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Dona ora per assicurare le cure mediche e un'educazione di qualità per i bambini Talibés in Senegal.

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Il Progetto


CHI SONO


Ciao,

Mi chiamo Enrica. Oggi, 28 Aprile 2018 compio 35 anni. Quest'anno mi dò l'opportunità di dare più che di ricevere.

Un progetto nato tra la polvere e il caldo di Kaolack, una sfida nei confronti di me stessa, la voglia e l'energia di voler fare qualcosa di diretto, efficace ma soprattutto trasparente. Non voglio far parte di chi pensa che tanto non serve a nulla, che le cose non cambiano: le decisioni vanno prese, le azioni intraprese, i cambiamenti sono una logica conseguenza.

Lo scorso dicembre mi sono avvicinata a una delle tante problematiche che esistono in Senegal - perchè è qui che vivo da circa tre anni. Io e Cate abbiamo incontrato Abdoulaye , un talibé di 7 anni che era stato travolto da una macchina. Aveva gli occhi neri e gonfi dal male, eppure non piangeva, cercava solo di togliere le mosche che gli si attaccavano continuamente alle ferite e al sangue sui piedi. Lo abbiamo preso e portato in ospedale, comprato i medicinali ... da lì è cominciato il viaggio nel mondo dei talibés. Ci siamo entrate dentro, lo abbiamo fotografato, sentito e soprattutto pensato che avremmo dovuto fare qualcosa. Qualsiasi cosa, ma fare! Da qui nasce il nostro primo progetto.

Troverai più foto che parole. Alla fine queste immagini non hanno bisogno di molti commenti.

Oggi sono loro, domani sono sicura che sarà qualcos'altro di ancora più grande. L'importante è cominciare e dare. Più dai e più ricevi, è una legge fisica della natura.

Quindi no! Non siamo nati tutti uguali e con gli stessi diritti... E io voglio poter ridistribuire le opportunità e le risorse che mi sono state date in questa vita a chi non ne ha, facendo crescere il tutto geometricamente ...

"La vera ricchezza si libera nella tua vita quando trovi qualcosa a cui tieni talmente tanto che per essa daresti tutto".

Antony Robbins


MA CHI SONO I TALIBES ?


"Lontani dai loro genitori, costretti a mendicare, spesso abusati fisicamente e psicologicamente o in alcuni casi addirittura incatenati. È questo il destino di decine di migliaia di bambini chiamati anche talibé - ovvero minori tra i 4 e i 15 anni - che frequentano le daara , le scuole coraniche dell’Africa occidentale"

.

Un Talibé è uno "studente coranico", un ragazzo di un’età compresa tra 4 e 15 anni, mandato dai suoi genitori nelle scuole coraniche - Daara - a ricevere un’educazione religiosa da parte del Marabout .

La maggior parte dei talibés vengono delle regioni più povere del Senegal e dai paesi vicini, tra cui la Guinea-Bissau, il Gambia e la Guinea.

Dal momento che i Marabout non posseggono i mezzi finanziari per mantenerli e fornirgli un'istruzione di qualità li costringono a condizioni di vita estrema , a forme di maltrattamento, negligenza e sfruttamento . In particolare, li obbligano a mendicare per strada la loro quota di cibo e a dover portare una somma di 500 FCFA al giorno (ovvero 0.75 Euro) - u na cifra considerevole in un paese in cui la cui metà della popolazione vive con meno di due dollari al giorno. Questi bambini possono arrivare a percorrere fino a 15 km al giorno per poter trovare del cibo e i soldi; sono spesso vittime di incidenti stradali. S e non riescono a portare la cifra dovuta al Marabout subiscono violenze fisiche tra cui il linciaggio, l’incatenamento, abusi etc.

L'educazione coranica rappresenta, quindi - ma non sempre - un pretesto per sfruttare economicamente i talibés facendoli vivere al proprio servizio e in condizioni di vera propria schiavitu.


CONDIZIONI DI VITA


Le Daaras sono strutture che si trovano nelle zone più povere delle città, in uno stato di totale degrado e insalubrità: senza acqua, né elettricità, spesso senza mura e tetti.

Dintorni di una Daara a Kaolack

Daara di Tioffack a Kaolack

In una Daara vivono in media tra i 50 e i 100 bambini i quali dormono ammassati l'uno all'altro per terra, spesso senza materassi nè coperte.

I bagni sono spesso all’aperto, ricavati facendo una fossa nella terra senza canali di scarico e contribuendo alla proliferazione di batteri pericolosi.

Bagno della Daara di Tioffack, Dakar

Bagno della Daara di Parcelles Assainies, Dakar

Le condizioni di vita dei talibés in queste scuole sono di estrema indigenza: abbandonati a sé stessi, senza cibo, privi di cure sanitarie, maltrattati e costretti a vivere in condizioni igieniche disastrose, obbligati a trascorrere gran parte della giornata per le strade a mendicare, esposti a pericoli e violenze.

