla scena. La scelta di una Alice così sottratta al referente fisico vuole ampliarne il potenziale mitologico ed immaginifico.

NOTE DI REGIA

La volontà di rispettare la straordinaria ricchezza di immagini dei romanzi crea l’obbligo di cercare nella varietà delle atmosfere la chiave espressiva dello spettacolo. Per queste ragioni l’allestimento non si serve di una vera e propria architettura scenografica fissa, ma propone un ribaltamento dei canoni comuni di fruizione teatrale in cui anche lo spazio scenico si adegua ad una partecipazione non convenzionale. Lo spettatore è reso complice e avvolto da diversi scenari attraverso proiezioni e suggestioni visive che includono talvolta gli spazi del pubblico , principalmente mediante la tecnica del diorama ottico e, ove possibile, del video mapping . Laddove lo spazio ospitante lo consenta, la struttura registica si presta ad un incremento partecipativo del pubblico attraverso la possibilità che lo spettacolo assuma carattere itinerante.

Il percorso narrativo è caratterizzato da una sequenza di quadri fantastici che, attraverso la condivisione di tecniche diverse (recitazione, danza, ombre, sagome animate, puppets , burattini e maschere) restituiscono la magia delle atmosfere. Mediante suddetta variazione della forma narrativa si vuole restare fedeli alla scansione inconsulta degli eventi narrati dall’autore ed esplorare il topic fondante i due romanzi di Lewis Carroll: il principio di contraddizione tipico del sogno, che abbraccia i concetti di tempo e spazio, idioma e semantica, numero e calcolo, gravità e levità, direzione e verso, non ultimo il concetto di nome proprio (nomina sunt omina).

La repentina combinazione di tutti questi elementi, nel continuo destrutturarsi e riassemblarsi della realtà che la dimensione onirica consente e stimola, porta la chiave per un allestimento che nel rispetto filologico del testo vuole sorprendere e coinvolgere lo spettatore di tutte le età.

Questa fiaba di carillon animati, che suonano nonsense , ma parlano il linguaggio universale dei sogni, dell’inconscio e del flusso di coscienza interiore, si sposa profondamente con la natura primigenia del teatro, poiché narra un’avventura eroica che trasforma le persone e le cose, portando infine alla metamorfosi della propria essenza.

OBIETTIVO DEL CROWFUNDING

Perché fare Alice, perché farlo oggi, perché in questa forma?

È un progetto che esula dal territorio di riferimento comune del teatro tradizionale, compreso quello canonicamente definito Teatro per ragazzi o per le scuole, e dunque trova ostacoli.

Il Teatro-Ragazzi spesso è didattico o didascalico, il nostro intento invece è quello di sorprendere evocando, cercare di rendere corpo un testo cartaceo che non fu scritto per il teatro né per il cinema, ma senza indurre alla fantasia percorsi o immaginari già noti, al contrario stimolando sempre l’approfondimento, l’interesse e la curiosità per una fantasia individuale, condivisa nella collettività del rito teatrale, fra platea e palcoscenico.

TARGET DELLO SPETTACOLO

Questo spettacolo si pone l’obbiettivo di raggiungere un target quanto più vasto possibile, senza relegarsi ad un pubblico adulto né obbligatoriamente infantile . Le caratteristiche letterarie e la notorietà del testo ci inducono a non trascurare la fascia di mercato che include professori, studenti, genitori e figli dai sette anni in su, allo stesso tempo la chiave registica fondata sulla commistione fra teatro di prosa, teatro danza, teatro di figura, proiezioni e video mapping non esclude la collaborazione con Festival nazionali di Teatro ed Arti performative ed Enti quali il Tieffeu (TFU-Teatro di Figura Umbro, punto di riferimento nazionale ed internazionale per il teatro di figura).

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