I talibés sono spesso vittime di violenze fisiche e non solo. Un talibé de 18 anni ha riportato a Human Rights Watch:

" Sono stato imprigionato per due anni in una "cella" nella mia daara a Diourbel perché non volevo imparare. Ho vissuto tutto questo tempo  lì dentro: mangiavo, dormivo e andavo in bagno. Le nostre gambe erano legate a delle catene. I ragazzi che hanno tentato di fuggire sono stati puniti e picchiati " .

(Human Rights Watch)

Un talibé incatenato per evitare che fugga dalla Daara

Questi ragazzi soffrono di malnutrizione acuta e severa e altre malattie tra cui la tigna, scabbia, malaria, febbre gialla, infezioni cutanee, bruciature, lesioni fisiche, problemi dentali.

Questi problemi di salute derivano dall’ignoranza dei marabout sulle questioni sanitarie, dalla mancanza di mezzi economici, da credenze culturali e dal rifiuto di operatori sanitari nel curare malattie contagiose di cui sono vittime i talibés. Per questi e altri motivi sono stati riportati casi di decesso.

Nelle Daara al di là della memorizzazione coranica, i talibés non ricevono una vera e propria educazione e rimangono emarginati dal sistema scolastico formale.  Non frequentando la scuola, questi ragazzi crescono esclusi, discriminati, senza saper leggere né scrivere e senza gli strumenti necessari per inserirsi nel mondo del lavoro. Le prospettive per il loro futuro sono molto limitate. All’età di 14 ani – età in cui costretti a dover abbandonare le Daaras molti di questi bambini non riescono ad integrarsi nel sistema sociale e lavorativo, costretti a lavoretti informali.

Dal punto di vista sociale, il problema dei talibés è di difficile soluzione, innanzitutto perché fortemente connesso all’estrema povertà delle famiglie che, non potendo mantenere i propri figli, decidono di mandarli a studiare presso i marabout. Inoltre, la figura del marabout è fortemente radicata nella cultura e nella tradizione senegalese e gode di un’autorità inviolabile.


COSA VOGLI-AMO FARE


LA SALUTE PER ME E UN DIRITTO PRIMARIO E FONDAMENTALE.

Soltano dopo l'essere sani possiamo parlare di tutti gli altri diritti. Portare Abdoulaye in ospedale a Kaolack e rendersi conto dell'assenza di medici competenti, di strutture e di medicinali ci ha fatto riflettere sul fatto che curarsi è un privilegio per pochi e che non avere nenache 1.000 FCFA ( ovvero 1.50 Euro) per vaccinarsi ti cambia la vita. Lui grazie al nostro aiuto è riuscito a farsi curare, altri no.

Abbiamo identificato delle Daaras con cui poter lavorare tra Dakar e Kaolack e vogliamo portare l'essenziale - tra salute ed educazione - per poter migliorarne le condizioni di vita dei Talibés che ci vivono.

Ma nel dettaglio che facciamo?

1 . ASSISTENZA MEDICA AI TALIBES

  • Visite mediche e nutrizionali, vaccinazioni, cura etc.
  • Campagna di sensibilizzazione in salute e igiene nelle Daaras a favore dei talibés e dei Marabout
  • Formazione dei Talibés in tematiche di Primo Soccorso
  • Sensibilizzazione dei Marabout in diriritti dei minori

2 . RIABILITAZIONE DELLE DAARAS AL FINE DI RENDERLE DEI LUOGHI IDONEI E ABITABILI

  • Costruzione/riabilitazione dei servizi igienici, pavimenti, mura, tetti etc.
  • Disinfestazione totale dei locali
  • Equipaggiamento: fornitura di materiale di prima necessità (i.e. materassi, prodotti di igiene etc.)

Una stanza in una Daara a Kaoalck

3. FORNIRE UN'EDUCAZIONE DI QUALITA AI TALIBES

  • Inserimento dei talibés nella scuola formale
  • Sostegno delle spese scolastiche
  • Fornitura di materiale scolastico e didattico
  • Supporto alimentare alle Daara per evitare che i bambini mendichino per strada
  • Fornitura di attrezzature scolastiche necessarie (divisa, cartella, lavagnetta, astuccio, quaderni, libri ecc.).

Seguitemi e avrete dettagli su tutto quello che faremo nei prossimi mesi. Per qualsiasi cosa contattatemi e risponderò a tutte le vostre domande.

La Campagna rimarrà aperta fino al 30 luglio.

Grazie per il tuo sostegno

Enrica M. Bianco

Commenti (9)

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  • avatar
    Heggi  avec grand plaisir
    • avatar
      Elena  ❤️
      • eB
        enrica  Grazie Ele!!
        3 settimane, 4 giorni fa
    • avatar
      Camilla  Enri sei super! Bravissima ci sono ! Brava brava
      • eB
        enrica  Grazie Cami!!!
        3 settimane, 4 giorni fa
    • MY
      Mehdi  Hai il mio appoggio Enrica.
      • avatar
        giulio andrea  Continua così. Tanti auguri! Franci e Giulio
        • avatar
          Silvia  Sarà un successo!!! In bocca al lupo Enri <3 Le Galline!!!
          • avatar
            Francesca  Amori!!!
            3 settimane, 6 giorni fa

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